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Ospedale di Cairo, ripartono Radiologia e analisi ma preoccupa l’idea di diventare un “buffer” per anziani

Il comitato sanitario locale contro l'ipotesi di ospitare a Cairo gli anziani dimessi dagli altri ospedali prima di riportarli nelle Rsa

Cairo Montenotte. Un primo passo verso la normalità: da lunedì ripartirà l’attività ambulatoriale di Radiologia nella sede di Cairo Montenotte. In questa prima fase sarà operativa nei giorni feriali dalle 7 alle 13. Ai pazienti verranno garantiti raggi, ecografie e Tac. Prima parziale ripartenza anche per il laboratorio di analisi, che sarà attivo nei feriali dalle 7.30 alle 9.30 per urgenze.

Buone notizie a cui si affianca, però, anche l’ipotesi di aprire nell’ospedale di Cairo di un reparto dedicato agli anziani dimessi dagli altri ospedali ma ancora bisognosi di un periodo di osservazione prima di ritornare nelle case di cura. Un servizio che verrebbe fornito grazie al “rientro” all’ospedale valbormidese di personale che in questa emergenza era stato temporaneamente assegnato ad altre strutture. A proporlo il commissario straordinario di Asl 2, Paolo Cavagnaro.

E l’idea ha destato perplessità nell’entroterra: “Come sempre comprendiamo la complessità del momento che stiamo attraversando causa COVID – scrive Giuliano Fasolato, presidente del Comitato Sanitario Locale Valbormida – comprendiamo anche che sia indispensabile trovare una ‘zona buffer’ per i nostri anziani che, essendo ora ricoverati in ospedale, potrebbero essere dimessi senza però trovare soluzioni adeguate presso le strutture di appartenenza; questa zona potrebbero trovarla nel nostro ospedale. Questa soluzione non ci pare adeguata considerando che il soggiorno non si esaurirebbe entro poco tempo, causa i lunghi tempi in cui dovremo necessariamente convivere con questo virus”.

“Se l’Ospedale di Cairo avrà questa funzione – prosegue – quando ritornerà disponibile per ridare, come promesso, tutti i servizi necessari alla popolazione della Valbormida, compreso il Pronto soccorso? Di tale servizio comprendiamo del resto la complessità, e ci rendiamo conto che, aggravato dal pericolo di contagio, richiede altri dispositivi per garantirne l’accesso in tutta sicurezza. Non è compito di questo Comitato suggerire le alternative ma certamente la provincia di Savona può contare su strutture dismesse, ma ancora in grado di svolgere la funzione di ‘zona buffer’ (ad esempio Loano e/o Millesimo nel Vecchio Ospedale)”.

“E’ superfluo rimarcare la disponibilità e la comprensione che la popolazione della Valbormida ha avuto sul tema ‘Ospedale San Giuseppe’ anche in questo frangente – fa notare Fasolato – in cui la mobilità era limitata per rischi reali di contagio e i nostri Anziani hanno dovuto rinunciare spesso a visite, controlli, ecc.; quando peraltro si è ritenuto indispensabile, si sono recati negli ospedali della costa anche per piccoli interventi (che si sarebbero potuti eseguire a Cairo) con tutti i rischi di contagio perché approdati in strutture già molto collassate”.

“Tutti gli abitanti della Valbormida hanno già manifestato la loro disponibilità in più occasioni e ora è tempo di provare seriamente a ritornare nella normalità, con tutti gli accorgimenti del caso. L’Ospedale di Cairo deve riprendere efficacemente la propria attività – conclude Fasolato – deve tornare ad essere il punto di riferimento della Valbormida, deve tornare a garantire l’assistenza alla sua popolazione senza ulteriori indugi”.

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