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Movida e assembramenti, da Alassio la proposta: “Dehors in spiaggia la sera tutta l’estate”

L’idea, proposta alla Regione, è allargare gli spazi riducendo i rischi e, allo stesso tempo, aiutare economicamente locali e balneari per l'intera stagione

Alassio. Circa 12mila abitanti, che in estate aumentano esponenzialmente. Centro di movida, ma con passeggiata mare lunga e stretta che, per ovvie ragioni, rischia di trasformarsi in un “Navigli di Milano o in un lungomare di Napoli o, ancora, in una Darsena di Savona bis” in termini di assembramenti. 

È un problema che si registra in molte località liguri, ma quella inquadrata in premessa è la situazione specifica che si registra ad Alassio, dove è partito un appello, a mezzo lettera, indirizzato a Regione Liguria. 

Un’idea che ha già ottenuto anche il via libera e l’approvazione della polizia locale alassina in termini di sicurezza e che prevedrebbe la possibilità di rendere le spiagge fruibili anche in orario serale, dando la possibilità di estendere i dehors ai vari locali sul litorale (dalle 19 e fino alle 24), anche nel periodo che va dal primo luglio al 31 agosto 2020. 

“Si chiede conferma, – si legge nel documento, a firma del presidente del consiglio comunale Massimo Parodi e controfirmata dal vicesindaco Angelo Galtieri e dall’assessore Francesca Schivo – che la Regione, anche per il periodo 1 luglio 2020-31 agosto 2020, permetta su tutto l’arco della costa ligure l’apertura e l’accesso alle spiagge anche durante orario notturno (fino alle 24) ove vi sia coincidenza tra concessionario e titolare dell’attività commerciale fronte-spiaggia con possibilità di sostituire gli ombrelloni con in tavolini”.

“Dove, invece, vi sia difformità tra proprietario dell’attività commerciale e e lo stabilimento balneare frontespizio (peculiarità proprio del litorale alassino), la possibilità, tramite nulla osta/autorizzazione del concessionario balneare ovvero tramite un accordo privatistico, anche di natura economica avente qualifica di ‘paracadute socio-economico’, per delineare un accordo preciso sulla individuazione di un soggetto responsabile giuridicamente a fini, ad esempio, assicurativi, che identifichi garanzie e responsabilità igienico-sanitarie ed, eventualmente, anche il corrispettivo economico”. 

L’allargamento dalla passeggiata anche sul litorale permetterebbe dunque di “spalmare” le numerose presenze su una porzione molto più ampia, riducendo così il rischio di assembramenti (pressochè certi nelle condizioni attuali) sulla passeggiata mare. 

E, in sostanza, i proprietari dei locali potrebbero così ovviare alla sicura perdita di fatturato dovuta al minor numero di tavolini “commerciabili” a disposizione e, allo stesso tempo, il balneare potrebbe compensare le perdite economiche da imputarsi al minor numero di ombrelloni disponibili commercialmente. Ovviamente il tutto a condizione che entrambi i privati (locale e balneare nel caso) riescano a trovare un accordo. 

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