Polizia

Movida alla Vecchia Darsena, il questore: “Nessun aut-aut, ma se la situazione non cambia dovremo intervenire”

"Chi viola le norme mette a rischio sé stesso, i propri famigliari e tutta la collettività. E' questo il messaggio più importante che deve passare"

Questore Questura Savona Giannina Roatta

Savona. “In questa fase stiamo cercando di sensibilizzare esercenti e cittadini al rispetto delle disposizioni anti-Covid. Non abbiamo intenzione di sanzionare nessuno, ma certamente se ci saranno violazioni dovremo intervenire”. Lo ha affermato questa mattina il questore di Savona, Giannina Roatta, in un incontro con i media finalizzato a presentare l’attività messa in atto in questa nuova fase dell’emergenza coronavirus rispetto alla pubblica sicurezza.

Con la partenza della cosiddetta Fase 2, l’attività della Questura e di tutte le altre forze di polizia “si è focalizzata principalmente sul controllo del territorio e sulla prevenzione dei reati di natura predatoria, quindi nel contrasto alla criminalità diffusa: i lungo periodo di lockdown fa temere una recrudescenza di questi fenomeni. Inoltre, ci siamo occupati e ci occuperemo di verificare il rispetto dei provvedimenti straordinari varati dal governo durante questo periodo di emergenza sanitaria. In particolare, ci concentreremo sul divieto di assembramento e sul rispetto dei dettami in materia di mobilità infraregionale”.

Il tema su cui occorrerà vigilare con particolare attenzione è proprio quello degli assembramenti nelle aree della movida: ne è un esempio quanto avvenuto ieri sera nella Vecchia Darsena di Savona, dove si è registrata una folla più simile a quella di un “normale venerdì” che a quella che ci si aspetterebbe in un fine settimana di “pandemia globale”.

“Dopo 70 giorni di lockdown è comprensibile che ci sia il desiderio di tornare a normalità – nota il questore di Savona – Ma è necessario capire che questa normalità deve essere ‘cambiata’, che occorrono modalità di vita all’esterno diverse da quelle consuete. In questo senso mi sento anche in dovere di rivolgere un appello a gestori e cittadini. Nei giorni scorsi e anche in questo fine settimana abbiamo effettuato servizi di controllo del territorio, concentrando le attività in particolare nelle aree della movida. Ieri sera eravamo presenti nella Vecchia Darsena. Qui si sono creati diversi assembramenti. In questa fase stiamo cercando di effettuare primariamente attività di prevenzione andando ad informare, nella maniera più capillare possibile, gli esercenti, spiegando loro l’obiettivo di questi controlli. La violazione del divieto di assembramento è un atteggiamento che si pone contro la legge e pertanto deve essere sanzionato”.

Ma più che sullo spauracchio delle multe, per il questore occorre “puntare” sul senso civico e sul senso di responsabilità delle persone: “Occorre tenere sempre presente che certi atteggiamenti espongono al rischio di contagio ed una recrudescenza dell’epidemia. Chi viola le norme mette a rischio sé stesso, i propri famigliari e tutta la collettività. E’ questo il messaggio più importante che deve passare. La prossima fase sarà molto lunga: l’attenzione va mantenuta alta non solo da oggi fino al 2 giugno, ma anche successivamente. Ci attende una nuova normalità, che tutti dovremo vivere in modo diverso rispetto al solito”.

Per questo le forze dell’ordine si preparano ad effettuare nuovi servizi di controllo, per i quali contano sulla collaborazione di esercenti e sull’attenzione dei cittadini rispetto alle norme: “Siamo tutti sulla stessa barca, dobbiamo agire con senso di responsabilità e coscienza”.

Tornando alla vicenda della Vecchia Darsena, ci si chiede se, vista la presenza delle forze dell’ordine, non fosse possibile disperdere la folla: “Fino ad una certa ora non abbiamo riscontrato particolari assembramenti – spiega Roatta – Ma questo rientra nella dinamica della movida. In questo momento la nostra attività non ha fini afflittivi. Gli esercenti che hanno vissuto il periodo del lockdown hanno dovuto fare i conti con le ricadute negative della chisusura e perciò comprendiamo le loro esigenze. Ma comprendiamo anche le esigenze di chi vuole tornare a vivere una normalità diversa. La presenza dei nostri uomini ha fatto anche da deterrente, ma in questa prima fase ci siamo dedicati ad attività di sensibilizzazione e non di sanzione. Bisogna prevenire, perciò invitiamo tutti a collaborare. Ma passato questo momento, ovviamente procederemo a sanzionare se sarà necessario. E sì, anche a chiudere i locali più aggregativi se sarà necessario e se sarà accertato che l’assembramento è collegato ad uno specifico locale. Ma è qualcosa che vogliamo evitare”.

A Genova alcuni centri di Via si sono consorziati per garantire controlli in forma privata: “E’ una possibilità, ma dipende da come si evolverà la situazione. Se il fenomeno rientrerà nei canoni della normalità e la gestione sarà più consapevole, questo potrebbe non essere necessario. Diversamente valuteremo un modello organizzativo diverso. Finora, comunque, non abbiamo elevato sanzioni”.

E tra circa due settimane potrebbero arrivare i turisti, pronti a prendere d’assalto le spiagge libere: “Per i le spiagge aspettiamo le linee guida, che sono ancora in forma di bozza e vanno concordate con la Regione. Per quanto riguarda l’arrivo dei turisti, invece, dovremo capire come cambierà la situazione sul fronte epidemiologico da qui a due settimane. Questa emergenza ci ha fatto capire che dobbiamo vivere giorno per giorno ed il mondo scientifico ha detto che l’emergenza non è ancora terminata. Per questo dobbiamo puntare a sensibilizzare le persone per evitare un colpo di coda dell’epidemia”.

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