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Maria Maione (Lega): “I problemi si risolvono con i fatti, non solo per decreto”

"Pensare oggi ad unʼaltra sanatoria per centinaia di migliaia di persone non è la soluzione"

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Savona. “Il 4 marzo lo ricorderemo sicuramente per due motivi: il cambio radicale delle nostre abitudini di vita, con la chiusura totale di tutte le attività commerciali e produttive, e il confinamento in casa. Per non contagiarsi. Bene, anche se in ritardo, con una rincorsa all’acquisto delle mascherine e dei guanti per tutti. O quasi tutti”. Lo dichiara Maria Maione, segretario cittadino della Lega di Savona.

“Le nostre forze dellʼordine – prosegue -, alle quali va il nostro incondizionato e quotidiano sostegno, con i compiti di contrasto al crimine diffuso, sono state obbligate a svolgere controlli sulla cittadinanza che non le sono propri, e malgrado le strade vuote ed il pericolo che le nostre attività, negozi, potessero diventare preda di criminali, sono state distratte dai loro compiti principali per decreto”.

“Non si è tenuto conto o voluto tener conto – dice Maione -, di chi da tempo, ma soprattutto in questi giorni, mantenuti nelle cooperative o peggio, viste le molte segnalazioni, si sono accampati in tende sulle spiagge, sono a passeggio in gruppo, senza protezioni, nonostante i divieti. Queste situazioni che vive non solo la nostra città, provoca con ragione, forte sconcerto, malumore, insofferenza generalizzata. Ma quei divieti per chi valgono? Perché non sono state date direttive precise? A queste domande vorremmo avere risposte”.

“Oggi, non voler risolvere il problema delle persone irregolari – aggiunge -, finʼora ha prodotto solo una falsa integrazione con il risultato sotto gli occhi di tutti. Che non si risolve per decreto, ma con fatti concreti. La Lega di Savona continua ad essere vicino ai nostri cittadini, alle persone in difficoltà, ma non solo, anche ai lavoratori tutti colpiti dalla crisi che in questi giorni ha dato un altro doloroso segnale con chi, ha rinunciato alla vita, per i pochi fatti, malgrado le promesse”.

“Pensare oggi ad unʼaltra sanatoria per centinaia di migliaia di persone, 650.000, che irrimediabilmente si porterà dietro almeno altri 2 milioni di ricongiungimenti, non è la soluzione, perché continuerà ad alimentare il lavoro sottopagato senza diritti, lascerà noi ed i nostri figli senza una prospettiva di miglioramento della vita. Ma tutto ciò a chi giova? Chiediamo risposte” conclude il segretario cittadino della Lega di Savona.

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