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Manifestazione Cgil davanti al San Paolo di Savona: “Più sicurezza per i lavoratori della sanità” fotogallery

"E' necessario mettere mano ai livelli occupazionali e ripristinare gli ospedali di Albenga e Cairo"

Savona. La sicurezza dei lavoratori, la gestione dell’emergenza ed il “ripristino” degli ospedali di Albenga e Cairo Montenotte. Sono questi i temi al centro della manifestazione organizzata dal comitato iscritti alla Cgil dell’Asl2 savonese e in programma oggi all’ospedale San Paolo di Savona.

Manifestazione Cgil davanti al San Paolo di Savona

Come precisato meglio da Massimo Scaletta, rappresentante del comitato iscritti alla Cgil di Asl2, l’iniziativa di oggi “è legata a tutta l’attività che svolge il personale dipendente dell’Asl2 ma che viene svolto, fondamentalmente, da tutti i lavoratori del sistema sanitario nazionale in questo periodo e quello precedente”.

Con l’inizio della Fase 2 la preoccupazione più grande è legata proprio alla ripartenza: “Come già è stato evidenziato da tutti gli esperti, i rischi sono notevoli. In modo particolare il rischio è dentro gli ospedali. Un primo problema è dato dalla divisione tra ‘percorsi puliti’ e ‘sporchi’, cioè percorsi per pazienti che possono essere potenzialmente positivi e pazienti che devono accedere per altri interventi. La questione che noi poniamo, e che abbiamo già posto più volte alla Regione, è data dal riconoscimento, per il personale sanitario, del rischio corso finora”.

“La sicurezza del personale sanitario si traduce in sicurezza per i cittadini che accedono alle strutture. La sicurezza è globale, non è solo quella del cittadino o del sanitario. Perciò noi chiediamo maggiori interventi dal punto di vista della sicurezza”.

Altro aspetto riguarda il riconoscimento del lavoro svolto dagli operatori del sistema sanitario regionale coinvolti direttamente nella gestione dell’emergenza: “Altre Regioni come Toscana, Emilia, Piemonte e Veneto si sono già adoperati per riconoscere incentivi agli operatori, specie per quelli che sono stati in prima fila”.

La manifestazione avrebbe dovuto avere un’altra forma, ma “l’Asl ci ha comunicato che non sarebbe stato possibile tenere un’assemblea in quanto occorre non creare assembramenti. Io personalmente sono infermiere e continuo a lavorare sui miei turni nei reparti Covid. Io e tutti gli altri rischiamo di ammalarci sul lavoro ma non possiamo rischiare di ammalarci per difendere i nostri diritti e richiedere condizioni migliori. In questo momento non possiamo fare di più. Ma vogliamo dare un segnale del fatto che lavoratori e loro rappresentanti ci sono. Non vogliamo più essere invisibili, come qualcuno ci ha definito”.

Andrea Pasa, segretario generale di Cgil Savona, aggiunge: “Questa iniziativa si è resa necessaria per fare il punto su alcune cose. La prima è la gestione dell’emergenza Covid. Il nostro giudizio rispetto a quanto fatto da Regione e Alisa continua ad essere molto negativo. La seconda cosa è stabilire con precisione ciò che ci attende nella Fase 2 e nella Fase 3. E’ necessario mettere mano ai livelli occupazionali: oggi è stato fatto uno sforzo (con l’assunzione di circa 600 persone in tutta la Liguria) ma non è ancora abbastanza. Sono in Asl2 mancano oltre mille lavoratori tra ammalati, pensionati e carenze di organico ‘storiche’”.

E poi c’è il problema della sicurezza: “Ci sono tantissimi medici ed infermieri che se non hanno perso la vita hanno contratto la malattia e ne portano ancora oggi le conseguenze. Chiediamo quindi più tamponi e più controlli, tenendo presente che noi oggi siamo la regione prima in Italia per numero di contagi giornalieri rispetto alla densità di popolazione ma una delle ultime per numero di tamponi”.

Terza e ultima questione “il ripristino degli ospedali di Albenga e Cairo che la Regione ha deciso di privatizzare. E’ necessario che si riapra il punto di primo soccorso del San Giuseppe, chiuso lo scorso 18 marzo”.

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