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Linea Condivisa chiede di attivare il protocollo De Donno: “La terapia con plasmaferesi potrebbe azzerare la letalità”

Se affiancato a una terapia precoce sui paucisintomatici, ossia le persone che presentano scarsi sintomi della malattia

Regione. Nel prossimo consiglio regionale, Linea Condivisa presenterà un ordine del giorno in cui chiede che sia “valutato, studiato ed eventualmente predisposto, anche in Liguria, il metodo messo a punto dal professor Giuseppe De Donno presso l’ospedale San Matteo di Pavia”. Lo annunciano il consigliere regionale Francesco Battistini e il capogruppo Gianni Pastorino.

Il protocollo, basato su trasfusioni di plasma immunizzato, promette di azzerare la letalità del covid-19 se affiancato a una terapia precoce sui paucisintomatici, ossia le persone che presentano scarsi sintomi della malattia.

“Presenteremo ai colleghi di tutti i gruppi consiliari un atto per dare il via libera allo studio e all’applicazione del metodo approntato dal pneumologo De Donno. Ci auguriamo di trovare il più ampio consenso possibile in aula – dichiarano Battistini e Pastorino – I primi risultati sembrano molto positivi. Quindi è un protocollo che da speranze importanti, specie in una regione come la nostra, in cui il tasso di mortalità e l’incidenza di nuovi casi sono fra i più alti d’Italia; se non i più alti”.

“Chiediamo sia costituito con urgenza un tavolo tecnico con le ASL e avviato un confronto con immunologi, pneumologi e centri trasfusionali. Stando a quanto sperimentato a Pavia, da un paziente guarito si possono recuperare circa 600 cc di plasma: quantità sufficiente a salvare 2 vite. Ma bisogna muoversi in fretta, perché il plasma immunizzato circola nelle vene del paziente solo per poche settimane – spiegano Battistini e Pastorino – Non solo: il plasma può essere conservato per 6 mesi, quindi potrebbe essere utile anche nel caso di una recrudescenza del contagio. La terapia studiata dall’ospedale pavese non potrà certamente sostituire le ricerche per il vaccino, ma rappresenta senz’altro uno strumento che consente sia intervenire su casi conclamati, sia di affrontare il coronavirus in una prospettiva di medio periodo”.

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