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Liguria, Salvatore (Il Buonsenso): “Ripensare la viabilità con più treni e tratte come alternativa alle autostrade” foto

"Necessaria anche una revisione dei contratti esistenti tra regione Trenitalia e fra Stato ed Rfi"

Liguria. “Come tutti sappiamo, la situazione delle autostrade liguri è al limite della sopportazione: i collegamenti autostradali sono spesso molto lunghi, e mal organizzati, ma quello che più preoccupa quotidianamente coloro che sono costretti a passarci, sono le cattive condizioni di manutenzione. I cittadini liguri sono costretti tutti i giorni a prendere autostrade pesantemente inadeguate. A volte si tratta di affrontare veri e propri rischi, con calcinacci che cadono improvvisamente o porzioni di autostrade che vengono chiuse da un giorno all’altro, senza contare la scarsa segnaletica che a volte trasforma le autostrade in veri e propri labirinti”.

A dichiararlo è Alice Salvatore del movimento Il Buonsenso, che continua: “Sappiamo molto bene come aziende quali Autostrade per l’Italia del gruppo Benetton, che dovrebbero occuparsi della manutenzione, dedicano poca attenzione, colpevolmente, a questo aspetto fondamentale e sappiamo anche che il Governo non sta facendo adeguata pressione per ottenere un cambio di passo”.

“E ogni anno contiamo il drammatico numero dei morti e dei feriti sulle nostre autostrade, per non tenere in conto i continui disagi dovuti ai ritardi, e alle condizioni di poco comfort con cui si devono affrontare viaggi anche molto lunghi. Non è un segreto che la regione Liguria sia particolarmente scollegata dal resto d’Italia e come tutti sanno la situazione è ovviamente insostenibile” aggiunge Salvatore.

Che aggiunge: “Il problema però è che i cittadini Liguri sono comunque costretti a prendere l’auto per i loro spostamenti. Che si tratti di un viaggio di lavoro, per trovare un cliente o un fornitore, o anche solo per uno spostamento di piacere con la propria famiglia, nella stragrande maggioranza dei casi si è costretti a prendere la propria automobile“.

“Il motivo principale – spiega Salvatore – di tutto questo è che il viaggio su treno è assolutamente insoddisfacente. Se la disponibilità dei treni fosse notevolmente maggiore avremmo la possibilità di sgomberare molto traffico sulle autostrade: è chiaro che a livello logistico e di viabilità, appare strategico un rilancio della nostra capacità di trasporto su rotaia. Per i pendolari in Liguria la vita è drammatica”.

I treni dovrebbero essere innanzitutto nuovi e dotati di tutti i comfort adatti al viaggio, con un adeguato sistema di pulizia, invece di condizione igieniche a volte letteralmente pietose. Ma la cosa più importante in assoluto è aumentare il numero dei treni per coprire più tratte, per aumentare la frequenza delle corse – considera il membro del neopartito Il Buonsenso – Ancora oggi non esiste un diretto tra Genova e Verona, ad esempio, o per molti altri scali si è costretti ad andare a Milano e poi prendere una coincidenza. Per andare a Ventimiglia si impiegano ore ed ore, come se si dovesse affrontare un viaggio intercontinentale. Alle 5 Terre pendolari e turisti sono pressati come sardine. Per non parlare delle 5 ore, minimo, che sono necessarie per arrivare a Roma dal capoluogo”.

“L’aumento della frequenza dei treni servirebbe ad aumentare le possibilità di spostamento dei liguri – continua Salvatore – Un treno per la capitale è programmato due volte al giorno, e un treno per Milano è disponibile una volta ogni 4 ore. L’aumento della frequenza dei treni permetterebbe un grandissimo sfollamento del carico giornaliero di automobili che intasano le nostre autostrade. E renderebbe più dignitosa la vita dei nostri pendolari”.

“Soprattutto è fondamentale attuare una politica di viabilità che sia intelligente e lungimirante. Non abbiamo bisogno dell’ennesima presentazione, degli ennesimi annunci, che servono solo per fare passerella politica, ma poi non si concretizzano in nulla di particolare. Ci vuole una revisione dei contratti esistenti tra regione Trenitalia e fra Stato ed Rfi, un piano concreto, di reale, tangibile sviluppo e soprattutto attuato in tempi certi, in modo che non rimanga solamente un desiderio o una promessa, ma si traduca in vantaggi concreti” conclude Alice Salvatore.

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