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L’Avis provinciale pronta a raccogliere il plasma iperimmune per la nuova terapia contro il Covid

Il presidente: "Donatori hanno un ruolo chiave". Il San Paolo è una delle poche realtà italiane ad essere in possesso degli strumenti necessari

Provincia. In collaborazione con l’ospedale San Paolo di Savona e l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, l’Avis provinciale savonese la scorsa settimana ha avviato la campagna di raccolta del plasma iperimmune nei soggetti che hanno avuto da febbraio sintomi riconducibili al Covid-19 e sono guariti.

Come recita l’informativa che il donatore è tenuto a completare prima dell’effettiva donazione, “l’uso di plasma da donatori convalescenti può avere un ruolo terapeutico nei pazienti critici affetti da Covid-19. La possibilità di disporre di donatori locali offre il valore aggiunto di dare una immunità specifica acquisita contro l’agente infettivo proprio del ceppo locale, in considerazione del fatto che in altre aree il ceppo potrebbe essere differente. La possibilità di raccogliere il plasma mediante procedura di plasmaferesi con rapidità ed efficacia mettendolo a disposizione del paziente che ne abbia necessità rappresenta un’ulteriore possibilità terapeutica”.

L’Avis provinciale, come dichiara il presidente Giovanni Donzellini, si è già attivata in questo senso, accogliendo le richieste dei primi volontari proventi dalla provincia: Savona, Alassio e Albenga. In questa ultima città, in particolare, un donatore sta diffondendo sui social un invito rivolto a tutti i potenziali donatori che hanno vinto il Coronavirus, a offrire il proprio plasma per poter continuare a sperimentare una terapia che, dai primi dati, ha dimostrato la propria efficacia.

Anche i centri trasfusionali del San Paolo di Savona e del Santa Corona di Pietra Ligure si stanno avviando alla raccolta del siero nei soggetti che possono aver sviluppato gli anticorpi al Covid-19. Come afferma il dottor Alberto Garrone del nosocomio pietrese, “è possibile compilare il triage, il questionario sanitario che permette di selezionare i donatori e in una fase successiva, che verrà a giorni, sarà possibile procedere con la donazione effettiva”. Anche qui, si registrano già alcuni volontari disponibili a donare il proprio plasma, per procedere anche in Liguria – e con buone probabilità nel savonese – alla sperimentazione della nuova terapia contro il virus che stiamo imparando a conoscere.

L’ospedale di Savona, infatti, oltre il San Martino di Genova, rappresenta una delle poche realtà italiane ad essere in possesso degli strumenti sanitari necessari per l’utilizzo del plasma iperimmune come terapia per combattere il Covid-19. Questa tipologia di trattamento – già nota nel mondo medico per il virus ebola – prevede la trasfusione del plasma ematico, quella parte del sangue che contiene anche gli anticorpi prodotto dall’organismo, da un guarito a un soggetto ancora malato, per rafforzare la reazione immunitaria al virus.

Come afferma Donzellini, il prelievo del plasma iperimmune è possibile solo in ospedale (nonostante siano necessari ancora alcuni giorni per effettuare la donazione vera e propria dopo un triage finalizzato alla selezione del donatore ideale), a causa della mancanza di macchinari specifici in Avis. Tutti coloro che volessero mettere al servizio della collettività il proprio plasma possono recarsi nel centro trasfusionale del San Paolo o rivolgersi all’Avis della propria città.

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