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Lettere al direttore

“La Mammona” di Luzzati a Finale come dedica agli operatori sanitari, ma è polemica

Il gruppo di minoranza finalese "Le Persone al Centro" dice la sua sulla scelta dell'amministrazione

Finale Ligure. L’opera che nelle intenzioni voleva rappresentare un omaggio per le donne e gli uomini impegnati da mesi nella battaglia al Covid, ha finito con il creare nella Città alcune spiacevoli polemiche.

Per la delicatezza dell’argomento è bene tenere separati i rispettivi piani, in particolare perché nessuna critica può essere mossa all’intenzione dell’opera che, isolata dal contesto, rappresenta una condivisibile idea ed un messaggio che non si può che sottoscrivere.

Ciò che invece lascia (molto) perplessi è stata la scelta di “riciclare” un’opera del geniale Emanuele Luzzati, stravolgendola nel contesto, nell’aspetto e nel contenuto.

Non è tanto l’estraneità della vernice applicata a provocare un’inevitabile reazione, un bravo restauratore saprà recuperare l’opera senza alcun problema, ma la scarsa sensibilità dimostrata nell’averlo fatto. Può un’opera d’arte essere modificata da chiunque non ne sia l’autore? Se paradossalmente il medesimo criterio fosse applicato al consistente patrimonio storico-artistico della nostra Città gli effetti sarebbero a dir poco catastrofici.

Proprio in questa situazione di grave difficoltà occorre avere a cuore il nostro patrimonio culturale che sarà proprio l’elemento che in futuro ci distinguerà, sottraendoci all’anonimato in cui rischiano di cadere molte località turistiche, soprattutto legate al turismo balneare.

Ogni denaro speso nella cultura non può essere considerato un costo, ma un investimento e di tale circostanza dovrà tenersi debitamente conto in futuro.

Confidiamo che l’Amministrazione colga positivamente questa polemica per affidare, appena sarà possibile, l’incarico per il restauro della Mammona, per riportarla ai suoi fasti originari e soprattutto nello stesso luogo in cui per anni ha accolto turisti e residenti. Forse ad alcuni l’opera non è mai piaciuta, ma la sua particolarità ha finito con l’affascinare tutti e non a caso la piazza in cui è sempre stata, ne ha assunto spontaneamente la denominazione.

Siamo certi che il turismo internazionale che caratterizza Finalborgo saprà apprezzare come merita l’opera di Lele Luzzati.

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