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La Liguria ricorda la strage di Capaci, lenzuolo bianco davanti al Consiglio regionale foto

"Ricordiamo chi ha sacrificato la vita per difendere la legalità"

Liguria. Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana partecipa al ricordo di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso 28 anni fa in un attentato mafioso a Palermo assieme alla moglie e agli agenti della scorta, il 23 maggio del 1992.

Un lenzuolo bianco è stato appeso oggi all’ingresso dell’aula dell’Assemblea legislativa.

“Oggi rendiamo un doveroso omaggio – dichiara il presidente – a chi, insieme alla moglie e alla scorta composta da tante giovani vite, ha sacrificato la propria vita in difesa della legalità. A loro va la riconoscenza di tutti noi e, soprattutto, dei giovani, perché la loro morte non sia stata vana e continui a rappresentare un monito per il nostro futuro”.

“Oggi, a 28 anni dalla strage di Capaci, Giovanni Falcone resta il simbolo della lotta alla mafia in Italia, esempio per tutti noi. Per non dimenticare la storia e i nostri doveri” afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

“Impariamo a praticare la legalità, a rispettare chi combatte ogni giorno per garantirla a tutti, sia esso in divisa, con la toga, un semplice cittadino che si ribella contro soprusi e violenze ricorrendo alla legge” sottolinea il consigliere regionale Angelo Vaccarezza.

“Giovanni Falcone fu l’antesignano di nuovi metodi di contrasto alla criminalità organizzata: rigore investigativo, indagini finanziarie ed estrema capacità di sinergia in quella squadra, quel “pool antimafia” grazie al quale ebbe luogo il maxiprocesso alla mafia, il più grande risultato mai conseguito contro “cosa nostra”.

“Uomini di legge, di valori, ma prima di tutto uomini di valore, di idee e di ideali”.

“Le mafie sono il cancro della società, sono l’ostacolo allo sviluppo economico del paese perché creano corruzione e complicità. L’unica risposta possibile per noi e per i nostri ragazzi e’ la cultura della legalità, accompagnata dal rigore morale delle istituzioni”.

“Negli anni, il lavoro incessante di centinaia di uomini e donne di legge, ha spezzato il clan dei Corleonesi; ma la lotta alla mafia è ancora lunga. La nebbia in Sicilia, ancora non si è alzata” conclude Vaccarezza.

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