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La Liguria riapre gli impianti sportivi ma palestre e scuole di danza aspettano: “Troppi rischi e incertezze”

A società e associazioni serve tempo: "Linee guida avute solo a ridosso dell'annuncio, ci stiamo organizzando"

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Savona. La Liguria “riparte”, in anticipo di una settimana sulle indicazioni nazionali, e lo avrebbe dovuto fare anche con gli impianti sportivi. L’ordinanza della Regione consente l’attività sia all’aperto che al chiuso, previo il rispetto delle linee guida che impongono, ad esempio, il rispetto della distanza interpersonale (almeno un metro in condizioni di riposo, almeno due durante l’attività fisica, di più se particolarmente intensa) o la sanificazione regolare degli ambienti e di ogni attrezzo o strumento prima del “passaggio di mano”. Le indicazioni, però, sono uscite solamente poche ore prima dell’ordinanza di apertura della Regione: e così, in assenza di direttive chiare nei giorni precedenti e di certezze sugli adeguamenti da mettere in campo per riaprire, la stragrande maggioranza delle palestre savonesi, ieri, sono rimaste chiuse.

Il tam tam tra associazioni e società sportive, nel weekend, è stato intenso, nel tentativo di capire “cosa avrebbero fatto gli altri” e di trovare una linea comune. Alla fine quasi nessuno se l’è sentita di aprire i battenti già lunedì, preferendo attendere qualche giorno per prepararsi al meglio. Di fatto, nel savonese, le strutture delle quali siamo riusciti ad accertare la riapertura sono solamente un paio.

È ripartita una palestra di Albisola Superiore, la Personal Trainer Savona Asd: “Ci siamo predisposti già da diversi giorni seguendo le linee guida condivise tra associazioni di categoria e Regioni – spiega Silvia Benotti, segretaria dell’associazione – sanificando gli ambienti e le attrezzature, nonché spostando alcuni macchinari per garantire le distanze di sicurezza previste. Abbiamo la fortuna di un locale con un ampio volume esteso anche in altezza che consente un naturale, costante ed efficace ricambio dell’aria. Inoltre possiamo anche contare su un’ area esterna che attrezzeremo nei prossimi giorni”.

Ha ripreso la sua attività anche la Master’s Club di Vado Ligure, per la quale la lunga pausa di chiusura forzata è stata utile a rinnovarsi. Per i clienti più attivi gli allenamenti sono continuati gratuitamente online, con quotidiane le lezioni di pump. Da lunedì è avvenuta la puntuale riapertura nel pieno delle linee guida e della sicurezza dei clienti della palestra vadese, all’insegna anche della tecnologia con lezioni online e prenotazioni tramite l’applicazione Sportclubby.

Riapertura solamente parziale per la Crossfit Savona: “Abbiamo riattivato la segreteria per informare su procedure e linee guida – spiega la presidente Federica Negretti – e per permettere alle persone di riportarci gli attrezzi: nel periodo di chiusura, infatti, abbiamo permesso loro di portarne uno a testa gratuitamente a casa per continuare ad allenarsi. Torneremo ufficialmente operativi il 25 maggio: non dovremo essere pronti solamente noi ma anche i nostri associati, consapevoli dei comportamenti corretti da mantenere. Non è il caso di andare ‘di fretta’ per aprire una settimana prima, non cambia nulla“.

Da tutte le altre palestre si alza un coro di no. “Abbiamo aspettato le linee guide impazienti, ma ora non siamo pronti a garantire la protezione adeguata – spiega Antonio Amodio di Revolution Fit – in settimana divideremo il lavoro e ci organizzeremo. In questo momento vogliamo solo garantire la massima sicurezza ai nostri clienti”.

“Questa emergenza dura da più di due mesi. Non possiamo pensare di avere fretta proprio ora, per la tutela di tutti – gli fa eco Davide Frumento della palestra Naos di Albissola Marina – Ora abbiamo le linee guida, questa settimana sarà fondamentale per prepararsi in modo adeguato”.

“Abbiamo deciso di aspettare a riaprire, perché le procedure e le indicazioni sono arrivate in ritardo – concorda Jackie Valle della Asd Z4 – noi vogliamo aprire ma in sicurezza per i nostri soci, e perciò abbiamo bisogno di tempo per terminare di sanificare la struttura e programmare al meglio la gestione delle attività e dei frequentatori, nel rispetto delle norme vigenti”.

Tra chi al momento risulta ancora chiuso c’è anche la Palestra Gp (Paolo Ivaldi: “In questi giorni capiremo come organizzare l’attività, puntiamo a fine maggio”). Riapertura rinviata anche per la Asd Attiva Corpo e Mente di Savona: “Noi riapriremo a giugno proprio per il fatto che non sono del tutto chiari gli adempimenti – spiega il dirigente Livio Regina – E comunque improponibili da un giorno all’altro“. Tra chi spera di aprire per fine mese anche la Asd Dany: “Anche noi aspettiamo di essere prima in regola in ogni punto”, conferma Daniela Frangioni.

Anche le scuole di danza, infatti, hanno deciso in massa di prepararsi con calma. “Noi vogliamo il bene dei nostri iscritti – spiega Lorenzo Carlini di Semplicemente Danza – e per nulla al mondo vogliamo rischiare di mettere a repentaglio la loro incolumità. Quindi quando saremo pronti e ci saremo adeguati alle normative apriremo”.

Lo stesso vale per Danzeria: “Intendiamo riaprire a inizio giugno – racconta Enzo – fermo restando le grandi preoccupazioni per tutte le limitazioni imposte che ridurranno drasticamente la potenzialità della ASD stessa con rischio di non sostenibilità economica. Tuttavia intraprenderemo questo difficile percorso adeguandosi alle linee guida del Ministero con l’auspicio di poter riconquistare la nostra vita sociale”.

“Non sarà una ripartenza vera e propria, credo che alcune associazioni potranno farlo in serenità ed altre no – commenta Cristiana Rossi, direttrice artistica del Centro Accademico Danza Moderna – Essendo in stretto contatto con centinaia di colleghi su tutto il territorio nazionale, so per certo che le problematiche sono molte, anche per chi, ad esempio, ha sale non grandissime e spazi ridotti per cui, viste le linee guida, la minor capienza penalizzerà il lavoro. In alcune discipline poi è molto difficile evitare il contatto ed ancora di più per i bambini. Gli insegnanti poi non possono avvicinarsi agli allievi né tantomeno toccarli per le adeguate correzioni. Non ultime poi le responsabilità che i legali rappresentanti dovranno sobbarcarsi. Saranno mesi difficili, ma spero con tutto il cuore che gli allievi continuino a praticare questa disciplina accademica altamente formativa. Noi ci siamo”.

Anche il comitato direttivo di Oasi Latina ha deciso di aspettare almeno ancora una decina di giorni per la ripresa degli allenamenti sportivi dei propri soci. “Con questa decisione – chiarisce il presidente Daniele Scarsi – mettiamo in primo piano la sicurezza e la salute dei soci e delle loro famiglie, essendo sicuri che, aspettando ancora un po’ di tempo, si avrebbe sicuramente un quadro più preciso dell’andamento epidemiologico nella regione Liguria. Se dopo questo periodo di ulteriori sacrifici (da aggiungere agli altri tre mesi precedenti di chiusura forzata) verrà confermato un trend positivo di diminuzione del contagio del maledetto virus, allora saremo pronti e felici di riprendere gli allenamenti in totale sicurezza, anche se con tante limitazioni e nuove regole”.

Le fa eco Isabella Ferrigno, direttrice artistica della Asd Passodanza di Albissola Marina: “Come scuola di danza difficilmente aprirò i miei corsi il 25 maggio. Attualmente non ci sono indicazioni specifiche riguardo questa disciplina artistica. I protocolli di sicurezza forniti finora non riguardano il nostro settore che non solo non è mai stato preso in considerazione dalle istituzioni, ma che indiscutibilmente ha specificità assai differenti rispetto al mondo del fitness, sia per quel che riguarda l’attività stessa sia per suoi fruitori”.

E ancora, Manuela Caudullo della Pro Art: “La nostra scuola ha deciso di attendere per la riapertura, in attesa di comprendere maggiormente l’applicabilità delle linee guida, affinchè il tornare a danzare sia veramente sicuro per tutti i nostri allievi e insegnanti. Troviamo che queste linee guida renderanno il nostro lavoro molto difficile e restrittivo. L’idea alternativa è quella di attrezzare delle aree per potere svolgere i corsi all’aperto; questo darebbe maggiore tranquillità ai genitori per una immediata ripresa. Siamo comunque fiduciosi di potere rientrare nelle nostre sale nel più breve tempo possibile”.

Battenti chiusi anche per il Centrodanzasavona di Alessandra Schirripa: “Il nostro Centro di Formazione alla Danza, dopo questi mesi di chiusura forzata, ha deciso un approccio più ragionato per attrezzare la nostra struttura e seguire protocolli chiari e consolidati. In questi giorni abbiamo pianificato le modifiche indispensabili per mettere in sicurezza la struttura: distanziamento, percorsi, sanificazione. L’ aspetto positivo sono le grandi dimensioni del nostro spazio di lavoro, quello negativo è che sono richiesti diversi giorni per allestire e verificare. Partiremo quindi più avanti iniziando il lavoro solo con pochi agonisti, questo ci permetterà di capire come gestire al meglio l’emergenza“.

E c’è anche chi ha già fissato il traguardo ancora più distante: “Gli introiti in questo periodo non permetterebbero di sostenere i costi necessari all’apertura, come le sanificazioni – spiega Elisa Guzzo di Off Dance – senza contare che non è così scontato che i genitori in questa fase mandino già i loro figli. Speriamo di poter riaprire senza queste preoccupazioni a settembre“.

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