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Inchiesta Only Italia e indagine su Irene Pivetti: fissata udienza al Riesame per il dissequestro delle mascherine

Si terrà il prossimo 1 luglio dopo l'istanza presentata dall'avvocato Enrico Nan

Savona. Il Tribunale di Savona ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato Enrico Nan, difensore dell’ex presidente della Camera Irene Pivetti, per il possibile dissequestro delle mascherine contraffatte dalla Cina da parte della Only Italia Logistic, azienda di cui l’ex parlamentare è amministratore delegato.

A seguito di un sequestro operato dalla Guardia di Finanza, la Procura della Repubblica di Savona aveva infatti aperto una inchiesta sull’importazione di mascherine ritenute contraffatte.

Oltre al fascicolo aperto dalla magistratura savonese, un altro fascicolo è in corso di istruzione da parte della Procura di Imperia: una farmacia di San Bartolomeo, infatti, è finita nel mirino degli inquirenti per la vendita delle suddette mascherine.

Irene Pivetti si era messa subito a disposizione della magistratura savonese per chiarire la sua posizione. Ora è stata fissata l’udienza presso il Tribunale del Riesame, che si terrà il prossimo 1 luglio. Al termine del dibattito si deciderà per il dissequestro o meno delle mascherine finite al centro dell’indagine giudiziaria.

“L’azienda ha acquistato le mascherine dai produttori cinesi nella convinzione che fossero pienamente in regola rispetto alle prescrizioni del mercato europeo e italiano. Non è escluso che, a seguito degli sviluppi processuali, non prenderemo a nostra volta iniziative contro i fornitori cinesi” aveva spiegato l’avvocato Enrico Nan.

Lo scorso 5 maggio la Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 250 mila mascherine contenute nei depositi di alcuni ospedali lombardi. Il blitz fa seguito alle perquisizioni presso gli uffici dell’azienda messe in atto lo scorso 30 aprile: nel mirino fatture e ogni documentazione utile relativa alle operazioni di importazione e commercializzazione delle mascherine di protezione, già sottoposte a sequestro, che secondo quanto risulta dai primi accertamenti non risponderebbero ai requisiti di legge.

In quell’occasione erano state notificate al legale rappresentante della società informazioni di garanzia per i reati di ricettazione, frode nell’esercizio del commercio, “vendita di cose con impronte contraffatte” e violazioni alla legge doganale, nonché a carico della società per l’illecito amministrativo conseguente ai reati. Alcuni giorni fa era stato disposto anche il blocco dei conti dell’azienda.

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