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Il piano per rilanciare Savona: un “Save&Safe Village” dalla Darsena al Prolungamento passando per il Priamar

Lo propone un ristoratore: "Prolungamento come villaggio turistico, spiaggia libera come arena eventi, il tutto 'a km 0' con le attrezzature avanzate a bagni e locali"

Savona. Del progetto per rilanciare la Darsena di Savona dopo l’emergenza Coronavirus avevamo già parlato. Ora però Luca Mantovani, l’autore di quella prima proposta, rilancia e invia al Comune di Savona e alle altre istituzioni un vero e proprio piano per valorizzare intere aree della città: la Fortezza del Priamar, la spiaggia libera Trento e Trieste (quella davanti a piazzale Eroe dei Due Mondi) e il Prolungamento. Dove verrebbe creato un vero e proprio “Save & Safe Village” a misura di Fase 2, un “parco divertimenti” dedicato alla balneazione e alla ristorazione diffusa valorizzando le aree comunali e demaniali.

“Il progetto è facilmente applicabile su ogni area – spiega Luca Mantovani, titolare dell’Oyster Café – è a costo zero ma anche ‘a km zero’ come piace a tutti dire. La collaborazione è facile ma necessaria: gli enti cedono a titolo gratuito le aree, sconosciute o negative a bilancio, mentre gli operatori forniscono il servizio con attrezzature inutilizzate e il personale, altrimenti disoccupato. Dopo tutto questo impegno da parte delle istituzioni la cittadinanza si troverà a poter godere di aree (alcune delle quali ora chiuse) pulite, organizzate e controllate ad un costo minimo di servizio”.

IL PRIMO PROGETTO: UN “RISTORANTE DIFFUSO” CON LE ATTREZZATURE AVANZATE. Ne avevamo parlato il 23 aprile (riportando anche le perplessità di chi era contrario). L’idea prevedeva in Darsena la realizzazione di zone di accoglienza libere garantite da piani di sanificazione e con la presenza di steward anche a servizio dei pubblici esercizi. Secondo il progetto i cittadini potrebbero prenotare un tavolo con i soli oneri di sanificazione e allo stesso modo acquistare e farsi consegnare, in modalità idonea alle disposizioni sanitarie, cibi e bevande da parte degli esercizi aderenti al servizio. L’allestimento delle aree attrezzate sarebbe eseguito utilizzando gratuitamente le attrezzature “avanzate” ai ristoratori per ragioni di spazio (viste le distanze da mantenere nei locali), rese riconoscibili da un numero e dai loghi del progetto.

Veniva ipotizzata anche la realizzazione di un App dedicata al servizio di prenotazione degli ordini e dei pagamenti, con il coinvolgimento di una società esterna per gestione tavoli, consegne e pulizia. I costi di igienizzazione e servizio verrebbero addebitati direttamente agli avventori in quota pro capite come “servizio accoglienza” con un costo fisso per persona. “Le generose dimensioni, la propensione alla sorvegliabilità dovuta alla conformazione raccolta della vecchia darsena si prestano in maniera ottimale alla creazione di un ‘villaggio’ salubre ed idoneo ad un servizio diffuso di ristorazione” spiegava Mantovani all’interno del documento indirizzato al Comune di Savona ma anche a polizia municipale, Autorità Portuale e Demanio Marittimo.

LO SVILUPPO: IL “SAVE & SAFE VILLAGE”. L’idea è quella di applicare lo stesso modello per controllare e valorizzare le aree comunali e demaniali, vista la necessità di creare strutture di servizio (spogliatoi, bagni e docce) e regolamentare gli accessi e la distribuzione degli spazi per evitare il contatto tra le persone. Le aree individuate sarebbero lo Scaletto delle Fornaci, la spiaggia libera davanti alla passeggiata Trento e Trieste, i giardini del Prolungamento a mare e la fortezza del Priamar.

IL PROLUNGAMENTO: UN VILLAGGIO TURISTICO. L’idea è di allestire i giardini utilizzando un format di “piazzole attrezzate” in modi diversi (con lettini, sdraio, tavoli o sedie). “L’area adiacente alla Piscina Zanelli in gestione alla Rari Nantes, il parcheggio e le aree verdi fino alla fine di corso Colombo sono perfettamente allineate con gli stabilimenti balneari e potrebbero essere utilizzate come polmone di espansione delle aree dell’arenile ora fortemente ridotte dalle misure di restrizioni COVID-19 – scrive Mantovani – Dobbiamo sforzarci di immaginare l’area in toto, come un unico grande parco costituito da piscina, giardini e spiagge“. Allestita come un grande villaggio turistico, “in maniera un po’ simile al parco acquatico ‘Le Caravelle’ ma con il nostro mare e le nostre spiagge”. Aumentando la superficie di accoglienza grazie ad attrezzature, forza lavoro e capacità organizzative dei balneari, allestendo piazzole in sabbia per far giocare i bambini e utilizzando gli stabilimenti come “appendice” per accedere al mare e ai servizi. Un progetto a cui aderirebbe, secondo Mantovani, anche Rari Nantes: “Da parte del dottor Maurizio Maricone è stato manifestato interesse ad integrare la struttura della piscina, e completando in maniera perfetta l’offerta del ‘Parco Save & Safe’ con la vasca olimpionica, spogliatoi, parcheggio e l’area verde lato mare”.

Generica

SPIAGGIA LIBERA: ARENA PER CINEMA E CONCERTI. Il progetto definisce quella sotto piazzale Eroe dei due Mondi “una distesa di dimensioni impressionanti” che rischia di “diventare difficilmente gestibile, per dimensione, quantità e tipologia di visitatori”. Il progetto prevede la realizzazione di una spiaggia libera sanificata, controllata e attrezzata, suddivisa in piazzole simili ad un campeggio, con corsie di transito comuni. “L’area sarà allestita con container spogliatoio e uso docce e WC nel rispetto delle norme in materia di prevenzione e contenimento del contagio – prosegue – L’accesso sarà regolamentato e contingentato in base ad una stima della capienza massima”. L’idea è accogliere bagnanti durante il giorno e ospitare eventi alla sera, ad esempio il cinema all’aperto (usando come parete di proiezione il muraglione lato Priamar) o concerti (usando sempre l’area lato Priamar a ridosso del muraglione, cosi da evitare assembramenti di persone estranee all’evento). L’accesso a tale area potrebbe avvenire alla sera da corso Mazzini (lato ascensori) utilizzando la nuova passerella lato mare.

PRIAMAR: UNA “FORTEZZA COVID-FREE”. “Grazie alle sue generose dimensioni – recita il progetto – e alla propensione alla sorvegliabilità, dovuta alla conformazione fortificata, si presta in maniera ottimale alla creazione di una ‘Fortezza COVID FREE’ sana, salubre ed idonea ad un servizio diffuso di accoglienza e alla realizzazione di eventi caratterizzati dall’assoluta suddivisione degli spazi“. Potrà accogliere durante il giorno famiglie e visitatori che potranno visitare la fortezza, il museo, i sotterranei, la cella di Mazzini e partecipare ad eventi di ogni genere, o solamente passare la giornata nelle piazzole allestite con le modalità del progetto Save & Safe con la possibilità di consumare alimenti e bevande ordinandole mediante app. “Si potranno realizzare in collaborazione con aziende esterne intrattenimento bambini e aree relax – aggiunge Mantovani – In tal senso mi è già stato manifestato interesse dal comparto dell’intrattenimento savonese, discoteche, cinema, circoli teatrali, centri animazione, gravemente mutilato di eventi, quindi lavoro e sostentamento fino a data da definirsi”.

Il progetto è stato inviato in questi giorni alle istituzioni: ora la palla passa Autorità di Sistema Portuale, Capitaneria di Porto di Savona, Demanio, Confcommercio, Comune di Savona, Provincia di Savona, Regione Liguria, enti e associazioni di categoria. Nelle prossime ore cercheremo di capire quali reazioni ha suscitato questo progetto negli “addetti ai lavori” e approfondirne la reale fattibilità.

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