I sindaci devono saper rappresentare i bisogni dei cittadini - IVG.it

Lettera al direttore

Attenzione

I sindaci devono saper rappresentare i bisogni dei cittadini

di Francesco Lirosi

I commercianti italiani (e anche i savonesi, naturalmente) hanno effettuato il 29 Aprile una protesta davanti al palazzo comunale delle proprie città e, simbolicamente, hanno restituito la loro attività, il loro lavoro e parte della loro vita alla amministrazione comunale per evidenziare le condizioni in cui sono costretti: non possono lavorare, non hanno guadagno, sta scomparendo la loro possibilità di vivere normalmente, di pensare alla famiglia ed ai figli.

Il nostro Sindaco, come ovvio, ha fatto loro presente il suo obbligo di ottemperare a quanto disposto dal DPCM recentemente emesso dal premier Conte ed ha assicurato (altrettanto ovviamente) il suo interessamento, assicurando di aver già scritto al Prefetto e alla regione ed esprimendo l’auspicio che dopo il 4 maggio la situazione si possa, almeno parzialmente, normalizzare. Per la verità, mi sarei aspettato da parte del sindaco la richiesta di qualche incontro con le citate autorità, tra cui primariamente il Prefetto, rappresentante del governo in loco: dichiarare di avergli scritto una lettera (da piazza Sisto a piazza Saffi!) mi ha un po’ sorpreso. Comunque, è finita lì, come io avevo già anticipato ad alcuni manifestanti qualche giorno fa.

Ma se, nello specifico, bisogna obbligatoriamente aspettare l’evolversi della situazione, il problema generale resta sempre lo stesso: l’impossibilità delle PA locali di intervenire direttamente in favore dei cittadini, a causa di una soffocante burocrazia che impedisce la snellezza di tutti lavori. In sostanza, non è che il Comune non voglia venire incontro ad una categoria di lavoratori (fatti salvi, naturalmente, equità di trattamento, equilibrio di bilancio e rispetto del DPCM sino al 4 maggio): non può. Più di venti anni di esperienza mi fanno sempre ripetere che alle PA viene impedito di lavorare velocemente. Bene si può, ma velocemente e autonomamente no, se non per interventi marginali o per lavori di “somma urgenza”, metodo utilizzato in caso di disastri, alluvioni e terremoti. Infatti, tutti abbiamo espresso ammirazione per i lavori del nuovo ponte di Genova (quelli sì che sanno lavorare; quando vogliono agiscono; se tutti fossero così; ecc.). La realtà è un’altra: il Governo ha permesso di procedere applicando il succitato metodo, e quindi è stato possibile eliminare quasi tutta la burocrazia ed i lavori si sono svolti (per ora) nel tempo strettamente necessario.

Se le PA potessero sempre effettuare gli interventi applicando quel regime, snellendo così la burocrazia, e anche evitare il patto di stabilità, sarebbe possibile effettuare i lavori velocemente, pagare le imprese in pochi giorni ed essere davvero al servizio dei cittadini: l’Italia sarebbe diversa e più vivibile.

E dunque, se ci fossero leggi e normative diverse, i Comuni potrebbero autonomamente decidere gli interventi secondo bisogno e sensibilità, nonché intervenire concretamente in favore di quelle categorie che oggi appaiono particolarmente in difficoltà.

Auguro ai commercianti di Savona di trovare la forza di andare avanti e di risolvere i loro problemi, ma spero anche in una maggiore volontà dei Sindaci di saper rappresentare i bisogni dei propri amministrati, talvolta pure con meno garbo e sorrisi, come di consueto per la nostra sindaca, ma con più insistenza, decisione e concretezza.

Francesco Lirosi

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