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I 50 anni dello Statuto dei Lavoratori tra le polemiche, Cgil: “Diritti calpestati nel referendum in APM Terminal”

Presentato ricorso in Tribunale, il sindacato: "L'azienda ha negato l'ingresso dei nostri rappresentanti"

Savona. “50 anni fa lo Statuto dei lavoratori diventava Legge Quando Giuseppe Di Vittorio immaginò per la prima volta lo Statuto dei Diritti dei Lavoratori erano passati pochi anni dalla fine della guerra. Ci vollero poi quasi vent’anni e le lotte rivoluzionarie dell’autunno caldo e del Sessantotto perché la sua intuizione si traducesse in una legge. La Costituzione in fabbrica, lo Statuto dei lavoratori non è obsoleto, ma occorre estenderlo alle nuove realtà e difenderlo anche oggi a 50 anni da quel 20 maggio 1970. E’ sempre attuale, ancor più oggi in un momento drammatico dal punto di vista economico e sociale”.

Lo ricorda la Cgil di Savona nella giornata in cui si celebrano i 50 anni dello Statuto dei Lavoratori.

“Attuale perché anche oggi a 50 anni da quella straordinaria Legge – pietra miliare che sancì i diritti fondamentali dei lavoratori in Italia – persistono situazioni in cui invece i diritti si calpestano. In questi giorni lo stiamo assistendo, purtroppo, presso il Terminal APM di Vado Ligure – sicuramente una delle realtà industriali più all’avanguardia della Provincia di Savona e forse del nostro Paese ma senza dubbio molto molto indietro rispetto alle relazioni industriali e sindacali -. In occasione del referendum per il contratto di secondo livello, l’impresa, calpestando ogni e qualsiasi diritto sindacale, nella giornata di ieri ha negato l’ingresso in azienda nei locali in cui si stava svolgendo il referendum ai rappresentanti della Cgil, ai membri della Commissione Elettorale della Cgil e addirittura al Segretario Generale della Filt Cgil”.

“E’ un comportamento ingiustificabile che lede i diritti fondamentali dello Statuto dei Lavoratori e mette in luce in maniera molto chiara le problematiche aziendali sul versante delle relazioni industriali con le organizzazioni sindacali” aggiunge ancora la Cgil provinciale.

“La Cgil di Savona negli ultimi anni, unitariamente alle confederazioni di Cisl e Uil di Savona, ha contribuito in maniera decisiva al completamento di questa importante infrastruttura, perché ritenuta fondamentale per il rilancio e lo sviluppo del nostro territorio sia in ordine di nuovi occupati che di “volano e moltiplicatore” economico per tutto il tessuto economico del Nord Italia. Ne siamo convinti oggi più di ieri alla luce della situazione economica e occupazionale che l’emergenza sanitaria ha prodotto, in un territorio già drammaticamente colpito dalla crisi del 2008 e anco prima dalla de industrializzazione degli anni ’80 e ’90”.

“Oggi a infrastruttura completata e a terminal inaugurato con l’avvio delle attività registriamo da parte dell’impresa una modalità di relazioni sindacali che sono opposte a quelle che abbiamo “tenuto” – azienda e sindacato – negli ultimi anni, che hanno prodotto un risultato straordinario con il completamento dell’opera”.

E questa mattina è stato depositato il ricorso presso tribunale di Savona, ex art 28 legge 300 del 1970, per comportamento antisindacale. “Proprio nella giornata in cui si celebra i 50anni dallo Statuto dei Lavoratori…” conclude amaramente la Cgil savonese.

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