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Gare truccate a Villanova d’Albenga, l’ippodromo: “Siamo parte lesa”. Il sindaco: “Valutiamo se tutelarci” foto

L'amarezza della società: "Poche persone possono fare del male a uno degli sport più belli del mondo"

Villanova d’Albenga. “E’ evidente che questa situazione non ha collegamenti con il Comune ma è altrettanto evidente che per noi è un fatto spiacevole, che ha ricadute a livello di immagine. Ora cercheremo di capire bene cosa è successo, siamo pronti a valutare anche eventuali iniziative da parte del Comune per tutelarci“.

Con queste parole Pietro Balestra, sindaco di Villanova d’Albenga, commenta la notizia dell’arresto del 48enne villanovese Massimiliano Regge nell’ambito della maxi operazione “Mani in Pasta” con cui la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo ha smantellato gli affari di due storici clan siciliani (clicca qui per l’articolo). Tra le attività del sodalizio mafioso è emersa anche quella legata alle corse dei cavalli: secondo gli inquirenti diversi fantini in vari ippodromi italiani sarebbero stati contattati o addirittura corrotti per non vincere le competizioni. In altre telefonate si parla anche della possibilità di dopare i cavalli.

Un racket che ha coinvolto anche il 48enne allenatore ingauno, accusato di aver materialmente avvicinato i fantini nell’ippodromo di Villanova per condizionarne la condotta di gara. L’uomo è stato arrestato questa mattina dalla Guardia di Finanza e si trova ora agli arresti domiciliari. 

Una notizia che ha colpito la società Ippodromo dei Fiori Spa come un fulmine. “Solo adesso siamo venuti al corrente di quanto accaduto – spiega il presidente, Giovanni Del Punta – al momento sappiamo solo quanto riportato dai giornali. Faremo tutto quanto necessario per tutelare l’immagine dell’ippodromo“.

Ora la preoccupazione più grande è quella di preservare il “nome” dell’impianto di Villanova d’Albenga: “Quando lo abbiamo rilevato era fortemente indebitato – ricorda il presidente – e abbiamo investito molto per risollevarlo. Ancora oggi spesso l’attività è in perdita, ma teniamo duro per non disperdere quanto fatto in questi anni. Ciò che più mi dispiace in situazioni simili è vedere come poche persone possono fare del male a uno degli sport più belli del mondo“.

E l’amarezza coinvolge anche il modo in cui l’ippica è percepita in Italia: “Ci sono posti al mondo dove le corse dei cavalli hanno una antica tradizione, in Inghilterra anche la Regina Elisabetta va a vedere il Derby. Mentre in Italia vengono equiparate al Gratta e Vinci e alle slot machines… come se ci fosse qualcosa in comune tra un nobile sport e il tirare una leva”.

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