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Emergenza Covid, l’impegno delle pubbliche assistenze profuso in Liguria durante la Fase 1 foto

Il presidente: "Abbiamo dimostrato quanto una rete capillare come la nostra sia di fondamentale importanza"

Liguria. Coinvolto fin dai primi momenti durante la Fase 1, il movimento Anpas della Liguria è stato impegnato con tutto il suo personale volontario e dipendente nelle diverse attività legate all’emergenza coronavirus: dai servizi di soccorso e trasporto ai servizi non sanitari rivolti ai cittadini.

Dall’attivazione da parte del Dipartimento di protezione civile il 5 febbraio scorso, Anpas Liguria (articolazione regionale dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) è andata incontro a un impegno sempre crescente, conseguente al grado di diffusione del virus nel nostro territorio: più di 7.000 volontari, quasi 400 dipendenti sono quello che le pubbliche assistenze mettono a disposizione quotidianamente a servizio della comunità in Liguria “ma anche noi abbiamo dovuto fare il conto con la pericolosità di questo virus – spiega Lorenzo Risso, presidente Anpas Liguria – rinunciando al supporto di tutte quelle categorie di persone messe più a rischio da questa pandemia e lasciando spazio solo al personale più esperto e opportunamente formato, affinché venisse garantita la sicurezza dei nostri pazienti, dei nostri volontari e dei loro familiari”.

“Come per tutti – continua Risso – anche per noi l’emergenza Covid-19 è stata una novità, nessuno aveva mai vissuto una cosa del genere prima: abbiamo dovuto stravolgere completamente l’operatività delle nostre sedi, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista metodologico. L’utilizzo massivo di specifici dpi (dispositivi di protezione individuale), oltre a comportare un maggiore dispendio di tempo ed energie per il personale che lo deve indossare, sta anche gravando sui bilanci delle associazioni. E su questo punto e sugli ingenti danni che sta subendo l’attrezzatura utilizzata per effetto delle continue operazioni di sanificazione con cloro, altamente corrosivo, confidiamo che le istituzioni preposte, nei piani di aiuto previsti per contrastare l’emergenza, tengano conto anche dello sforzo economico che abbiamo compiuto e che, presumibilmente, continueremo a compiere nei prossimi mesi”.

Per quanto riguarda le attività, è stato effettuato un monitoraggio delle temperature corporee all’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova: “questa attività è iniziata ben prima della Fase 1, prima del lockdown – spiegano da Anpas Liguria – il Dipartimento di protezione civile ci ha infatti attivati dal 5 febbraio per la rilevazione delle temperature dei viaggiatori in arrivo all’aeroporto di Genova. L’attività sta ancora continuando, seppur in misura molto ridotta per la cancellazione della maggior parte dei voli, e ha coinvolto al momento 770 volontari che hanno monitorato circa 30 mila passeggeri di 400 voli atterrati in questo periodo”.

“La diffusione del virus – come raccontano da Anpas – ha significato soprattutto garantire un adeguato soccorso a coloro che sono risultati maggiormente colpiti e alle persone che hanno avuto bisogno di ricorrere a un trasporto verso le strutture ospedaliere. Abbiamo inoltre assicurato il trasferimento di quei pazienti che, a fronte di un miglioramento delle condizioni, venivano dimessi dai nosocomi verso le strutture appositamente individuate dalle autorità sanitarie o verso il proprio domicilio per completare la fase di cura e guarigione successiva alla fase acuta”.

“In questo contesto appena descritto 5.700 sono stati gli interventi di soccorso per l’accesso alle strutture ospedaliere mentre 2.700 i trasporti sanitari per la dimissione o il trasferimento dei pazienti dalle strutture di area critica a quelle a bassa media intensità, per un totale di 35.321 ore complessive di servizio in ambulanza dedicate all’emergenza” affermano.

L’impegno di una pubblica assistenza è quello di tutelare le persone, specie chi è in condizioni di fragilità: “Per questo motivo molte delle nostre associazioni hanno attivato per l’emergenza i servizi di consegna a domicilio della spesa e dei farmaci, rivolto principalmente ai cittadini anziani o in difficoltà: sono state effettuate ad oggi 3.700 consegne di spesa e 4.300 di farmaci – aggiungono da Anpas Liguria – A questi servizi vanno aggiunti quelli richiesti direttamente dalla protezione civile del Comune di Genova per pazienti in quarantena o positivi che hanno compreso 83 spese a domicilio, 20 consegne farmaci e 3 consegne di vestiario dall’abitazione all’ospedale di ricovero del paziente”.

coronavirus assistenza anpas

“Queste attività sono state supportate grazie anche alla collaborazione di FCA Bank e della sua controllata Leasys che hanno messo a disposizione delle associate Anpas 130 auto Fiat e Jeep sul territorio nazionale, di cui 10 per le pubbliche assistenze della Liguria – proseguono – Un’altra importante donazione grazie alla collaborazione nazionale tra Anpas e CAI (Club Alpino Italiano), porterà inoltre sul nostro territorio 4 delle 51 Fiat Panda donate e messe a disposizione alle pubbliche assistenze per raggiungere le case di chi è in difficoltà. Vanno inoltre segnalate a livello locale collaborazione delle nostre pubbliche assistenze con le istituzioni per altri servizi non sanitari rivolti alla comunità di appartenenza, come distribuzione mascherine, diffusione di avvisi alla cittadinanza, consegna materiale informatico a studenti per seguire le lezioni da casa, ecc”.

“La Sala Operativa Regionale di Anpas Liguria – continuano – è in funzione da inizio emergenza per organizzare le richieste di intervento, in particolare per il coordinamento dei turni di copertura in aeroporto e per la gestione delle pratiche dei benefici di legge per i volontari (Art. 39 – Decreto lgs. 1/2018). Fin da subito si è inoltre attivata per il reperimento dei dispositivi di protezione individuale attraverso molteplici canali (Regione Liguria, rete Anpas, donatori), per far fronte alle necessità sempre crescenti delle pubbliche assistenze e della successiva distribuzione alle stesse. I numeri di dpi distribuiti da Anpas Liguria sono stati ad oggi sono 62.500 mascherine FFP2, 219.000 mascherine chirurgiche, 163.500 paia di guanti, 4.000 coprisedili (dono della Fondazione Una mano per gli Altri). Su attivazione del servizio 118, ci stiamo inoltre occupando di organizzare il servizio di trasporto di personale sanitario proveniente da altre regioni a supporto di quello già operativo nelle ASL liguri”.

“Al momento dell’insorgere dell’emergenza Covid 19, i ragazzi in Servizio Civile Universale attivi nelle pubbliche assistenze Anpas della Liguria erano 280 – ci tengono a dire da Anpas – Con la dispensa del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale del 10 marzo, si è data la possibilità ai ragazzi di sospendere momentaneamente, fino al 4 aprile, l’attività per questioni di sicurezza e tutela”.

“Sono stati 163 (circa il 60%) i volontari che hanno però liberamente scelto di continuare il servizio nelle nostre sedi sul territorio – specificano da Anpas – Il piano per la riattivazione dei progetti, reso operativo il 4 aprile scorso, ha dato la possibilità di rimodulare i progetti e integrarli con nuove attività, rendendo perciò possibile la ripresa del servizio dei volontari che avevano sospeso. Le modifiche apportate sono collegate al contesto emergenziale del momento: dal supporto ai comuni e ai centri operativi comunali di protezione civile, al cosiddetto ‘welfare leggero’, cioè interventi di assistenza alle persone anziane e ai soggetti più fragili in tutte quelle attività quotidiane per le quali non possono far fronte da sole in questo momento (consegna della spesa, dei farmaci e di altri beni di necessità)”.

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Fin dai primi momenti dell’emergenza, inoltre, Anpas Liguria ha documentato e raccontato l’impegno dei suoi volontari in maniera coerente con i propri valori e le proprie prerogative: “Inizialmente abbiamo contribuito con i nostri contenuti a dar forza ad un’unica voce principale, quella di Anpas nazionale, fatta di informazioni attendibili e verificate, in un momento in cui le persone sono state travolte da un’ondata comunicativa di fortissimo impatto – sottolineano – Non abbiamo quindi voluto aggiungere ulteriore ‘rumore’ a quelle informazioni che abbiamo ritenuto essenziale dovessero arrivare con chiarezza alla popolazione”.

“Successivamente la narrazione ha aperto nuove strade anche a carattere territoriale – aggiungono da Anpas – In particolare, oltre al consueto lancio di notizie riguardanti il movimento Anpas sia nazionale che ligure, abbiamo lanciato due iniziative per i social network contraddistinte da due rispettivi hashtag: #ioaiutoperchè (per raccontare la sfera emozionale e le motivazioni personali dei volontari) e #anpasdalterritorio (per raccontare invece con una voce più istituzionale come hanno affrontato le singole pubbliche assistenze l’emergenza). Le iniziative sono ancora in corso. A queste si aggiunge anche la collaborazione con Anpas nazionale per il lancio e il reperimento di contenuti per ‘Quando esco è per aiutare – Il podcast dei volontari Anpas’, disponibile sulle piattaforme Spreaker, Spotify e molte altre”.

“Pur nei limiti e nel rispetto del Dpcm in vigore per la tutela dei lavoratori e dei potenziali utenti, il Comitato Regionale ha proseguito il consueto lavoro attività di assistenza, coordinamento e supporto alle pubbliche assistenze in tutte le aree di attività: “Oltre all’impegno specifico per l’emergenza Covid-19 le aree servizio civile e progettazione stanno lavorando alla presentazione dei progetti, completamente rinnovati, per il prossimo bando di servizio civile universale – affermano da Anpas – L’area formazione, pur dovendo interrompere l’organizzazione di corsi in aula, ha promosso sul territorio il corso realizzato da Anpas nazionale in collaborazione con l’Agenzia di giornalismo scientifico Zadig e Formars.it, destinato a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza Coronavirus allo scopo di far svolgere le loro funzioni in sicurezza, conoscendo le precauzioni da prendere, le azioni preventive e i comportamenti da adottare e da suggerire. Sono inoltre proseguite anche tutte le attività di normale gestione amministrativa e contabile del Comitato Regionale”.

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“Ancora una volta – conclude Risso – il movimento delle pubbliche assistenze è stato chiamato a una dura prova, ma sono orgoglioso di come la nostra gente, la gente d’Anpas, ha saputo mettere in atto la propria resilienza, riuscendo a dare risposte concrete e puntuali alle necessità in primis dei cittadini, ma anche delle Istituzioni e degli organi preposti alla gestione dell’emergenza”.

“Mai come in questo periodo abbiamo dimostrato quanto una rete capillare come la nostra sia di fondamentale importanza nel contesto del territorio Ligure, non solo attraverso i servizi di soccorso, ma perché svolgiamo anche una funzione sociale che si è rivelata essenziale per prendersi cura delle persone in una fase delicata e drammatica come quella che stiamo vivendo. Per questo motivo continueremo con forza a lottare per respingere qualsiasi iniziativa che possa mettere in pericolo la sopravvivenza delle pubbliche assistenze e continuare così ad essere un punto di riferimento per le nostre comunità” conclude il presidente di Anpas Liguria.

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