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Coronavirus, polemiche sui poteri concessi ad Alisa: “A rischio il controllo pubblico”

Melis (M5S): "Bisogna ritornare alla centralità della sanità pubblica". Cittadinanza Attiva: "Autogol della giunta regionale"

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Liguria. “La recente decisione della giunta regionale di intervenire sulle ASL ligure, rafforzando ancor di più nelle mani di A.Li.Sa le scelte sulla gestione sanitaria, conferma un percorso intrapreso da tempo, fin dalla creazione con legge regionale apposita, della super ASL voluta dal centrodestra con lo scopo di trasferire tutto il potere nelle mani di pochi, nominati dal centrodestra”, dichiara il consigliere regionale Andrea Melis.

“Il punto vero non è tanto la conferma e gli ulteriori “poteri” affidati. Semmai, il vero problema è il ruolo di A.Li.Sa, una sorta di ASL controllore delle altre ASL che si sovrappone alle stesse, duplica figure, ruoli, incarichi per una regione che ha una popolazione di circa 1,6 milioni di abitanti e 5 ASL. Come relatore di minoranza quando fu proposto il provvedimento, avevo già constatato che questa direzione era illogica, dispendiosa e soprattutto esautorava il Consiglio regionale, quindi di fatto la Regione, dalle scelte di indirizzo della governance sanitaria. Con la scusa di allontanare la politica dalla sanità, in realtà il centrodestra di Toti ha ottenuto l’esatto opposto, realizzando un sistema di controllo e potere ben congeniato ma che nei fatti, se guardiamo alla gestione sanitaria dell’emergenza vissuta e che tutt’ora stiamo vivendo, ha mostrato evidenti limiti”.

“Superata questa fase, dobbiamo traguardare un obiettivo importante: ritornare alla centralità della sanità pubblica, fermare le privatizzazioni e soprattutto ridare ai cittadini la possibilità di seguire e controllare la propria sanità regionale”, conclude.

Anche per Cittadinanzattiva Liguria: “Riteniamo inaccettabile e molto grave una simile attribuzione di poteri ad un uomo solo, indipendentemente dalle sue capacità. Peraltro fin dall’inizio dell’emergenza, Alisa ha fornito risultati non brillanti, nonostante i costi della sua struttura. Infatti la Liguria è posizionata ai primi posti per incremento settimanale casi covid positivi/100.000 abitanti (7,53% fonte: Gimbe su dati Min Salute); dato che rappresenta la fallimentare gestione della prevenzione territoriale per contenere il diffondersi del virus, avendo Alisa orientato sempre la sua gestione in chiave ospedalocentrica sul modello lombardo, caro anche alla nostra Giunta regionale”.

“L’uomo solo al comando potrà infatti decidere come utilizzare il personale di ogni singola Asl spostandolo in tutto il territorio della Regione e le sue direttive saranno vincolanti e costituiranno metro di valutazione, anche per il rinnovo, dei direttori generali. Come dire: cieca obbedienza, senza discutere! La gravità politica di una tale decisione è senza precedenti: le istanze sanitarie locali dei cittadini, dei Sindaci e dei professionisti sanitari verranno ignorate insieme alle loro capacità e competenze. Le esigenze del territorio saranno ancor più soggette ai voleri di un’unica persona, con il rischio di un ulteriore depotenziamento delle misure preventive territoriali da adottare per contenere l’epidemia”.

“Tale ordinanza rappresenta un clamoroso “autogol” per la Giunta regionale: di fatto i direttori generali – nominati da quella stessa Giunta – sono stati ritenuti non in grado di gestire questa fase d’emergenza e sono stati espropriati dei loro poteri decisionali, nonostante recentemente sia stato loro attribuito il premio previsto per il raggiungimento degli obbiettivi. Potenza della coerenza! Sotto il profilo tecnico – giuridico, l’ordinanza appare assunta fuori dalle regole, poiché per commissariare un direttore generale, seppur in forma parziale, è necessario individuare gravi e precise responsabilità dei dirigenti. Invieremo una nota al servizio ispettivo del Ministero della Salute, affinchè valuti la legittimità di un simile provvedimento. Le ragioni dell’emergenza non possono mandare in soffitta le regole democratiche”.

Sul fronte delle reazioni politiche: “Il carrozzone Alisa, guidato dal commissario Locatelli che non ha nemmeno le competenze per svolgere il ruolo di direttore generale, ha ora in mano la fase 2 della pandemia in Liguria e la nostra preoccupazione non può che aumentare visto lo scenario davvero inquietante ed ancor più grave che ci troveremo di fronte” afferma la Federazione ligure del PCI.

“Dopo aver assistito a siparietti e teatrini indegni, ora la palla passa, solo ed esclusivamente, a questi personaggi: gli stessi che hanno dimenticato di rinnovare gli appalti per i DPI scaduti ad ottobre 2019 per poi fissare una gara solo pochi giorni fa, a mesi dalla pandemia, lasciando i lavoratori con DPI improvvisati; gli stessi che hanno smistato pazienti Covid-19 un po’ ovunque; gli stessi che continuano a giocare sui numeri dei morti e dei contagiati; gli stessi che non hanno seguito nessuno dei criteri dettati dagli epidemiologi e dal buon senso; gli stessi che hanno lasciato morire le persone a casa in attesa di una diagnosi (magari arrivata post mortem) per poi neppure degnarsi di testare i conviventi; gli stessi che non hanno svolto nessuna azione preventiva e diagnostica sui lavoratori della sanità creando focolai persino negli ospedali e in qualsiasi ambiente sanitario”.

“Alisa commissaria le ASL? Sarebbe il caso venisse commissariata la Regione Liguria!”.

“In mezzo a questo disastro la millantata opposizione si indigna come se Alisa esistesse da 2 giorni, come se il tracollo della sanità ligure non fosse annunciato nella totale deriva degli ultimi 10 anni con chiare responsabilità da parte dell’attuale giunta e della precedente di centrosinistra!”.

“Adesso basta! La Liguria non può permettersi altri errori come quelli avvenuti in questi mesi dove il Governo della regione continuava e continua ad ostentare ottimismo strumentalizzando l’emergenza per far campagna elettorale contro numeri reali che dicono ben altro”.

“Da parte nostra, di certo, non c’è nessuna intenzione di sottoscrivere le “indignazioni elettorali” di chi stava a guardare mentre alla sanità ligure veniva inflitto il colpo di grazia dopo che proprio loro ne avevano iniziato la demolizione”.

“Come Partito Comunista Italiano riprenderemo presto la nostra campagna per una sanità pubblica, gratuita e di qualità, pronti a qualsiasi tipo di mobilitazione a tutela del nostro territorio e di un diritto fondamentale come quello alla salute. Non permetteremo che, ancora una volta, le responsabilità di certi “personaggi” e la sconsiderata operazione di commissariamento delle ASL ricada sulle spalle di operatori sanitari e cittadini” conclude.

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