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Camionista ucciso all’autoporto di Savona, l’alcool trasforma una cena tra colleghi in tragedia fotogallery

Il camionista ha cercato di tamponare l'emorragia con del nastro adesivo

Savona. Un diverbio, scoppiato per futili motivi, presto degenerato in una colluttazione e conclusosi con una coltellata letale che non gli ha lasciato scampo. E’ questa, secondo quanto ricostruito dalla Squadra Volante della Questura di Savona e dalla magistratura, la dinamica della tragedia avvenuta ieri sera all’autoporto del casello autostradale di Savona, quando un camionista polacco di 45 anni ha perso la vita a causa di una grave emorragia.

Secondo quanto stabilito dagli investigatori, ieri sera Ryszard Kosinski ha cenato (insieme ad altri tre conducenti, due bielorussi ed un altro polacco che lavora per la stessa ditta di autotrasporti) all’interno dell’area di sosta di mezzi pesanti. Per motivi non meglio chiariti, anche a causa della grande quantità di alcool consumata, tra i quattro è scoppiato un violento diverbio che inizialmente si è trasformato in rissa. Successivamente la situazione sarebbe ulteriormente degenerata e il 45enne è stato raggiunto ad una gamba da un fendente (sferrato con tutta probabilità con un coltello con una lama di 28 centimetri di lunghezza) che gli ha lacerato l’arteria tibiale.

Resisi conto di quanto stava accadendo, gli altri tre autisti hanno trascinato il corpo del cinquantenne sul lato opposto del mezzo, nello spazio tra due camion, forse per toglierlo alla vista dei “testimoni”. Per cercare di farlo riprendere gli avrebbero bagnato il visto con dell’acqua. A questo punto l’uomo è riuscito a rimettersi in piedi e a salire a bordo del proprio mezzo. Forse anche a causa del suo grave stato di ebbrezza, anzichè avvertire i soccorsi l’uomo ha cercato di tamponare la ferita con del nastro adesivo, riuscendo in parte a fermare l’uscita di sangue. In seguito, però, avrebbe rimosso il bendaggio d’emergenza aggravando le proprie condizioni in maniera irreversibile.

Nel frattempo, alcuni testimoni hanno chiamato il Numero Unico di Emergenza. Sul posto sono subito intervenuti i volontari della pubblica assistenza, l’automedica del 118 e gli agenti della Squadra Volanti coordinati dal vice ispettore Pierfrancesco Menghini. Quando i soccorsi sono giunti sul posto, l’uomo era ormai in stato di semi-incoscienza: nonostante gli sforzi dei sanitari, per lui non c’è stasto nulla da fare.

A questo punto gli agenti, che nel frattempo sono stati raggiunti anche dagli uomini della Squadra Mobile e dal Pm Chiara Venturi, hanno dato il via alle indagini: grazie alle testimonianze di alcune persone presenti, gli investigatori sono riusciti ad individuare le altre tre persone coinvolte nella vicenda (una di loro presentava alcune ferite ad un occhio e ad uno zigomo e aveva la maglietta lacera) e a recuperare oggetti (alcuni colli di bottiglia e cocci di piatti di ceramica, oltre al coltello) che potrebbero essere stati utilizzati come armi durante lo scontro.

I tre arrestati sono il 40enne bielorusso Dzmitry Mikhailau, il 43enne bielorusso Aliaksei Filipau ed il 40enne polacco Piotr Pawel Pawlowski. Devono rispondere di omicidio preterintenzionale in concorso.

Come spiegato dal dirigente della Squadra Mobile di Savona, Rosalba Garello, nel corso dell’incontro con i media di questa mattina, la zona dell’autoporto è “viene controllata regolarmente, con la presenza il più possibile costante di pattuglie, ma purtroppo non possiamo essere sempre presenti. Cercheremo di intensificare ulteriormente i controlli”.

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