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Autostrade, bagarre sulla richiesta di Atlantia. Botto (M5S): “Revoca concessioni”. Rixi (Lega): “Cantieri a rischio”

Reazioni politiche sul nuovo caso che investe la holding che controlla la rete autostradale

Liguria. “Ci mancava soltanto il ricatto di Atlantia, la cui maggioranza è in mano ai Benetton, che pur di ottenere un prestito miliardario garantito dallo Stato arriva a minacciare gli investimenti dovuti sulla rete autostradale. Dopo l’immane tragedia del ponte Morandi, che ha inghiottito la vita di 43 persone, dopo l’impietosa realtà contenuta nei bilanci di Atlantia, che certificano come da quando esiste la holding i ricavi nel Belpaese siano aumentati del 29% mentre gli investimenti diminuiti del 49,5%, ora arriva l’ennesimo colpo di coda da una famiglia-lobby che gioca il tutto per tutto pur di rimanere aggrappata al suo inaccettabile privilegio”.

Lo comunica in una nota la senatrice ligure Elena Botto (M5S), membro della commissione industria di palazzo Madama.

“La posizione di Atlantia è inaccettabile e la nostra linea è quella della revoca della concessione e del commissariamento di Aspi, come ha detto il viceministro delle infrastrutture Giancarlo Cancelleri. Non si può cercare di imporre le regole allo Stato e minacciare suoi esponenti, come peraltro è successo al nostro viceministro allo Sviluppo, Stefano Buffagni”, conclude l’esponente pentastellata.

E il deputato e responsabile nazionale Infrastrutture della Lega Edoardo Rixi afferma: “Il balletto di responsabilità, interne al Mit, tra Pd e M5S su Atlantia-Aspi è uno spettacolo indecente. Il disastro di Genova evidentemente non ha insegnato nulla se si stanno perdendo 14,6 miliardi di investimenti, senza regole chiare sulle concessioni”.

“In questo quadro fallimentare di incertezza, il rischio è che nessun operatore sarà disposto a investire più in Italia. Altro che sbloccare i cantieri: qui si bloccano anche quelli già sulla carta sbloccati, come quello della Gronda di Genova. È il risultato di una maggioranza di governo litigiosa, senza alcuna visione per lo sviluppo del Paese, ma tenuta insieme solo dalla brama di occupazione di potere, fine a se stessa”.

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