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Attacchi hacker nel Savonese, colpite decine di professionisti

Bisogna diffidare e verificare sempre anche la minima richiesta prima di procedere a modifiche, a cambiamenti e fare pagamenti, evitando sempre di aprire mail "sospette"

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Provincia. Sono diversi i casi di violazione dei dati personali (con l’aggiunta del relativo e temutissimo “data breach”) subiti in questi ultimi giorni da numerosi commercialisti e consulenti del lavoro del savonese.

L’accesso fraudolento nelle mail dei professionisti, in particolare, avviene in modo sempre più sofisticato e apparentemente senza “segnali” che ne facciano presagire l’arrivo. Ogni giorno migliaia di indirizzi e comunicazioni vengono setacciate e studiate per combinare poi vere e proprie truffe a danno delle stesse persone e aziende seguite da importanti professionisti, assolutamente incolpevoli e, purtroppo, anche loro ignari di ciò che sta accadendo.

Perciò oggi più che in passato bisogna diffidare e verificare sempre anche la minima richiesta prima di procedere a modifiche, a cambiamenti e ancor meno a fare pagamenti, evitando sempre di aprire mail “sospette”. E’ anche questa una vera e propria emergenza, di questi tempi in cui lo smart working ci costringe a fidarci di documenti e comunicazioni virtuali e a distanza. Considerata la sua totale responsabilità in termini di legge, la violazione della propria mail aziendale per un imprenditore e per un professionista comporta prendere atto e quindi denunciare e provvedere al tanto temuto ed ormai arcinoto stato di “data breach”, citato e ampiamente trattato dal Gdpr, regolamento europeo sulla privacy.

La violazione di dati personali dei propri clienti, in molti casi informazioni particolarmente “sensibili” (soprattutto nel caso di commercialisti, consulenti, avvocati, notai ecc.) comporta, oltre che un inevitabile stato di apprensione e preoccupazione, anche una serie di obblighi imprescindibili da attuare in breve tempo per evitare il più possibile eventuali ripercussioni a tutti quelli che potrebbero essere interessati da eventuali truffe che ne derivino. Tra i principali doveri dei titolari colpiti, quello di fare immediatamente (entro 72 ore) segnalazione e denuncia al Garante della Privacy parallelamente a quella immediata presso polizia postale, carabinieri e Procura della Repubblica, nonché quello di avvertire tutti i clienti dell’accaduto, per poter correre ai ripari o quantomeno alzare la soglia di attenzione.

“I numerosi recenti casi di truffa perpetrati a seguito di hackeraggio di mail aziendali, nella nostra zona, riporta inevitabilmente all’attenzione di tutti, la necessità di non abbassare la guardia sul fronte web e digital”, spiegano gli esperti.

Già nell’autunno scorso, in occasione di un importante seminario nazionale sul Gdpr e Cyber Security, svoltosi presso il palazzo della Provincia, abbiamo affrontato, insieme a molti avvocati ed esperti di Privacy, questo tipo di scenario ormai attuale, certamente pieno di soluzioni e di opportunità ma anche meritevole di massima attenzione ed adeguamento preventivo. Il modo di lavorare è cambiato, sono cambiate le nostre abitudini, deve cambiare anche il nostro modo di fare attenzione e metterci in sicurezza.

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