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Alberghi sull’orlo della crisi: “Giugno andato e quest’estate tanti non apriranno”

Tante strutture potrebbero decidere di restare chiuse. il presidente UPA Angelo Berlangieri: "Garantire ai nostri clienti l'accesso alle spiagge"

Savona. Rabbia e preoccupazione tra gli albergatori savonesi in vista dell’estate 2020: non solo un altro ponte primaverile “bruciato”, quello del 2 giugno, ma anche l’intera stagione estiva appare seriamente a rischio.

Lo sfogo della categoria alberghiera arriva dal presidente provinciale UPA – Unione Provinciale Albergatori -, Angelo Berlangieri: “Magari fosse solo il ponte del 2 giugno, almeno fino al 20 giugno alberghi e strutture ricettive saranno vuote, un altro mese andato…”.

Ma non solo: “Purtroppo la situazione sta peggiorando, in quanto negli ultimi giorni e nelle ultime settimane le disdette per luglio e agosto sono aumentate, con un calo di prenotazioni standard che supera il 50%: un vero disastro” aggiunge ancora Berlangieri. “Perchè? Da parte dei nostri clienti domina una totale incertezza su quest’estate (la notizia della riapertura dei confini tra Regioni il prossimo 3 giugno, ad esempio, è arrivata solo ieri) e sull’accessibilità delle spiagge. Ricordiamo che gli alberghi che hanno un loro stabilimento balneare sono solo il 4% nel savonese, altri hanno convenzioni con i bagni marini ma giustamente quest’ultimi, con spazi e file limitate, punteranno ad avere una loro clientela” spiega il presidente degli albergatori savonesi.

“Anche per questo abbiamo proposto a sindaci e Regione la possibilità per i clienti di alberghi e strutture ricettive di avere una corsia preferenziale di accesso alle spiagge, su prenotazione, certo, e con tutto quanto potrà essere necessario, ma non possiamo pensare che i nostri turisti restino chiusi in hotel e non possano andare al mare…”.

Uno degli scenari più negativi potrebbe essere quello di vedere molte strutture chiuse per tutta l’estate: “E’ una prospettiva molto reale stando alla situazione attuale, ho già ricevuto almeno una ventina di segnalazioni in questo senso, in particolare da alberghi piccoli e con poca capienza e spazi che non vogliono rischiare di andare in perdita, così come da quelle strutture ricettive che hanno un contratto di affitto in scadenza e non vogliono indebitarsi ulteriormente” sottolinea il presidente Berlangieri.

“Non dimentichiamo poi un’altra pesantissima conseguenza: alberghi e altre strutture del turismo avranno una forza lavoro ridotta e tanti lavoratori stagionali non troveranno occupazione“.

albergo chiavi

Infine la stoccata sul “Bonus Vacanze”, già criticato fortemente da Confindustria: “Non viene riconosciuto a chi paga attraverso i sistemi informatici in anticipo, e in secondo luogo per l’80% lo sconto è a carico dell’albergatore che poi dovrà utilizzarlo come credito di imposta nell’anno. Ma se la mia attività sconta poche imposte perché ha lavorato pochissimo avrò poco credito utilizzabile e comunque avrò dovuto anticipare i costi del soggiorno per la parte scontata (che va da 150 a 500 euro) tra personale e altri costi. Quindi l’albergatore deve finanziare un bonus dello Stato aggravando ancora di più la propria posizione finanziaria”, aveva sottolineato a suo tempo il direttore dell’Unione Industriali di Savona Alessandro Berta.

“Concordo in pieno con questa analisi – rincara Berlangieri -. E’ un meccanismo che non funziona e che è dannoso per le stesse imprese turistiche che rischiano di trovarsi sulla schiena altri debiti in un momento già di estrema crisi e di poca liquidità, senza contare che l’ottenimento del bonus impone processi burocratici estenuanti”.

“La soluzione migliore? Erogare titoli di credito diretti con valore nominale, speriamo che possa arrivare questo essenziale correttivo, considerando che tanti potenziali clienti non potranno arrivare per difficoltà economiche: attività che hanno appena riaperto, persone senza stipendio e altre che non ricevono le misure di ammortizzatori sociali e fanno addirittura fatica ad andare avanti”, conclude.

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