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Alassio, Caviglia (Lega): “Linee guida Inail per bar e ristoranti sono al limite della follia”

“E con queste misure restrittive, anche gran parte degli stabilimenti balneari alassini non potranno aprire”

Alassio. Stabilimenti balneari, ma anche bar e ristoranti. Le nuove linee guida pubblicate dall’Inail continuano a far discutere e da Alassio arriva l’intervento “a gamba tesa” del segretario cittadino della Lega Antonio Caviglia. 

“Si è parlato molto delle riaperture degli stabilimenti balneari: la consapevolezza, da parte di tutti, è che con queste misure restrittive gran parte delle strutture alassine non potranno aprire, – ha dichiarato Caviglia. – Serve inoltre una linea chiara e precisa per le spiagge libere, non è ammissibile che i singoli comuni debbano farsi carico di tale onere sovraccaricando inoltre il lavoro delle polizie municipali”. 

“La situazione è complessa, ma non vorrei che si tralasciasse la problematica delle linee guida per la ristorazione, altra categoria fondamentale per l’economia del nostro territorio: imprese, posti di lavoro, indotto. Le prime bozze uscite dall’Inail per le riaperture di ristoranti e bar sono al limite della follia”.

“Non mi pronuncio sull’ipotesi dell’autocertificazione per chi risiede nella stessa casa, perché non so con quale autorità, ad esempio, un cameriere possa richiederla. Non si è ben capito come debbano essere accomodate ai tavoli le persone non residenti insieme, si parla di 2 metri lineari di distanza con l’alternativa del divisorio in plexiglass, ma anche qui però con la contraddizione che forse da lunedì si potranno organizzare cene a casa tra amici”. 

“Quattro metri quadrati a disposizione di ogni avventore sono quelli richiesti dalla presunta norma, così che un locale di 60 metri (che non è certo piccolissimo) potrà ospitare solamente 15 clienti alla volta. Per molti sarà difficile andare avanti”.

“La confusione regna sovrana e la parvenza è che si usino due pesi e due misure: il primo esempio è quello dei pullman di linea, dove le distanze da rispettare non sono le medesime dei locali, forse perché altrimenti i viaggi sarebbero antieconomici, ma forse chi prende queste decisioni non ha pensato che anche per chi ha un’attività ristorativa sarebbe antieconomico riaprire con quella prassi e si dovrebbero lasciare molte persone a casa senza lavoro”.

“La speranza è che vengano riviste le norme che regoleranno le riaperture, che siano chiare ed efficaci e da ristoratore, oltre che come rappresentante della Lega -Salvini di Alassio, mi faccio portavoce dei tanti ristoratori e baristi che come me sono in questo momento pieni di dubbi. Regole chiare, lavorare in sicurezza, per ripartire tutti”, ha concluso Caviglia.

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