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A Savona il flash-mob di discoteche e sale da ballo: “Ripartire per salvare l’occupazione e il turismo” fotogallery

Una iniziativa per tutelare gli operatori della musica e dell'intrattenimento

Savona. “The show must go on” dei Queen e l’inedita “Notti insonni” di Andrea Poggio e Giacomo Canale hanno accompagnato, questo pomeriggio, il flash-mob organizzato dagli operatori del mondo della musica, dei locali, delle discoteche e delle sale da ballo, alle prese con paure e incertezze sul loro futuro a seguito dello stop imposto dall’emergenza coronavirus.

Il mondo del divertimento scende in piazza

Pubblicato da IVG.it su Martedì 26 maggio 2020

La manifestazione, tenutasi in piazza Sisto IV a Savona, aveva l’obiettivo di raccontare la situazione di tante realtà che in questi mesi non hanno più certezze, realtà che hanno visto azzerare il lavoro e non sanno se e quando potranno riaprire. E per protestare contro queste incertezze, gli operatori del mondo della musica e dei locali hanno scelto il silenzio e gli hashtag #oggisuonailsilenzio e #ilsilenziofarumore.

Pervinca Tiranini ha spiegato: “Siamo in piazza per far capire alle istituzioni che le categorie, tute le categorie, hanno bisogno di sostegno: non sostegno bancario, con lo spostamento dei mutui, ma tagli alle tasse e iniziezioni di liquidità alle aziende tramite la riduzione dei contributi che vanno allo stato e ai Comuni. La notte è stata silenziata ma tutte le attività che fanno intrattenimento devono ripartire. La gente viene in Liguria per divertirsi e se non ci viene è un problema per tutti”.

Fabrizio Fasciolo, presidente regionale e membro della giunta nazionale del Sindacato Italiano Locali da Ballo, è “convinto che a breve verrà fuori qualcosa. I dati relativi all’epidemia ci stanno dando ragione. Da tempo dico che a luglio e agosto l’estivo riaprirà. E’ un messaggio positivo che dobbiamo dare ai turisti che devono ancora scegliere la meta delle vacanze”.

Per Fasciolo “da qualche parte si dovrà ballare per forza e sono convinto che con questa giornata e altri momenti verranno accolte le nostre istanze. Noi non chiediamo un giorno di apertura sicuro ma semplicemente linee guida. Tutte le categorie hanno avuto una speranza di riapertura. E’ un modo per trasmettere fiducia e, soprattutto, per permettere agli imprenditori di assumere personale. Basti pensare che in provincia di Savona il nostro settore conta 2.500 dipendenti, dei quali duemila stagionali. Tutte persone, specie gli stagionali, che non sanno cosa potranno fare. E non solo per l’estate, ma anche per l’inverno: non lavorando, infatti, non potranno percepire la disoccupazione”.

Il Silb rappresenta i locali da ballo, ma non solo le discoteche: “Una parte dei locali sono discoteche, ma un’altra parte sono locali in cui si balla liscio, latino-americano, tango argentino, swing. Le componenti sono tante, non ci sono solo le discoteche. E tutte hanno valore. Basti pensare alle centinaia di orchestre che non potranno lavorare in sagre e locali all’aperto”

Sonia De Castelli, celebre cantante savonese, aggiunge: “Speriamo che si possa tornare a ballare, ovviamente con le giuste precauzioni. E se non sarà possibile ballare, speriamo almeno che (dopo aver mangiato, magari ad una sagra) si possa seguire il concerto delle band. Io credo questo: che ad estate inoltrata un’orchestra potrà tornare ad esibirsi in forma di concerto. Eventi come questo portano turismo, movimento e felicità. E per tante realtà, come le proloco, questi sono gli unici momenti in cui possano incassare risorse da investire poi durante l’anno. C’è anche un aspetto economico, che va sostenuto. Personalmente non canto da tre mesi: mi manca, ma soprattutto mi manca il contatto con la gente”.

In piazza c’era anche il sindaco di Savona, Ilaria Caprioglio: “Quella che ci aspetta sarà un’estate completamente diversa. Ci stiamo attrezzando per questo e ci stiamo nuovendo per offrire qualcosa di alternativo. Ma sarà difficilissimo, dovremo mettere in camop misure per evitare gli assembramenti senza portare a situazioni drastiche che possano far perdere serenità e spensieratezza. Occorre un bilanciamento di esigenze: da una parte la sicurezza e dall’altra lo svago”.

Angelo Pisella, patron della Suerte e delle Rocce di Pinamare, ha deciso di “trasformare” il primo locale; il secondo, invece, resterà chiuso: “Dopo 15 anni siamo in stand-by – conferma – Con la Suerte, invece, ci siamo dovuti reinventare: sulle due terrazze abbiamo allestituto un ristorante con un cocktail bar, mentre sulla spiaggia vedremo di fare qualche party. Ma il problema riguarda soprattutto il personale: io ho 53 dipendenti e con le Rocce arrivo a 60. Quest’anno ne avremo sette o otto, il resto resterà a casa. E’ questa la differenza più triste. Senza aiuti, senza nessuno, che Dio ci salvi”.

Diversa la situazione alle Vele di Alassio, che purtroppo non si sono potute riconvertire, come confermato dal loro stesso gestore: “Purtroppo non ho né cucina né spiaggia e perciò non è stato possibile. Ma è giusto che chi ce l’ha possa partire. Dopo le immagini che abbiamo visto una settimana fa, se i casi non aumenteranno dovranno per forza farci lavorare. Tocca a noi. A metà giugno potremo essere in grado di riaprire. Per ballare secondo me non sarà obbligatoria la mascherina. Non lo è in Cina. Il nostro pubblico è giovane, ci sono meno rischi”.

Il dj Andrea Poggio pensa che “sarà durissima ma ne usciremo in piedi. Poi abbiamo dei ‘vecchi’ che non muoiono mai e hanno le spalle robuste”.

E infine, Dj Nice: “Siamo qui per fare sentire non solo la musica, che per ora abbiamo dovuto stoppare, ma anche la nostra protesta”.

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