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A Cosseria mille abitanti e 13 persone positive, il bilancio del sindaco: “Importante fare sistema”

"Ritengo che sia stato fatto un buon lavoro di coordinamento fra i medici di famiglia"

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Cosseria. “38 persone coinvolte, in questo numero vengono comprese tutte le persone con residenza o domicilio temporaneo a Cosseria, le persone che sono ospiti in strutture sanitarie e coloro che per esigenze lavorative hanno il domicilio fuori dal territorio di Cosseria ma sempre entro i confini della Regione Liguria”. Il sindaco del comune di Cosseria, Roberto Molinaro, analizza – numeri alla mano – la situazione dei casi di Coronavirus del proprio paese (con dati aggiornati al 9 maggio).

Spiega il primo cittadino: “13 persone che sono state positive; attualmente le persone positive sono ancora tre ma sono sensibilmente migliorate e sono in attesa di un ulteriore riscontro con il test del tampone; 7 persone non hanno eseguito il test poichè pur essendo definite “persone a contatto” con positivi non hanno mai accusato sintomi legati al COVID 19; 13 persone sono risultate negative fin dai primi test col tampone, sono comprese ad esempio le persone che sono rientrate dall’estero e che per ordinanza e che per decreto ministeriale sono state poste in isolamento obbligatorio pur non presentando alcun sintomo riferito al virus; 6 persone sono ancora in isolamento; 4 persone sono in attesa di responso del test del tampone; 8 persone hanno terminato il periodo di isolamento; 2 persone decedute ospiti da anni in due differenti strutture sanitarie per anziani”.

“Questi – continua Molinaro – sono i numeri che descrivono la realtà di Cosseria comune di 1.100 abitanti. Ritengo che a Cosseria si sia fatto un buon lavoro di coordinamento fra i medici di famiglia, la Farmacia che è stato l’unico presidio sanitario quotidianamente aperto e molto attivo sul territorio e l’Ufficio Igiene dell’ASL di Savona. Come autorità sanitaria sono intervenuto non appena ci siamo resi conto che mancava un sistema di rete robusto fra medici curanti e ASl, poichè a detta di più dottori era molto difficile il collegamento telefonico fra i medici del territorio e l’ASL. Con il numero fornito dal resposnsabile dell’Ufficio Igiene Dr. Lovesio e la collaborazione della Dr.ssa Frumento sono riuscito a far effettuare tamponi a persone che neanche immaginavano di essere stati contagiati”.

“Con i medici curanti – continua – ho ottenuto altri nominativi di persone sospette di avere il virus e iniseme all’iniziativa di passare casa per casa e parlare direttamente con i cittadini, grazie alla loro collaborazione siamo riusciti a far fare il tampone alla pressochè totalità delle persone che avevano accusato sintomi influenzali, non senza commettere errori di sopravvalutazione certo ma come sappiamo stiamo afforntando una malattia sconosciuta che può colpire un solo componenete della famiglia e poi diffondersi agli altri componenti anche in modo più grave oppure restare isolato al primo componente”.

“Da questa tremenda esperienza sono emersi due aspetti principali: fare sistema è assolutamente inprescindibile e su questo c’é ancora molto da lavorare, poichè se non fossi intervenuto fisicamente la maggior parte delle persone non avrebbero ottenuto di sottoporsi al test del tampone, per cui è basilare un coordinamento in forma ufficiale fra medico curante – sindaco – ASL – Forze dell’Ordine per osservare e assistere il paziene. In secondo luogo se malauguratamente dovesse ripresentarsi in un prossimo futuro, il lock down è utile ma non esaustivo, occorre individuare un’area da attrezzare per ospitare le persone che risultino positive, A Cosseria nella nostra piccola realtà almeno 6 persone sono state infettate per contatto col familiare positivo poichè costretti a convivere, non potendo disporre di un appartamento isolato dal resto della famiglia” conclude Molinaro.

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