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Un’estate senza sagre: il Coronavirus “cancella” le feste gastronomiche del savonese foto

Troppe incognite dal punto di vista organizzativo e tecnico-logistico

Savona. Una estate senza sagre non è una vera estate… Brutto dirlo ma è così: la “Fase 2” con la ripartenza di molte attività dopo la quarantena legata al coronavirus non includerà le tradizionali gustose sagre e feste di paese che animano l’estate in provincia di Savona.

Questo sembra essere l’orientamento generale dei vari organizzatori in vista della programmazione estiva. Per tutti vale un aspetto comune richiamato in queste ore: “Per ragioni organizzative, aspetti tecnico-logistici, ambiti di approvvigionamento, autorizzazioni e pratiche amministrative, ad oggi le sagre sono da ritenersi annullate…“. E’, con minime variazioni, una dichiarazione unanime, anche perché ordini e macchina organizzativa si dovrebbero già mettere in moto dalla tarda primavera.

In attesa di capire quando il Governo ritirerà i divieti, tutti gli eventi gastronomici sono quindi a rischio concreto di annullamentoDate e programmi già previsti sono di fatto da ritenersi non validi fino a nuovo ordine, tanto per le sagre principali quanto per le piccole manifestazioni incentrate sui prodotti tipici liguri e savonesi. Vediamo nel dettaglio “chi spera ancora” e chi no.

Addio molto probabile per la Festa dello sport a San Giorgio d’Albenga, qualche flebile speranza in più per la Sagra du Michettin: “E’ chiaro che considerata la situazione di emergenza sanitaria e i suoi effetti la linea dell’organizzazione è quella di annullare l’evento gastronomico – spiegano gli organizzatori – tuttavia la speranza è l’ultima a morire. Si mantiene ancora acceso un lumicino per quel che riguarda l’edizione 2020 della ‘Sagra du Michettin’, speranza legata all’attesa di vedere cosa succederà sia dal punto di vista sanitario, sperando che l’emergenza finisca o perlomeno si attenui notevolmente, sia dal punto di vista decisionale, nell’attesa di vedere quali saranno le misure attuative decise dal Governo per l’ormai famosa Fase 2 che dovrebbe partire dal prossimo 3 maggio”.

E rimanendo sul territorio albenganese identica sorte rischia anche Sagralea, la rassegna del vino Pigato: “Aspettiamo ancora un po’ a prendere la decisione definitiva, ma al 98% non si farà – ammette Flavio Maurizio, presidente della Cooperativa Macchia Verde – troppo complessa la macchina organizzativa, date le dimensioni dell’evento, e troppe incognite su tempi e distanze di sicurezza. Vediamo cosa succede a maggio, ma per ora non programmiamo nulla e l’orientamento è quello di rinviare tutto al 2021″.

Anche per Sagra del Nostralino di Ranzi e per I Birrai di Offenburg a Pietra Ligure lo stop all’edizione 2020 appare inevitabile: “Questo stato di incertezza e di precarietà sia sanitario che normativo non permette una previsione attendibile circa lo svolgimento delle nostre due manifestazioni, che si dovrebbero svolgere tra circa quattro mesi, la Sagra del Nostralino dal 10 al 14 agosto e I Birrai di Offenburg nell’ultimo weekend di agosto. Le variabili da considerare sono veramente tante e complesse e tra l’altro in continua evoluzione. Ora come ora, perlomeno per l’estate 2020, è difficile immaginare queste due manifestazioni nelle forme e nei modi che conosciamo”.

Il via alle sagre estive è da sempre rappresentato dalla Sagra del Pesce a Calice Ligure, che però quest’anno non era prevista. Era invece prevista a settembre la Sagra del Coniglio dissossato: “Immagino che sarà alquanto difficile assistere alle sagre estive, ad ora è difficile dire cosa succederà da qua a settembre” afferma il sindaco Alessandro Comi. Stesso discorso per la Sagra di Carbuta, a cavallo dei giorni di Ferragosto, organizzata nel bosco di San Rocco. Idem per la Sagra della melanzana ripiena di Gorra a Finale Ligure, programmata nei giorni successivi al 15 agosto.

Per la Sagra della Formaggetta a Orco Feglino nel primo weekend di luglio e la Sagra del vino Lumassina, sempre a Feglino dal 04/08 al 06/08: “Siamo intenzionati a fare il possibile per non cancellare questo appuntamento ormai quarantennale, ma in questo momento non possiamo esprimerci in modo certo. Appena ci saranno indicazioni/regolamenti ad hoc da parte delle istituzioni competenti valuteremo se vi saranno le condizioni per lo svolgimento della manifestazione”.

Per la Sagra campestre di Bardino Vecchio, secca la riflessione del sindaco Alessandro Oddo di Tovo San Giacomo: “Non ci sono i presupposti”. Per la Val Maremola stesse considerazioni del sindaco Mauro Boetto riguardo alla Grande Sagra Gastronomica di Giustenice prevista a luglio. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il primo cittadino Enrico Lanfranco per la Sagra della Porchetta di Magliolo, anche in questo caso programmata dopo la metà di luglio.

L’emergenza coronavirus, quindi, porta ad un’altra dura mazzata per il nostro territorio: la “saracinesca” imposta sulle sagre, richiamo e attrazione storica del nostro turismo estivo. Questa la prospettiva reale ad ora. Pur utilizzando gli interrogativi e condizionali del caso (anche in riferimento ad un ambito temporale tra giugno ed agosto), sarebbe un miracolo il via ad una delle sagre che da sempre siamo abituati a frequentare.

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