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Tagliata linea telefonica ad una pubblica assistenza: “Abbiamo pure pagato bollette stratosferiche e ingiustificate”

Ecco il racconto dalla Croce Bianca di Mioglia impossibilitata a ricevere chiamate di soccorso e assistenza

Mioglia. La storia arriva da Mioglia, piccola località della Valle Erro e riguarda una pubblica assistenza alla quale la Tim ha tagliato il servizio telefonico proprio in piena emergenza sanitaria.

Tutto inizia nel luglio del 2019, quando la Croce Bianca, trasferendo la sua sede da via San Giovanni Bosco 4 a via Anlera 7, aveva chiesto di avere solo la linea telefonica con trasferimento di chiamata, inviando regolare Pec con la richiesta di interrompere il servizio internet e fax, oltre ad alcuni opzioni. Il tecnico della Tim ha provveduto con il cambio di linea telefonica, peccato però che alla pubblica assistenza siano continuate ad arrivare bollette che includevano servizi che invece erano stati revocati. Con il Rid bancario le bollette sono state pagate (con l’aggiunta di 3,50 euro al mese circa per il trasferimento di chiamata).

Nonostante i tentativi di sollecito all’operatore da parte della Croce Bianca la situazione non si è risolta, anzi si è persino aggravata: dalla mezzanotte del 31 marzo la linea è stata addirittura dismessa, senza preavviso e non ancora riattivata: “Ci hanno detto che si è trattato di uno sbaglio, di un disguido tecnico, ma tutto questo per noi è davvero inaccettabile…”.

“Si sta causando un disservizio pesante in un momento molto delicato a livello sanitario, siamo costretti ad utilizzare i nostri numeri privati per rispondere alle chiamate e svolgere il nostro lavoro di soccorso e assistenza sul territorio” sottolinea il legale rappresentante della Croce Bianca di Mioglia, Romano Galatini.

“Ci siamo recati anche presso la caserma dei carabinieri di Pontinvrea, tuttavia essendo un contratto tra privati non possono intervenire: auspichiamo quindi una risposta ai nostri solleciti e che la linea possa essere ripristinata prima possibile. Inoltre, considerata la situazione, a tempo debito ci rivolgeremo alle autorità competenti per riavere i soldi versati per servizi che erano stati disdetti a suo tempo” conclude.

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