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Lettere al direttore

Spiaggia libera addio!

di Roberta Gallo

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“Vengo anch’io… no tu no”. Purtroppo non è solo il ritornello di una vecchia canzone di Jannacci, ma la triste risposta che si sentiranno dare le migliaia di persone che quest’estate vorranno andare nelle spiagge libere italiane e non ne avranno l’accesso.
E sì perchè, Corona virus permettendo, l’ultimo decreto “Cura Italia” del premier Giuseppe Conte, reinterpretato dal governatore ligure Giovanni Toti, dà il via alla manutenzione di stabilimenti balneari, ristoranti e chioschi sui litorali nazionali. Anche le darsene potranno svolgere i controlli ai natanti.

Una visione più che rosea della prossima estate per le regioni che si affacciano sul mare. Sicuramente per i lavoratori del settore questa piccola apertura fa ben sperare in un fururo, anche se pur piccolo, guadagno durante la stagione balneare.

Ma tutti gli italiani che non possono permettersi di andare nelle spiagge attrezzate?
Si consideri infatti che la maggior parte delle persone in Liguria, come negli altri litorali della penisola italica e delle isole, affolla le spiagge libere. Questi bagnanti non sono stati minimamente presi in considerazione dal Dpcm del ministro Giuseppe Conte.

Stabilimenti con plexiglass per dividere gli spazi tra un ombrellone e l’altro. E sugli arenili non attrezzati? Qui nessuno sa che distanza perendere, come e dove posizionare il proprio asciugamano o il proprio ombrellone. Quindi spiagge libere off limits? Oppure oltre all’ombrellone, ai lettini, ai giochi dei bambini e perchè no, al frigo con le vivande, ognuno dovrà munirsi di un muro trasparente, portato rigorosamente da casa, da poter alzare come divisorio fra la sua “area di rispetto” e quella della famigliola vicina.

Perchè al momento solamente chi potrà pagare un ingresso con cabina e servizi annessi e connessi avrà un angolo di paradiso con separè e la possibilità di poter mettere i piedini sulla sabbia o sui sassi roventi sotto il solleone estivo. Tutti gli altri, staranno seduti sulle passeggiate a guardare e a sognare un giorno di poter anche loro accedere al mondo dorato delle isole felici delimitate da paratie trasparenti.

Senza contare l’accesso al mare. Dopo le ore di coda ai supermercati del periodo primaverile, ci sarà la coda per fare un tuffo in mare. Anche qui sarà regolamentato l’ingresso. Dipendendo dalle dimensioni dello specchio acqueo su cui si affaccia l’arenile il bagno nelle acque salate sarà contingentato da bagnini baywatch. Che però non sono presenti nelle spiagge non attrezzate. Addio alle spiagge libere di Voltri, Bergeggi e Cavi di Lavagna. Bisognerà mettersi in fila per entrare in un bagno attrezzato oppure rimanere a casa.

Roberta Gallo

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