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Rapina a mano armata al compro-oro di Pietra, i carabinieri arrestano 4 persone e ne denunciano altre 5 fotogallery

Recuperata gran parte della refurtiva e due pistole, di cui una usata per la rapina, e una consistente scorta di munizioni

Albenga. E’ di quattro arrestate e altre cinque denunciate in stato di libertà (per un totale di 14 capi d’imputazione) il bilancio dell’articolata indagine svolta dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Albenga e coordinata dal Pm Elisa Milocco relativa alla rapina a mano armata ai danni del compro-oro Euroxoro di Pietra Ligure avvenuta lo scorso 13 gennaio.

I quattro protagonisti della rapina avevano fatto irruzione all’interno del compro-oro con il volto coperto da caschi e passamontagna. Armati di pistola avevano fatto razzia dei gioielli alla presenza della titolare e di altre due persone per poi darsi alla fuga.

L’articolata indagine svolta dai militari ha consentito di ricostruire una serie impressionante di reati commessi dai protagonisti della vicenda e dai loro “fiancheggiatori”. L’intensa attività ha permesso di assicurare alla giustizia i quattro pericolosi malviventi (tre campani rispettivamente di 44, 37 e 28 anni ed un tunisino di 35 anni), tutti residenti tra Loano e Borghetto Santo Spirito.

I rilievi tecnico-scientifici condotti in collaborazione con il Ris dei carabinieri di Parma, l’attività d’intercettazione, l’incrocio di tabulati, l’analisi di ore ed ore d’immagini di videosorveglianza di sistemi pubblici e privati oltre a due mesi di lavoro hanno portato ad inchiodare criminali d’indubbia pericolosità sociale e che avrebbero certamente continuato a commettere efferati crimini.

Subito dopo la rapina del 13 gennaio i sospetti sono ricaduti sui tre italiani, poi riconosciuti autori del fatto. Il loro costante monitoraggio ha permesso di risalire anche ai ricettatori ed in questo modo di procedere al recupero di una parte consistente della refurtiva. Così si è fatta luce anche sulla rete sommersa di “fiancheggiatori” che si occupa dell’immediato smercio della refurtiva: tra questi un noto compro-oro di Novi Ligure. Parte dei gioielli è stata infatti recuperata al termine di un lungo inseguimento sull’autostrada Torino/Savona.

Solo quando il quadro probatorio è risultato completo, con l’identificazione anche del quarto uomo (un tunisino senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale) è scattato il bliz per la loro cattura.

L’indagine ha portato risvolti per certi versi inaspettati, permettendo di fare luce su un lunga serie di reati, anche gravi, che hanno colpito il territorio nell’ultimo anno. Come si ricorderà, lo scorso 18 novembre una pizzeria di Borghetto Santo Spirito è stata data alle fiamme: la conseguente indagine, denominata “Vesuvio” ha permesso di arrestare una famiglia di origine campana (padre, madre e due figli) per tentata estorsione nei confronti del pizzaiolo e, successivamente, lo stesso pizzaiolo, insieme a due complici, per un furto in abitazione perpetrato in danno di un loro conoscente che sapevano essere all’estero per una breve vacanza.

L’intuito investigativo ha convinto gli inquirenti che ci fosse ancora dell’altro. Infatti, gli stessi soggetti sono risultati essere responsabili, nel novembre 2019, del furto di un motociclo e dell’incendio di un’autovettura. I due gesti costituivano una rappresaglia nei confronti di uno spacciatore magrebino che si era “permesso” di non fornirgli dello stupefacente gratuitamente.

Durante le perquisizioni sono stati individuati due anonimi box a Loano, che venivano usati come basi operative e nei quali erano ancora occultati, tra le altre cose, lo scooter rubato e due pistole di cui una con matricola abrasa, utilizzate per la rapina del 13 gennaio.

Ancora, i membri dello stesso sodalizio, hanno praticato la giustizia “fai da te” appiccando un incendio all’abitazione della famiglia partenopea che li aveva minacciati poco prima che fosse arrestata dall’Arma ingauna. Questi sono solo gli elementi più salienti di questa lunga attività d’indagine che potrebbe riservare ulteriori sorpese.

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