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Ponte crollato, torna l’allarme. Mit: “Possibili rischi in Liguria” fotogallery

Numerose le strutture viarie piccole e grandi simili al ponte toscano

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Liguria. Il drammatico crollo del ponte vicino ad Aulla, tra Liguria e Toscana, ancora una volta getta la nostra regione e il Paese nell’incubo delle infrastrutture a rischio, richiamando alla memoria la tragedia del Morandi e l’incidente del viadotto della A6.

ponte crollato spezia (foto Gianluca Maruska)

E sale, ancora una volta, la preoccupazione. Sì perché la particolarità del crollo che si è verificato ieri è tale da mettere in dubbio molte procedure di valutazione dello stato di salute di molti altri ponti in qualche modo assimilabili a quello sul Magra.

A sottolinearlo una fonte interna al Mit, che in queste ore ha aperto un’inchiesta per capire modalità dell’incidente ed eventuali responsabilità. Inchiesta che si aggiunge a quella della procura di Massa e Carrara e a quella interna ad Anas, subentrata nella gestione dell’opera qualche mese fa.

Il ponte di Aulla, come è noto, è stato realizzato nei primi anni del 1900, con una struttura in cemento armato all’avanguardia per l’epoca, progettato dall’ingegnere Attilio Muggia, un pioniere del settore del calcestruzzo tanto da aver conteso il brevetto ad Hennebique, poi passato alla storia come padre di questa tecnica di costruzione.

Il ponte poi fu pesantemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale dai tedeschi in ritirata: ricostruito nella parte mancante, nel corso dei decenni ha visto decine di alluvioni di quel torrente Magra la cui potenza in piena è nota a tutti.

Il territorio ligure è disseminato di ponti coevi a quello di Albiano, e molti di questi hanno subito diversi danni durante il conflitto, per poi essere ripristinati una volta terminato. Il territorio spezzino, in particolare, diverse volte divenne obiettivo di bombardamenti da entrambe gli schieramenti e sono molte le infrastrutture che hanno avuto danni strutturali, poi riparati.

Sono oggi in corso interventi sul ponte di Cavanella Vara, nel comune di Beverino, dove era emersa la necessità di un intervento capillare di manutenzione, tuttora in atto, dovuto all’ammaloramento del calcestruzzo. Incertezza anche per il viadotto di Campertone, a Rio Maggiore, sulla provinciale delle Cinque Terre, da anni attenzionato per il suo ammaloramento.

A preoccupare, però non sono solo le grandi infrastrutture: decine se non centinaia di ponti anche di piccole dimensioni sono disseminati ovunque sul territorio della nostra regione, spesso con una vita operativa sulle spalle decisamente avanzata. L’incubo non è ancora finito.

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