Tasse

Pietra Ligure, mozione del consigliere di minoranza Carrara: “Ridurre i tributi comunali”

Il documento è stato depositato in mattinata: "Veniamo incontro ai bisogni di chi é colpito dal Coronavirus"

municipio comune pietra ligure mezz'asta

Pietra Ligure. “La pandemia da Coronavirus ha sconvolto e sta sconvolgendo la vita delle persone, provocando inoltre, condizioni di difficoltà e sofferenza economica a molte aziende, attività imprenditoriali, commerciali, artigianali e turistiche che, nonostante le promesse di aiuti e sostegni concreti dal Governo, ad eccezione di un contributo che ben poco ha risolto, si ritrovano ad affrontare le scadenze fiscali senza che siano state concesse ‘riduzioni’ effettive sul prelievo tributario, oltre che, ovviamente, dover sostenere inalterate quelle ‘ordinarie’, come il pagamento mensile del personale, quello degli affitti dei locali, quello delle bollette delle utenze; tutto ciò, senza che, per mesi, abbiano potuto esercire la propria attività, chiusa d’autorità per la pandemia in corso”.

Inizia così la mozione consiliare depositata in mattinata all’ufficio protocollo dal consigliere comunale di minoranza pietrese Mario Carrara.

Spiega il consigliere del gruppo “Sara Foscolo Sindaco”: “Molte aziende, alberghi, ristoranti, bar, negozi di svariati generi, esercizi artigianali (come i parrucchieri, gli estetisti, ecc) si ritrovano a dover affrontare le prossime scadenze come se si fosse ancora in un tempo “normale “, ma senza aver potuto incassare alcunché. Per potervi far fronte molti (…chi lo potrà fare) dovranno attingere ai propri risparmi già ora, senza, tuttavia, nessuna prospettiva sicura circa l’evoluzione futura della situazione e la piena ‘ripresa’ del proprio lavoro. Per non parlare delle seconde case, diventate “irraggiungibili”, quindi inutilizzabili da mesi, per i divieti imposti agli spostamenti dei non residenti; cosa per la quale non si vede tutt’ora nessuna ipotesi di soluzione.
Neanche un aiuto concreto sul pagamento degli importi delle bollette delle utenze di elettricità, gas, acqua, dalle quali ad esempio, si fossero detratte le sommatorie fiscali o i vari “oneri di sistema” aggiuntivi, facendo pagare i soli consumi effettivi, e’ stato concesso, nonostante fosse stato ‘ventilato’, ma, poi, non posto in essere”.

“La stessa Dichiarazione dei redditi – spiega Carrara nella mozione – é stata posticipata solo nei suoi termini di presentazione, senza che ne sia stata riconosciuta una consistente riduzione e, cosa ancor più grave, per il suo pagamento, é, a tutt’oggi, stata ancora mantenuta sempre negli stessi termini perentori a fine Giugno/Luglio, restando, quindi ‘invariati’. Conseguentemente, i ‘guadagni’ del 2019 che, a questo punto, dovrebbero servire -e serviranno- per far fronte ai mancati guadagni per il “fermo attività” del 2020, dovranno, invece, essere utilizzati ANCHE per far fronte, come detto, a tutte le scadenze in atto. Per cui, oggi, molti si ritrovano e si ritroveranno a dover sostenere tutti gli oneri d’azienda e fiscali, i quali ultimi hanno mantenuto inalterato lo stesso peso finanziario, senza avere le risorse finanziarie derivanti dalla propria attività”.

“Nei confronti del ‘peso’ della pressione fiscale nazionale, dello Stato, noi, più che “sperare” prima ed ‘imprecare’ poi, per le false promesse disilluse, non possiamo fare – continua – Ma nei confronti della pressione fiscale comunale, che é determinata dalla facoltà del Comune di imporre aliquote discrezionali, tra un minimo ed un massimo, possiamo, invece, agire, stabilire, rimodulare. Possiamo, in poche parole, se si vuole, venire incontro ed aiutare i nostri concittadini a pagare tariffe: più che “più basse”, ‘più giuste’. Infatti, perché si dovrebbe far pagare la tassa Tari della raccolta dei rifiuti urbani, su base annuale, ad alberghi, ristoranti, negozi, artigiani che sono stati chiusi per mesi e che non hanno, quindi, potuto (loro malgrado) produrre alcun rifiuto? Perché si dovrebbe far pagare interamente la tassa TOSAP, sull’occupazione del suolo pubblico per i dehors o l’esposizione della merce, se gli esercizi pubblici ed i negozi sono stati chiusi per mesi?”.

“Quest’anno – spiega ancora Carrara – la legge finanziaria stabilisce l’accorpamento di Tasi e Imu in una nuova “superImu”, il cui importo dovrebbe essere determinato dalla fusione delle aliquote Tasi ed Imu vigenti. A Pietra Ligure, essendo l’Imu al massimo: 10,60 x 1000 e la Tasi al massimo consentito: 0,80 x 1000, si arriverebbe alla strabiliante cifra dell’11,40 x 1000. Se se ne chiedesse il pagamento in quest’entità, sarebbe anche il “massimo” dell’ingiustizia perché riguarderebbe la tassazione di immobili che non si é potuto né “godere” né usufruire per mesi (ancora per quanti?)”.

Per tutto quanto sopra scritto ed esposto, il consigliere Carrra chiede che il Consiglio Comunale approvi la presente Mozione nel testo del dispositivo che segue: “Il Consiglio Comunale di Pietra Ligure, vista la grave situazione di disagio e sofferenza finanziaria arrecata dai provvedimenti restrittivi dell’emergenza del Coronavirus all’esercizio di molte attività alberghiere e di ristorazione, nonché di esercizi pubblici come bar e caffè, commerciali come svariati generi di negozi ed artigianali, impegna il Sindaco e la Giunta a predisporre la rimodulazione in riduzione delle aliquote dei seguenti tributi comunali per l’anno 2020: Tari in riduzione dal 30% al 50%, Tosap in riduzione dal 30% al 50% e (nuova) IMU in riduzione: dal previsto 11,40 x 1000 all’ 8 x 1000”.

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