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“Patente antifascista” come clausola per l’ottenimento del buono spesa, Vaccarezza: “Una pagliacciata”

"Un'amministrazione comunale che riesce a speculare ideologicamente sulla pelle dei suoi cittadini è immorale"

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Provincia. “Dalla condotta di alcuni, dipende il destino di tutti. È una citazione del grande condottiero Alessandro Magno, che oggi ritrova tutta la sua attualità. Ho scoperto però che non é cosi dappertutto. Nel comune di Parma credo l’espressione giusta sia Dal tuo orientamento politico dipende la tua sopravvivenza. Sono sincero, quando ho letto la notizia che a Parma, sui moduli per l’ottenimento dei buoni spesa c’è la clausola della “patente antifascista”, e a rilasciarla è direttamente il “Maresciallo Tito” Pizzarotti, ho creduto all’ennesimo scherzo: un refuso di altro documento, un copia incolla sbagliato. Invece no, è proprio lì, nero su bianco”. A parlare, in una nota, è il consigliere regionale e capogruppo di “Cambiamo!” in Regione Angelo Vaccarezza.

“Sui moduli di richiesta di sostegno alimentare – spiega Vaccarezza – devi dichiarare se hai un’opinione diversa dall’Anpi, dalle sardine e dai centri sociali, e se non lo sottoscrivi, se quindi osi avere un’opinione difforme dal pensiero unico autorizzato dal comitato centrale del partito, vieni identificato non-antifascista: niente buoni alimentari e perdi il diritto di sfamare i tuoi figli. Chi mi conosce sa che difficilmente resto senza parole. Beh, mi complimento con il Sindaco Federico Pizzarotti perché seppur per una manciata di minuti, ci è riuscito. Definire pagliacciata questa trovata è riduttivo. È vergognoso, è strumentalizzare una situazione grave a scopo politico, non riesco a immaginare una cosa peggiore oggi. È criminale! Però questo gesto spiega bene chi siete. Voi siete questa roba qui, voi siete dalla parte di chi è dalla vostra parte. E basta!”.

“Vedete cari compagni – continua –  la foto scelta oggi non è un caso. É datata, risale al 18 Febbraio 1947, ma vi rappresenta per bene. Il treno della vergogna, ve lo ricordate? Arrivo’ un treno carico di esuli istriano dalmati, si fermo’ a Bologna; I comunisti, con tanto di bandiere falce e martello, dopo aver preso a sassate il treno e buttato il cibo nella spazzatura, versarono sui binari il latte raccolto per i figli degli esuli. La storia si ripete, amaramente. Un’amministrazione comunale che riesce a speculare ideologicamente sulla pelle dei suoi cittadini in una situazione di grave emergenza come questa, non é solo scorretta, ma profondamente immorale: mette a rischio la sopravvivenza di quegli italiani che, in un momento di difficoltà  non volessero dichiararsi sudditi, ma volessero rimanere liberi cittadini Ma non ce l’avranno li a Palazzo, un po’ di vergogna? Quindi chi non è allineato muore di fame??? Cinismo e crudeltà, questo leggo. Penso alle famiglie che sono in difficoltà e mi si spezza Il cuore a immaginare lo sconforto di chi non potrà accedere ai sussidi alimentari a causa di una gestione totalmente politicizzata di una situazione grave come questa.
Perché forse lei non lo sa Sindaco, che una fetta importante di questi fruitori saranno gli anziani….o se lo sa, se ne frega”.

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“L’articolo 3 della Costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge; sindaco Pizzarotti, le é sfuggito questo particolare. Per lei, chi ha diritto? Chi china il capo? E chi semplicemente non vuol sottoscrivere un bel niente? Si rende conto di quanto lei è avulso dalla realtà sociale di oggi? La vostra ideologia subdola, fatta di ricatti e di pressione psicologica nei confronti dei piu deboli è quanto di peggio, di più viscido ci possa essere al mondo e mai e poi mai sarà la mia. Muoia l’Italia, ma vinca la mia parte. Non siete altro” conclude il consigliere regionale.

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