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Decreto di Toti: le reazioni politiche alle prime “riaperture” per balneari ed edilizia

I partiti politici del centro-destra e più vicini al governatore ligure hanno valutato positivamente la ripresa, ma non tutti la pensano così

Liguria. Ha scatenato reazioni diverse il decreto firmato ieri dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che autorizza (a partire da oggi) la riapertura delle piccole attività legate ai settori balneari, della nautica, dell’edilizia e della silvicoltura.

Come spiegato meglio da Toti, ciò autorizza lo svolgimento di diverse attività: giardinaggio, sia a scopo professionale che personale, e coltivazione di piccoli terreni; manutenzione straordinaria e allestimento delle attività balneari e dei piccoli chioschi; attività dei cantieri nautici propedeutici alla consegna delle imbarcazioni già allestite; piccoli lavori di edilizia, sia privata che pubblica; controlli alle imbarcazioni da parte delle darsene.

I rappresentanti dei partiti politici del centro-destra e più vicini al governatore ligure hanno valutato positivamente questa prima e parziale ripresa delle attività. Ma ovviamente non tutti gli schieramenti (men che meno quelli di colore diverso) vedono la misura in maniera altrettanto generosa.

Il gruppo Pd in consiglio regionale: “Tutti noi siamo convinti che il Governo e le Regioni debbano preparare già oggi il riavvio del sistema produttivo, in modo che possa essere veloce e garantito da sistemi e dispositivi di sicurezza che impediscano una ripartenza del contagio. La scienza ci dice infatti che servono ancora cautela, isolamento e comportamenti ispirati al diradamento sociale se vogliamo che la curva del virus cali. C’è solo una cosa peggiore di non riaprire: riaprire e poi dover tornare a chiudere. La parola d’ordine deve essere quindi, ‘coordinamento’. Il Governo deve confrontarsi con le Regioni, ma le Regioni devono coordinarsi con il Governo: le fughe in avanti, in questa fase, sono molto pericolose. Chiediamo inoltre al presidente Toti di impegnarsi a comunicare chiaramente questo principio: al di là delle merito delle scelte occorre che i comportamenti sociali rimangano, almeno fino al 4 maggio, gli stessi delle ultime settimane e continuino a seguire scrupolosamente le indicazioni del Governo”.

“Scendendo, invece, nel merito dell’ordinanza regionale, consideriamo assai discutibile la scelta di inserire, fra le attività autorizzate, i piccoli cantieri di edilizia privata, che includono le ristrutturazioni delle abitazioni. Parliamo di lavori già abitualmente sottoposti a scarsissimi controlli. In questa fase non esiste alcuna concreta possibilità che il sistema pubblico possa garantire l’osservanza delle norme individuali e collettive disposte dal dpcm del Governo. Lo diciamo a tutela sia dei lavoratori, sia dei cittadini. Crediamo poi sia necessario chiarire la norma relativa alla possibilità di curare orti privati, perché sappiamo che, in seguito a questa decisione,si sta scatenando un’ondata di ritorno del turismo nelle seconde case. È importante armonizzare questa norma alle disposizioni del dpcm del Governo. Occorre inoltre evitare che chi pratica queste attività incorra in multe e scongiurare, al tempo stesso, il rischio di un eccesso di mobilità, che contraddirebbe tutte le limitazioni e le misure intraprese in questo mese e mezzo”.

“Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari sarebbe opportuno limitare gli interventi alle attività di sistemazione e pulizia escludendo montaggi e allestimenti, che andranno programmati nel contesto di misure che permettano la riapertura qualora ve ne saranno le possibilità, come auspichiamo. È comunque necessario garantire fin da ora un adeguato sistema di controlli che verifichi il distanziamento sociale e l’utilizzo di dpi per l’attività di manutenzione delle spiaggia, per evitar rischi alla salute pubblica dei lavoratori e della comunità”.

“Il decreto firmato dimostra come la visione del presidente Toti sia oltre quella del governo permettendo alla Regione Liguria di avviarsi verso la graduale riapertura in vista della fase due del contenimento del coronavirus. Le scelte di questo decreto sono il risultato di una gestione attenta dell’emergenza, la migliore del Nord-ovest”. Dichiara in una nota l’onorevole Manuela Gagliardi (Cambiamo!). “Sono stati autorizzati il riavvio di molteplici attività dalla cura e manutenzione dei parchi e delle aree verdi ai cantieri per la realizzazione di opere pubbliche essenziali per la viabilità regionale, dal ripascimento delle spiagge e la manutenzione delle installazioni e gli allestimenti stagionali necessari per la riapertura degli stabilimenti balneari fino alla ripartenza dell’edilizia privata e della nautica da diporto. L’atto firmato oggi dal presidente Toti va nella direzione che permette alla Regione di predisporre per tempo tutto ciò che può servire per un rilancio reale della sua economia”.

BALNEARI

“Le specifiche contenute nell’ordinanza regionale appena approvata sono di buon senso – afferma il presidente di Liguria Popolare Andrea Costa – e pertanto ringrazio il presidente Toti per aver accolto e condiviso le istanze che il movimento il 4 aprile scorso aveva richiesto. Il settore balneare è una risorsa fondamentale del territorio ligure e con questa ordinanza si consente agli stabilimenti balneari e ai chioschi che devono essere approntati, sistemati e manutenuti in vista della stagione estiva attraverso interventi che spesso vengono fatti in economia e necessitano di tempo per essere eseguiti. Il tutto ovviamente con cantieri isolati e senza contatto con altre persone. Si tratta di piccole misure che possono dare un minimo di fiato al tessuto di micro e piccole imprese del nostro territorio – conclude il leader dei popolari – non dimentichiamoci che la tanta agognata ripresa economia partirà probabilmente con l’inizio della stagione estiva dove loro saranno naturalmente protagonisti”.

ORTI

Per quanto riguarda gli orti, invece, soddisfazione arriva dai consiglieri regionali Claudio Muzio (Forza Italia) e Andrea Costa (Liguria Popolare), che lo scorso venerdì avevano depositato un ordine del giorno finalizzato ad ammettere, limitatamente ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare, l’uscita da casa per la conduzione hobbistica di orti e appezzamenti di terreno la cui coltivazione sia destinata al consumo familiare dei prodotti.

“Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’ordinanza con cui il presidente Toti ha accolto la nostra richiesta di consentire gli spostamenti per la coltivazione amatoriale dell’orto. Grazie a questa Ordinanza si anticipano i tempi e si recupera una settimana rispetto al 21 aprile, data della prossima seduta di consiglio regionale, in cui sarebbe stato discusso il nostro ordine del giorno sul tema. Sono giornate importanti, queste, per l’accudimento e la semina del terreno. Bene ha fatto dunque il presidente Toti a decidere tempestivamente, recependo la nostra proposta. E’ una decisione di buon senso attesa in particolar modo nel nostro entroterra, dove tante persone rischiavano di vedere compromessa la fatica già profusa e di trovarsi nell’impossibilità di ricavare la verdura e la frutta normalmente utilizzate in famiglia”.

“Ribadiamo infine – concludono i due consiglieri regionali di maggioranza – che recarsi in forma singola ad accudire un orto in campagna non genera assembramento di persone, non costituisce un rischio per la salute pubblica e non si pone in contrasto con le misure di contenimento della diffusione del Covid-19. La coltivazione amatoriale di piccoli appezzamenti di terreno, di piccoli uliveti e vigneti costituisce al contrario una passione salutare per chi la pratica, in particolar modo per le persone anziane”.

Il consigliere regionale del M5S Andrea Melis afferma: “Senza entrare nel merito complessivo del decreto emesso ieri da Toti, nulla osta che si possano coltivare i propri orti anche se non limitrofi o prossimi all’abitazione, sollevo però una forte preoccupazione che ritengo possa essere condivisa dalle amministrazioni locali: ci sembra che la possibilità offerta dal decreto regionale che autorizza la coltivazione di appezzamenti o allevamenti da parte di agricoltori amatoriali, vada in potenziale contrasto con il decreto del presidente del consiglio dei ministri dello scorso 10 aprile 2020, che all’articolo 1 comma a) recita: ‘resta anche vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale comprese le seconde case utilizzate per vacanza’”.

“Ora, nel momento in cui dal proprio domicilio o abitazione si voglia andare nel proprio orto, secondo il decreto di Regione Liguria, va chiarito e distinto: come e che limiti si intendono, ad esempio, anche fuori dal Comune o dal domicilio dove oggi siamo tenuti a rimanere? Perché se non verrà chiarito adeguatamente questo aspetto, è evidente che sarà sempre più difficile per i sindaci e le forze dell’ordine controllare e capire se chi si sta spostando sia realmente autorizzato a farlo e se questo non diventi un modo alternativo per andare nella seconda casa, magari nell’immediato entroterra, e lì rimanervi, generando peraltro un traffico ulteriore che diventa difficile da monitorare. Invito a fare chiarezza su questo aspetto perché pur essendo un’iniziativa sensata, al contempo può trasformarsi in un boomerang dall’effetto opposto se non adeguatamente circoscritta”.

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