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Operatori sanitari morti, Cgil: “Regione smetta di rimpallare responsabilità e tuteli lavoratori”

"Nessuno vuole essere ringraziato per andare a morire da eroe, ciascuno di loro si aspetta di poter lavorare protetto e tornare dai propri cari"

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Liguria. Altre quattro morti fra gli operatori sanitari a Genova, un medico, un’infermiera e due oss solo negli ultimi giorni, l’ultimo stamattina. “Un tragico bollettino in Liguria che ogni giorno vede coinvolti professionisti della sanità ed ospiti di strutture sanitarie – tuonano i rappresentanti della Cgil ligure – Dopo le diffide inviate il mese scorso agli enti gestori che non applicavano le misure di sicurezza, valuteremo di agire in giudizio anche contro le istituzioni che hanno permesso questa ecatombe”.

“Da più di un mese chiediamo alla Regione un cambio di passo per la tutela dei lavoratori nella sanità pubblica e privata – proseguono Maurizio Gualdi e Nicola Dho (rispettivamente segretario generale di Fp Cgile Genova e Liguria) con Igor Magni e Fulvia Veirana (rispettivamente segretario generale Cgil Genova e segretaria Cgil Liguria) – Dieci giorni fa ci hanno promesso atti concreti e l’applicazione integrale del protocollo sulla sicurezza dei lavoratori del mondo della sanità nel suo complesso. Abbiamo invocato maggiore attenzione e protezione per gli operatori e per gli ospiti delle residenze protette e delle residenze sanitarie assistenziali, che sappiamo essere già in condizioni di estrema fragilità. Regione ed Alisa, anziché individuare subito procedure e strumenti efficaci, hanno iniziato uno stucchevole rimpallo di responsabilità. E nel frattempo si perdono ulteriori vite”.

“Ci stringiamo alle famiglie dei lavoratori deceduti, esprimendo il nostro più profondo cordoglio – concludono – Nessuno di loro vuole essere ringraziato per andare a morire da eroe, ciascuno di loro si aspetta di poter lavorare protetto e tornare dai propri cari”.

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