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Luciano Pasquale: “Situazione drammatica, occorrono chiarezza e rapidità. Unire le forze per contare di più”

"Il 4 maggio è vicino, non possiamo farci trovare impreparati. I prestiti sono utili ma bisogna fare attenzione"

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Savona. La Camera di commercio si fa carico di rappresentare le drammatiche istanze di categorie, lavoratori, consumatori di fronte all’emergenza sanitaria ed economica legata al coronavirus. Un tentativo certo non facile, ma che si basa sul fatto di unire le forze per cercare di ottenere di più su due fronti: avere certezze sulle regole per essere pronti alla fase 2 e, ovviamente, ottenere più fondi possibile.

Stamattina si è a lungo riunita la Consulta economica territoriale di Savona della Camera di commercio, di cui fanno appunto parte le associazioni di categorie (anche quelle non rappresentate), lavoratori e consumatori.

Presidente Pasquale, vi siete assunti un ruolo non facile. Quali sono gli obiettivi principali?
“La priorità assoluta è avere al più presto indicazioni precise in vista di quella che sembra essere la riapertura del 4 maggio, perché bisogna prepararsi subito. E si va dall’aspetto sanitario (avere a disposizione mascherine, guanti, misuratori di temperatura) a quelli delle regole e delle risorse”.

Quali sono i settori più in sofferenza?
“Potremmo partire da quello del turismo, con alberghi, stabilimenti balneari, B&B, bar, ristoranti. Ma poi vengono tutti gli altri, artigianato, commercio, trasporto e logistica, manifattura, le industrie insomma, l’edilizia, nel giusto equilibrio tra salute e economia. In estrema sintesi, chiarezza e rapidità per avere una speranza”.

Ma è inutile nascondere che qualcuno, forse molti, non ce la faranno.
“Partiamo con il fatto che la speranza bisogna darla, e bisogna esserne convinti. Non possiamo partire battuti. È aperto il 45 per cento delle imprese, in base ai codici Ateco, ma tutti hanno i costi praticamente immutati ma ricavi ridotti o azzerati. Siamo consci che dovremo trovare un paracadute anche sociale per chi non dovesse farcela. Dobbiamo insieme rappresentare una forza per portare le nostre istanze alle istituzioni locali e nazionali, puntare su digitalizzazione e applicazioni tecnologiche anche in vista della fase 3”.

C’è soprattutto il problema delle risorse.
“Ci troviamo di fronte al noto decreto del presidente Conte sulle garanzie di fronte alle banche, ma bisogna fare attenzione quando si tratta di prestiti, perché prima o poi bisogna restituirli. Bisognerà cominciare a rimborsarli fra due anni in 6 anni, ma quali saranno allora le condizioni delle imprese? Poi oggi è già difficile entrare in contatto con le banche per via delle disposizioni sanitarie a tutela dei loro dipendenti. Tenga presente che praticamente tutti si sono già fatti avanti”.

Ieri, in un’intervista a IVG, il presidente degli albergatori savonesi Angelo Berlangieri ha spiegato che senza risorse, diciamo per chiarezza a fondo perduto, rischiamo di perdere per sempre molte aziende.
“Credo che abbia ragione. Bisogna cercare modalità, tempi e fondi, e non sarà facile, ma bisogna farlo”.

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