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Lettere al direttore

Lo scolaro, il pompiere e il dottore

Di Angelo Giusto

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Correva l’anno (si dice ancora, così?!?) 1979 quando, chi Vi scrive, frequentava la classe quarta dell’allora Scuola Elementare “Francesco Mignone” di Legino.

Qui, tre insegnanti preparati quanto lungimiranti (Maria Pia Brignone, Giuliana Capozza, Giuseppe Lamera) avevano già adottato, da anni, il modello delle “classi aperte a struttura orizzontale”. Sulla carta tre “sezioni”, ma di fatto un’unica grande classe, in cui la nostra “leva” ebbe modo – e dono – di crescere insieme, imparando e frequentando tante attività integrative.

Tra queste, l’incontro con i mestieri (allora c’erano ancora), le arti e le professioni.

In uno di questi incontri, che verrà ripetuto più volte, tanto era stato l’entusiasmo, si presentò un personaggio davvero singolare. Il geometra Michele Costantini, allora giovane “vice Comandante dei Vigili del Fuoco”, così ci venne detto, che ci parlò dell’”Amico bosco”, e di molte altre cose, tra l’interessante e lo sbalorditivo, per noi piccoli innamorati del “camioncione rosso” che vedevamo sfrecciare per le strade!

Sono passati quarant’anni, da quei giorni, e chi Vi scrive nel frattempo è diventato dottore, ed ha avuto, anche lui, dei bambini.

Nel frattempo, però, ha avuto modo (e fortuna) anche di poter lavorare, con quel Pompiere, che ricorderà certamente le tante cose insegnate al giovane dottore, le ore passate insieme, e al freddo, presso la postazione notturna da “Santina”, a Stella, condividendo l’apprensione per il fuoco che avanzava, condividendo come cena le banane (i pompieri durante gli incendi bevono molta acqua, e mangiano banane, energetiche e ricche di sali minerali, perduti con la fatica e il sudore) e condividendo il freddo (non avete idea, probabilmente, di quanto freddo si possa soffrire a pochi metri dal fuoco).

Ricorderà anche quando scrivemmo, a quattro mani, di quei terribili cinque giorni di emergenza a Savona, prima il fuoco poi, devastante, l’acqua…

Ora, sono appunto passati quarant’anni.

Lo scolaro è diventato dottore, il Pompiere è rimasto Pompiere (non si smette mai di esserlo, vero?) e purtroppo, forse per la fretta e le tante cose da fare che caratterizzano i nostri tempi, dagli scolari di oggi non va quasi mai nessun Pompiere a raccontare favole che, di solito, avevano sempre un fondo di verità…

Ma chissà, forse ci saranno di nuovo giorni formidabili, come quelli in cui sapevamo, noi scolari, che quella mattina sarebbe venuto, ancora una volta, a trovarci l’amico Pompiere!

Dr. Angelo Giusto
Medico dell’Emergenza

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