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La ricercatrice cairese Jasmin Ortolan: “A New York situazione surreale, Trump poco razionale e ospedali allo stremo”

Anche nella Grande Mela emergenza mascherine e posti letto, si lavora per fermare il virus

Cairo Montenotte. Il Covid-19 ferma anche uno dei cuori pulsanti del commercio, della finanza e della cultura più importanti al mondo: New York City. Manhattan è deserta, le strade di solito piene di traffico ora sono dominate da un silenzio surreale, i newyorkesi hanno paura, una paura diversa da quella dell’11 settembre che li ha cambiati, ora il nemico è invisibile, silenzioso, ha una forza distruttiva immane e può penetrare nelle case di ognuno di loro. A raccontarci questa paura è la giovane dottoressa cairese Jasmin Ortolan, che da quasi due anni si è stabilita a New York, dove si occupa della ricerca sull’Alzheimer presso The Feinstein Institute for Medical research, un istituto che fa parte di Northwell Health, uno dei sistemi sanitari più grandi di tutto lo stato di New York.

Hai vissuto l’emergenza Coronavirus prima da spettatrice e poi in prima persona. Immagino tu sia stata molto preoccupata dato che la tua famiglia e i tuoi amici vivono in Val Bormida. Il virus ora si sta diffondendo anche negli USA e soprattutto nello stato di New York, dove i numeri del contagio stanno diventando sempre più alti.

“È stata ed tutt’ora è una situazione surreale, sentendo la mia famiglia e i miei amici e seguendo notizie online sapevo che anche per l’America sarebbe stata questione di tempo. Così anche nei weekend antecedenti la chiusura totale delle attività, ho fatto una sorta di distanziamento sociale, anche perché i treni e le metro erano super affollati. Però poi il weekend finiva, la settimana lavorativa iniziava e mi ritrovavo comunque a contatto con persone che avevano vissuto a pieno il weekend. Considerando l’esperienza prima della Cina e poi dell’Italia, si sarebbe potuto giocare d’anticipo, ma così non è stato. In molti mi facevano domande su come stesse la mia famiglia, erano tutti preoccupati della situazione in Italia, cercavo di spiegare che sarebbe successo lo stesso anche qua, ma molti erano increduli. Ora la situazione si è ribaltata, molte persone mi chiamano preoccupate vedendo i contagi degli USA, sono tanti è vero e ce ne saranno molti altri, ma bisogna anche pensare che città come New York hanno una densità di popolazione 5 volte superiore quella di Milano”.

Pensi che Trump abbia sottovalutato la pandemia?

Se devo dirla tutta neanche ora che il virus è in America, Trump pensa in modo razionale, fino a qualche giorno fa voleva avere le Chiese colme per il giorno di Pasqua, ora fortunatamente la quarantena è stata prorogata fino al 30 aprile. Al contrario il governatore Cuomo, che sta facendo un egregio lavoro, ha risposto dicendo che “non è uno sprint, ma una maratona”, risposta breve ma chiara e rappresentativa della situazione”.

In Italia all’inizio è stato panico generale, supermercati svuotati e città lasciate in fretta. A New York la popolazione come sta vivendo la quarantena, ci sono restrizioni severe come da noi?

Le strade sono deserte, il traffico è diminuito e la maggior parte delle persone si comporta bene, chi però deve fare un lavoro ritenuto essenziale deve spostarsi e la maggior parte lo fa prendendo la subway, ecco perché qualche giorno fa 1 milione di persone ha affollato la metro. Non ci sono restrizioni particolari, non ci sono né autocertificazioni né polizia che controlla, tutto è lasciato al buon senso delle persone. Ovviamente come credo in tutto il mondo, si ha paura. Anche in America i supermercati sono stati presi d’assalto ed è difficile trovare carta igienica, disinfettanti e pasta. Molte persone hanno perso o perderanno il lavoro, per questo la richiesta è di non pagare gli affitti almeno per questi due mesi. Sono aumentate le richieste di sussidio di disoccupazione e prima di fine aprile le persone che guadagnano meno di 75.000$ all’anno riceveranno un aiuto di 1.200 dollari”.

Jasmin Ortolan Cairo

Anche perché il sistema sanitario americano è privato e non tutti possono permettersi le cure…

Molti americani non dispongono di un’assicurazione sanitaria e credo che molte persone anche adesso durante il Covid-19 evitino di sottoporsi ad assistenza medica per paura del costo. Sarà interessante vedere che ruolo giocherà il Coronavirus proprio ora che siamo in piena propaganda elettorale con Bernie Sanders che spinge per avere un’assistenza sanitaria universale… e in questo caso il Covid-19 aiuta nel giustificarne la necessità”.

Lavori in un importante ospedale newyorkese, come è organizzata ora la ricerca? Anche lì c’è carenza di posti letto, materiale e attrezzature sanitarie? In Italia si soffre l’emergenza mascherine, in molti hanno optato per realizzarle faidate, ma il problema più grande è che mancano a dottori e infermieri.

Il lavoro è stato ridotto al minimo, solo una persona per laboratorio può avere accesso all’istituto, abbiamo colonie murine numerose che non possono esser trascurate ed è stato suggerito a tutti lo smart working. Per quanto riguarda le mascherine, molti non le indossano perché non le trovano e anche chi lavora negli ospedali che, al momento sono colmi di pazienti, si aggiusta un po’ come riesce, altri non le indossano perché tanto dicono di stare bene. Io non sono d’accordo, so che è difficile trovarle, ma dovrebbero essere obbligatorie per tutti, io stessa potrei esser inconsapevolmente positiva da Covid-19 ed esser una fonte di ampissimo contagio se non indossassi la mascherina grazie alla quale posso proteggere me stessa e le altre persone, non mi sto riferendo solamente al tossire o starnutire ma anche semplicemente parlando o respirando vengono emesse all’esterno droplets, ‘goccioline’ dal tratto respiratorio. I posti letto in ospedale sono meno della richiesta soprattutto ora che i numeri sono incrementati, però sono stati adibiti alcuni ospedali provvisori, ad esempio è arrivata una nave ospedale militare con circa 1.000 posti letto e il Javits Center, struttura usata solitamente per i congressi, è stato adibito a ospedale, anche molti hotel rinomati si sono offerti per mettere a disposizione le camere ad uso ospedaliero. Stessa cosa anche per i respiratori, Tesla ne ha donati un centinaio, ne servirebbero molti di più almeno 30.000, perché si aspetta che il numero dei contagi aumenterà nei prossimi giorni”.

Jasmin Ortolan Cairo

Situazione tamponi, in Italia c’è molta polemica, ormai dato il numero di casi vengono effettuati soltanto a pazienti sintomatici, in America come funziona?

Ci sono stati dei ritardi, basti pensare che nello stato di Washington il primo caso è stato il 20 gennaio e fino al 24 febbraio non si era ancora pronti con i test. All’inizio di marzo si sono iniziati a fare i tamponi ma ancora pochi erano disponibili, ora vengono controllate quasi 100.000 persone al giorno, si è partiti troppo tardi. Nell’istituto dove lavoro, una parte è stata dedicata proprio alla realizzazione dei tamponi alle persone asintomatiche, in modo tale che si limitino assembramenti di persone e il pronto soccorso dell’ospedale possa dare la priorità a coloro che sono in condizioni più gravi. In città ci sono molti urgent care che fanno i tamponi, alcuni ti permettono di effettuare il test senza dover scendere dalla macchina. In alcuni casi non iniziano le procedure se non hai una dichiarazione del tuo medico, in altri invece puoi andare prenotando online. Tutto varia da stato a stato e dal numero di casi, se uno stato al momento ha 53.000 casi cercherà di limitare i tamponi sulle persone che hanno sintomi lievi, rispetto ad uno stato che ha 10.000 casi”.

Essendo del settore, a che punto è la ricerca in America per debellare il virus? Sono stati testati alcuni farmaci che hanno avuto delle risposte positive sui contagiati?

Si stanno facendo dei trials clinici con la clorochina e idrossiclorochina. La clorochina è stata utilizzata per il trattamento della malaria e della chemioprofilassi, mentre l’idrossiclorochina è anche usata per trattare l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso. Entrambi i farmaci hanno attività in-vitro contro la Sars-CoV, Sars-CoV2 e altri coronavirus. Però l’idrossiclorochina ha una maggior efficacia contro Sars-CoV2, il virus che causa proprio il Covid-19. Si sta dunque testando l’idrossiclorochina da sola o in combinazione con l’azitromicina, antibiotico usato per trattarle infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori. A breve partirà un trail che andrà ad utilizzare il plasma, ovvero la parte liquida del sangue, dei convalescenti contro il coronavirus. L’obiettivo è quello di sfruttare i preziosi anticorpi presenti nel sangue di chi ha già combattuto e vinto la malattia, per favorire il recupero di altri malati. Il vantaggio di utilizzare il plasma dei convalescenti è dato dalla sua immediata reperibilità, rispetto a nuovi trattamenti farmacologici e vaccini che devono essere sperimentati a lungo prima di dimostrarsi sicuri ed essere approvati. Mi auguro che il duro lavoro dei ricercatori che si espongono al virus in laboratorio ogni giorno porti i risultati sperati. Non è una gara a chi trova prima una cura, ora tutti i paesi devono collaborare e condividere le proprie ricerche”.

E per concludere una domanda personale… In questo momento, cosa ti manca di più?

Non me lo sarei mai aspettata, il caos di Time Square, sempre super affollato prima mi infastidiva, ma ora mi manca così tanto. Non vedo l’ora che si torni alla vita di sempre senza dover evitare le persone per strada e soprattutto tornare (per me in Italia) ad abbracciare coloro che amo di più. Alla fine di tutti questi giorni di distanziamento sociale scopriremo, anche se in fondo già lo sapevamo, quanto un abbraccio sia terapeutico”.

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