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La discesa in campo di Alex Del Piero

Lo speciale del ct Vaniglia

L’urgenza di prendere provvedimenti e misure ha comportato il ritorno sulla rampa di personaggi famosi che hanno promosso iniziative e a a cui è stato chiesto un autorevole parere. Tra questi l’indimenticabile eroe della Juventus e della Nazionale Alessandro Del Piero.

Ritiene che il calcio sarà ridimensionato? “Credo proprio di sì, perché ci dovrebbe essere una ristrutturazione obbligatoria. Ogni crisi tocca qualsiasi obbligatoriamente argomento,compreso quello calcistico. Oggi ci sono in ballo tantissimi soldi e mi auguro che le persone incaricate possano fare delle scelte giuste, ma le grandi squadre sopravvivranno in qualche modo”.

Così Alessandro Del Piero si è espresso l’ex bianconero e azzurro per parlare della situazione dell’Italia, della raccolta contro il coronavirus organizzata dai Campioni del mondo del 2006 e di come cambierà il calcio dopo la pandemia.

“Il problema vero saranno le squadre più piccole, quelle che vanno avanti con il volontariato – spiega l’ex capitano della Zebra – sarà complicato perché non ci troviamo a parlare di un problema calcistico ma di un problema di vita, di quella che è la nostra vita quotidiana, il nostro lavoro”.

“Bisogna fare delle scelte molto oculate e giuste sperando che tutto torni come prima e che il calcio continui ad essere prima di tutto un divertimento”.

Sul possibile ritorno agli allenamenti in tempi relativamente brevi ha chiosato così: “Bisogna trovare soluzioni ottimali per tornare ad allenarsi, ma serve anche aspettare le decisioni dei medici e dei governi. Alcune società hanno i dormitori, altre no. Si potrebbero rischiare altri futuri contagi. Non è facile da valutare, ma dopo la priorità della salute c’è quella dell’economia. E quella del calcio rappresenta una parte importante, non solo dal punto di vista economico ma anche per i tifosi. L’inizio sarà durissimo, sicuramente a porte chiuse, e andranno studiati bene formule e calendari. Sperando che si possa tornare alla normalità il prima possibile”, ha concluso Del Piero.

Come sarà il calcio dopo questa pandemia? gli è stato chiesto. “Dovrà necessariamente cambiare perché non può continuare a far finta di appartenere a una realtà parallela.Io sono arrivato e nella mia carriera so’ di aver guadagnato molto, molto bene, più della generazione precedente che annoverava campioni come Maradona, Platini e Baggio, quindi la crescita di un sistema è naturale. È vero che oggi si toccano delle cifre incredibilmente alte, impensabili quando eravamo noi calciatori. Sarà ridimensionato? Credo proprio di sì, perché ci dovrebbe essere una ristrutturazione obbligatoria. Bisognerà fare delle scelte molto oculate e giuste sperando che tutto torni come prima e che il calcio continui ad essere prima di tutto un divertimento. Onestamente è un grande punto di domanda, non si può rispondere subito, vedremo come si evolverà” ha concluso Del Piero evidenziando che: “La decisione sulla ripartenza del campionato in ogni caso non spetta alle società di calcio, bensì ai medici e al governo“.

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