IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

I sindaci savonesi scrivono alle istituzioni: “Inserire le attività silvoforestali tra quelle essenziali”

Ben 56 primi cittadini hanno inviato una lettera a governo e Regione

Provincia. Inserire le le attività silvoforestali tra quelle essenziali e perciò non soggette al “blocco” governativo. E’ questa la richiesta che il sindaco di Calizzano e presidente della Provincia, Pierangelo Olivieri, ha avanzato (anche a nome di 55 suoi colleghi) al ministro dell’economia e dello sviluppo economico, al ministro dell’agricoltura, alla Prefettura di Savona, ai parlamentari liguri, al comando regionale e provinciale dei carabinieri forestali, al presidente della Regione Giovanni Toti, all’assessore all’agricoltura Stefano Mai e a tutta la giunta e al consiglio regionale.

Le attività in questione sono quelle classificate con codice Ateco 02 (che indica la “silvicoltura ed utilizzo di aree forestali” compresa la produzione di legna da ardere 02.20.00), Ateco 16 (cioè “fabbricazione di prodotti in legno” compresa la conservazione, taglio e essiccazione del legname); e Ateco 46.12.02 (che indica il “commercio di combustibili solidi”, cioè legna da ardere).

“Nella complessità e cogenza di questo complicatissimo periodo – si legge nella lettera inviata da Olivieri alle istituzioni – nel nostro ruolo di primi rappresentanti delle istituzioni sul territorio ci è stata sottoposta, da diversi esponenti del settore silvocolturale, la questione e le problematiche conseguenti alla non previsione della loro attività tra quelle consentite dalla disciplina emergenziale e dalle disposizioni di restrizione. Il settore silvocolturale nel nostro territorio rappresenta un importante e significato ambito di lavoro e produzione, per numero di aziende (per la pressoché totalità in forma di imprese individuali e piccole) e di soggetti coinvolti ed interessati sia direttamente che indirettamente, parte di una filiera che interessa come fruitori finali sia i singoli privati, sia i settori commerciali e produttivi sia agricoli, che artigianali, che edili, che industriali (legna da ardere, cippato, ingegneria ambientale, imballaggi, semi lavorati complessi ecc) . In quanto tale detto settore e le relative attività sono sottoposte sia naturalmente che per previsioni normative a stagionalità ed ad ciclo produttivo continuo (accesso al bosco per il taglio in determinati periodi in base alle tipologie forestali, nonché in base alle situazioni meteorologiche, lavorazione e stagionatura, richieste specifiche dei fruitori finali in determinati periodi dell’anno)”.

“Alla luce di ciò, la sospensione protratta di questo comporto porterebbe ricadute negative sia dirette che indirette sotto il profilo economico, ma anche in quello ambientale con riferimento alle aree di lavorazione ed intervento (il nostro territorio è interessato da molti interventi forestali che in questa fase dell’anno si trovano nella fase conclusiva di abbattimento ed esbosco, ovvero raccolta e trasporto fuori dalla superficie boschiva di materiale legnoso, cui fa seguito la raccolta della ramaglia, la permanenza a terra dei quali in fase di essiccazione porterebbe ad aumentare il rischio di incendio nei periodo estivi più soggetti). Bisogna aggiungeer che le attività forestali, per motivi di sicurezza sul lavoro e per la loro stessa natura, sono svolte di per sé da maestranze che operano in un vasto ambiente aperto e largamente distanziate tra loro, in modo tale da garantire automaticamente tutte le misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica in atto”.

Secondo Olivieri e gli altri sindaci del savonese sottoscrittori della lettera “l’allegato 1 del Dpcm consente tra le altre attività dei codici Ateco 16.24.20 (cioè ‘fabbricazione di imballaggi in legno’) e 46.2 – (cioè ‘commercio all’ingrosso di materie prime agricole’ in cui può essere inclusa la legna ed il legname), mentre all’articolo 1, comma 1 lettera E) indichi come comunque consentite quelle che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, il cui articolo 2 comma A definisce tali: ‘l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessità, nonché la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi’”.

Per questo motivo, i sindaci chiedono che “le attività silvoforestali di cui ai codici Ateco 02, 16 e 46.12.02 vengano inseriti con necessaria speditezza tra quelle essenziali ed assentite in questo contingente periodo di emergenza”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.