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Effetto Coronavirus nel savonese, l’aggiornamento dell’Istat: a marzo decessi cresciuti del 48%

Tuttavia, nei primi tre mesi del 2020, il numero dei morti è inferiore alla media. L'indagine è stata allargata a 7 Comuni, fino al 28 marzo

Savona. Un contributo fattivo per comprendere il reale impatto dell’epidemia di Covid-19 in Italia, in termini di mortalità, lo sta dando l’Istituto Nazionale di Statistica che oggi ha diffuso una seconda raccolta di dati anticipatori del 2020 sulla base del sistema dell’anagrafe nazionale della popolazione residente.

I dati odierni sono più attendibili rispetto alla precedente rilevazione, sia perché i Comuni presi in esame sono saliti a 1.450 (sui 7.904 complessivi), sia perché il lasso di tempo preso in considerazione è maggiore: dall’1 al 28 marzo, comprendendo quindi il periodo in cui, secondo i dati della Protezione Civile, si è raggiunto il picco dei decessi (toccato il 27 marzo).

Ebbene, gli effetti del virus in termini di eccesso di mortalità appaiono evidenti: nei Comuni che hanno fornito i dati, nel 2019, nei primi 28 giorni di marzo, erano morte 14.603 persone (6.743 maschi e 7.860 femmine); nello stesso periodo del 2020 i decessi sono stati 29.565 (15.398 maschi e 14.167 femmine). Un aumento di 14.962 unità, pari al 102%. Più che raddoppiati.

Fino a tale data, su tutto il territorio nazionale, le morti con il Coronavirus quale concausa erano ufficialmente 10.023; un numero che, pertanto, appare decisamente sottostimato.

Per quanto riguarda la provincia di Savona, cresce il numero di municipalità esaminate: sono 7, per un totale di 101.665 residenti (al 30 novembre), ossia il 37% del totale. L’incremento della mortalità non è rilevante come quello nazionale, ma comunque significativo: si passa dai 109 deceduti del 2019 ai 161 del 2020: più 48%. Lo scorso anno erano morti 45 maschi e 64 femmine; quest’anno 79 maschi e 82 femmine.

A Savona i decessi sono stati 90 (lo scorso anno 68), segnando un più 32% nel periodo; a Loano 18 (nel 2019 erano stati 11), pertanto il 64% in più; ad Alassio 20 (contro i 14 del 2019) cioè il 43% in più.

Aumento più marcato a Quiliano, con 14 decessi (4 lo scorso anno) per un più 250%; ad Andora sono stati 8 (erano 5 nel 2019) segnando un più 60%.

Meno significati, per le loro dimensioni, ma comunque allineati i dati di Millesimo con 8 morti (contro i 7 del 2019) per un più 14% e Cisano sul Neva con 3 decessi (lo scorso anno non ce n’erano stati).

Le perplessità, perciò, sorgono anche per il Savonese: il bilancio ufficiale aggiornato al 28 marzo parlava di 358 morti in tutta la regione; alcune decine, quindi, in provincia. I 52 decessi in più rispetto allo scorso anno, in proiezione sull’intera provincia, diventano 141. Non è possibile operare confronti certi, ma è dunque possibile che una buona parte delle persone uccise da Covid-19 non vengano censite.

La certezza è che il fenomeno si è manifestato solamente nel mese di marzo. L’Istat, infatti, per gli stessi comuni, ha pubblicato i dati che vanno dall’1 gennaio al 28 marzo.

Ad Alassio, Andora, Cisano sul Neva, Loano, Millesimo, Quiliano e Savona si sono avuti 400 decessi nel 2020, contro i 396 del 2019, i 418 del 2018, i 415 del 2017, i 362 del 2016, i 421 del 2015.

Considerando gli ultimi 6 anni, dunque, almeno fino alla data dell’aggiornamento, quello in corso ha una mortalità complessiva in linea con i precedenti.

L’incremento della mortalità complessiva osservato nel mese di marzo, perciò, rappresenta una brusca inversione di tendenza dell’andamento della mortalità giornaliera dei mesi di gennaio e febbraio 2020. Nei primi due mesi del nuovo anno, infatti, i decessi erano stati inferiori al numero medio osservato nello stesso periodo nel 2015-2019. Un fenomeno che può ritenersi attribuibile al ridotto impatto nei primi due mesi dell’anno dei fattori di rischio stagionali (condizioni climatiche ed epidemie influenzali). Ciò spiega come mai, se si considera il complesso dei decessi dall’1 gennaio al 28 marzo 2020, in diversi comuni non si ravvisa un aumento, ma piuttosto una diminuzione del numero dei morti, rispetto al dato medio dello stesso periodo degli anni 2015-2019.

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