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“Dopo i decessi per Covid-19, la morte degli imprenditori”: lo sfogo di Sybil Carbone, l’alassina di Hell’s Kitchen

Dietro di lei, la serranda chiusa del suo negozio in centro a Roma: il filmato ha già fatto il giro d'Italia

Alassio-Roma. “Dopo i decessi per Covid-19, la scia non si fermerà e proseguirà con la morte di migliaia di imprenditori”. È questo il pensiero forte che riassume il video-sfogo di un’imprenditrice alassina che, da qualche anno, vive e lavora a Roma, dove ha aperto un’attività nel mondo del food legata alle tradizioni liguri. 

Si tratta di Sybil Carbone, titolare di “LiguriAtHome” nella Capitale e volto noto della trasmissione targata Sky “Hell’s Kitchen”. Ieri è stata protagonista di un filmato, un video-selfie sull’attuale situazione delle piccole e medie imprese italiane, come la sua. 

Un video forte, che ricalca per temi e toni quello realizzato da un ristoratore di Firenze nei giorni scorsi. Entrambi, in breve tempo, hanno fatto il giro d’Italia e racchiudono sentimenti tanto autentici quanto drammatici. 

“In questo momento sono arrabbiata, delusa e affronta. Dietro di me c’è la serranda del mio negozio, chiusa, – inizia così il video-sfogo di Sybil. – I miei clienti sanno che spendevo tutto il giorno qui dentro ed era come un figlio questa attività per me. Ho sacrificato tante cose della mia vita per starci dietro e chi ha attività come questa la mette al primo posto e perde anche cose importanti”. 

“Poi arriva il Coronavirus e ti fa riscoprire altre cose, ti fa stare a casa. Queste cose mi hanno fatto bene, ma è una ‘vacanza’ che non puoi tirare avanti a lungo, facendo finta che il mondo fuori non esita: ad un certo punto bisogna fare i conti con la realtà”. 

“All’inizio pensi: si deve risolvere, per forza questa cosa si deve risolvere e si risolverà bene: siamo tutti in questa situazione e non possiamo fallire tutti. Poi aspetti. Aspetti questa soluzione che però non arriva, ma arrivano i problemi, quelli sì, e sono sempre di più. Quando riapriremo, nulla sarà come prima e avremo anche dei debiti in più”. 

“Poi arriva Conte e ti dice che ‘ha pensato a noi’ e ci fa il decreto liquidità così le aziende potranno avere finanziamenti a basso interesse, lunghi e che lo Stato metterà le garanzie per aiutarci. E aspetti ancora giorni e giorni. Non discuto se sia giusto o meno che lo Stato si faccia da garante piuttosto che erogare direttamente liquidità perché non posso saperlo, non è il mio mestiere”. 

“Ma chi fa commercio sa che ottenere finanziamenti non è cosi semplice.Guardo il sito e ti spiega che ci sono 4 step ‘semplicissimi’ per ottenere i finanziamenti se non fosse che già il primo di step è tutto fuorché semplice ed è dove si blocca tutto anche per me. ‘Fai la richiesta alla tua banca di fiducia che entrerà in contatto con noi e noi faremo da garante’ dice”. 

“Peccato che ancora prima del del Covid-19 la gran parte delle banche davanti appuntamenti per i finanziamenti fino a 20 giorni e non c’erano certe le richieste di adesso. Oggi quando vedrà il finanziamento? Forse tra 3 mesi”. 

“Pratica ‘snella e veloce’ l’hanno definita, ma non la è: ci vorranno preventivi per giustificare i soldi in prestito. Se otterrò tra 3 mesi i soldi, avrò già chiuso il negozio e come me anche la maggior parte degli artigiani, dei commercianti e dei ristoratori italiani. Non possiamo andare avanti senza flusso di cassa”. 

“Quando ho sentito il discorso di Conte sono andata a dormire serena a e tranquilla, salvo poi svegliarmi in un incubo. Io probabilmente quei soldi non li vedrò mai perché quando ci saranno avrò già chiuso il negozio per evitare di accumulare debiti su debiti”. 

“Dopo i morti per il Covid-19 ci sarà la morte degli imprenditori. Io se chiuderò troverò un altro lavoro probabilmente, ma ci sono imprenditori che hanno decine di famiglie sotto di loro, hanno responsabilità verso terzi e tanti finiranno per suicidarsi, è già successo anche in passato, per la disperazione”.

“Sono lasciati a se stessi. È possibile che questa serranda alle mie spalle non si rialzerà più. Il rischio dell’imprenditore esiste e c’è sempre, ma deve dipendere dall’imprenditore stesso, non da situazioni come questa. Lo Stato dovrebbe fare da garante, dovrebbe prendersi cura di noi, il Made in Italy è fondamentale in ogni settore e andrebbe tutelato ma sembra non importare a nessuno”. 

“Ho paura perché davanti a me vedo tutto questo. Forse era destino che finissimo per essere sorbiti da multinazionali. Non la comprerete più da me la focaccia ligure, ma la troverete impacchettata in qualche supermercato o grande catena”. 

“Colao, il manager scelto da Conte, ha sempre lavorato per le multinazionali. Il loro interesse è che spariscano le piccole e medie imprese che formano il tessuto sociale e economico dell’Italia e che si crei un mercato unico di multinazionali che vendono i loro prodotti omologati in tutto il mondo. Non ci sarà più un cittadino italiano, ma un consumatore mondiale. Non gli interessa del mio negozio, della mia focaccia, dei miei clienti, che per me erano una famiglia. A loro interessa avere meno problemi e più profitti”. 

“Migliaia di persone non avranno più da lavorare, da dare da mangiare ai figli, da pagare l’affitto, il mutuo e le tasse: queste persone che rappresentano l’Italia come faranno a gestire tutto questo? Situazioni così portano alla delinquenza. Attraverso questo video non otterrò di certo il finanziamento del Governo e non l’ho fatto con questa intenzione. Ho sempre pensato che se uno si impegna nella vita e ci mette passione può sempre ottenere qualcosa, ma oggi ho imparato che non è cosi, che non basta”. 

“Io spero solo di riaprire un giorno, di rivedervi qui (rivolta ai suoi clienti e amici). Ma se non sarà così, sappiate che non è stato per colpa mia”, ha concluso con comprensibile amarezza Sibyl. 

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