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Crolla ponte tra Liguria e Toscana, le reazioni della politica: “Sconcertante. Riporta alla mente il Morandi” fotogallery

Benché il ponte si trovi in Toscana, è situato a poche centinaia di metri dalla Liguria

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Regione. Crolla un ponte sul fiume Magra, in Toscana, lungo la strada provinciale 70. Accade a pochi passi dal confine ligure e la mente non può che riportare alla una delle tragedie più grandi della storia del Paese e, nello specifico, della Liguria e di Genova: il crollo del Ponte Morandi.

E, nel giro di poco tempo dall’accaduto, sono cominciate ad arrivare alla nostra redazione le prime reazioni di stampo politico sull’accaduto. 

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, afferma: “Le immagini del ponte crollato ad Albiano Magra, in provincia di Massa Carrara, ci lasciano senza fiato. E dimostrano ancora una volta che la manutenzione delle infrastrutture deve diventare una priorità assoluta per il nostro paese. La protezione civile della Liguria ha subito offerto tutto il supporto possibile alla Toscana, a cui va la solidarietà dei liguri per un dolore che purtroppo conosciamo bene. Fortunatamente solo una persona è rimasta lievemente ferita, ma trovo inaccettabile che a due anni dal crollo del ponte Morandi nel nostro paese ci siano ancora cantieri rallentati da una burocrazia che sta diventando la vera nemica degli italiani. Servono subito controlli e manutenzioni su tutte le nostre strade, viadotti, gallerie. Quante altre immagini come queste ci vogliono per capirlo?”

Queste le dichiarazioni di Alice Salvatore dell’M5S: “Ancora una notizia sul crollo di un ponte stavolta sul fiume Magra, ad Albiano, tra Aulla e Bolano. Le immagini ci riportano immediatamente alla tragedia del Ponte Morandi di Genova, e purtroppo siamo di nuovo qui a ragionare su una possibile tragedia che è stata evitata per pura casualità. Il nostro paese continua a essere martoriato da infrastrutture scadenti, con poca manutenzione, che crollano improvvisamente mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini”.

“È evidente la responsabilità di coloro che continuano a rimandare e a tergiversare su un importante aggiornamento delle nostre infrastrutture. Questo è il risultato della classica politica che si incarta su se stessa e si muove nelle sabbie mobili della convenienza e del rimpallo delle responsabilità, impedendo puntualmente di risolvere le situazioni con celerità. Mentre una parte della vecchia politica continua a parlare, e trova ogni modo per prendere tempo, per non risolvere, per non attribuire le responsabilità a chi ce le ha, le infrastrutture crollano e la vita dei cittadini e continuamente messa a repentaglio”. 

“Purtroppo sembra che dalla tragedia del Ponte Morandi poco sia cambiato: siamo di nuovo qui a chiedere un cambio di passo, e a pretendere nuovi controlli e aggiornamenti per tutte le infrastrutture. È evidente che i tavoli non bastano più, le discussioni stanno a zero e bisogna subito intervenire sul campo. E non si dica che c’è bisogno di una mappa delle infrastrutture più delicate, ogni Regione conosce perfettamente le urgenze infrastrutturali su cui bisogna lavorare il prima possibile. Per cui si agisca al più presto e si comincino immediatamente i cantieri per mettere tutto in sicurezza. Non vuoti, come sono stati più volte segnalati dai cittadini, ma con 3 turni di 8 ore al lavoro ininterrotto. Basta feriti, basta morti, basta crolli”.

Di seguito, la nota del deputato genovese Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu: “Il ponte di Caprigliola, che collega Santo Stefano Magra ad Albiano, è crollato poco fa. Apprendo questa tragica notizia confidando che, come al momento mi giungono aggiornamenti, non vi siano vittime. Al momento si è a conoscenza di un solo ferito, un corriere. Vivo con ansia e preoccupazione questa fase in cui i soccorsi sono al lavoro per accertare l’entità di questo disastro”. 

I deputati di LeU Federico Fornaro e Luca Pastorino hanno presentato una interrogazione al ministero dei trasporti Paola De Micheli: “Quanto accaduto oggi con il crollo del ponte sul fiume Magra evidenzia l’urgenza di attuare un piano straordinario di verifica e di manutenzione alle infrastrutture del nostro Paese. Per fortuna sul ponte non c’era il solito traffico quotidiano, a causa delle restrizioni sugli spostamenti legate all’emergenza Covid-19, altrimenti sarebbe stata una strage. Ma la cosa più grave, è che ad Anas erano state segnalate da tempo le criticità e a seguito di alcuni controlli, vennero escluse situazioni di pericolosità tali da compromettere la sua funzionalità statica e di conseguenza non furono giustificati provvedimenti emergenziali.”

“La ministra De Micheli assuma tutte le iniziative per accertare al più presto le responsabilità di quanto accaduto e predisponga, di concerto con le amministrazioni locali, un piano straordinario di controllo e di messa in sicurezza delle infrastrutture del nostro territorio nazionale e, in particolare, dei territori fortemente colpiti da eventi alluvionali”.

Queste le dichiarazioni dei segretari generali Uil Liguria e Uil Toscana, Mario Ghini e Annalisa Nocentini: “Apprendiamo con sconcerto del crollo del ponte di Albiano che collega la provincia di La Spezia a quella di Massa Carrara. Dopo la tragedia del ponte Morandi si riaffaccia, con tutta la sua drammaticità, la paura per l’incolumità delle persone, i dubbi sulla sicurezza delle nostre infrastrutture e la consapevolezza del duro percorso che si dovrà intraprendere per ripristinare il viadotto. Restiamo in attesa di comprendere la causa del cedimento e rimaniamo a disposizione di lavoratori e cittadini per quanto concerne il supporto sui due territori. Tragedia si somma a tragedia, chiediamo alle istituzioni di chiarire quanto prima i fatti e di aprire nuovamente un’unità di crisi sulle infrastrutture regionali. Non possiamo assistere inermi al crollo di opere indispensabili e necessarie per la vita quotidiana delle persone, dobbiamo avviare una rapida analisi su tutte le opere infrastrutturali del Paese perché non si può giocare con la fortuna per salvaguardare la vita dei cittadini come è accaduto oggi”.

La senatrice spezzina della Lega Stefani Pucciarelli e il deputato della Lega Lorenzo Viviani dichiarano: “Poteva essere una tragedia e dobbiamo arrivare a ringraziare che siamo in piena emergenza Covid-19 se il bilancio del crollo è di un solo ferito, per altro lieve, a cui va tutta la nostra vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione. Come sappiamo bene, il Ponte di Albiano è, normalmente, molto trafficato da auto private e da mezzi pesanti che si spostano nella zona della Lunigiana, al confine tra La Spezia e Massa Carrara. Inoltre, a fine 2019, aveva creato apprensione la comparsa di una crepa in una parte dell’infrastruttura e si era attivata Anas, gestore della strada, per un intervento che avrebbe dovuto mettere in sicurezza il ponte. Evidentemente così non è stato, il sistema dei controlli non ha funzionato come avrebbe dovuto. È urgente che, come chiediamo da tempo, il monitoraggio delle infrastrutture sia attuato con sistemi davvero efficaci, tecnologici, che non lascino spazio a discrezionalità, e che per la ricostruzione e interventi di manutenzione sia attivato il modello Genova, tanto sbandierato dal governo e di fatto rimasto lettera morta”.

Raffaella Paita, deputato di Italia Viva: “Il crollo del ponte di oggi altro è un fatto grave. Ormai da mesi avevamo avanzato interrogativi sul numero delle ispezioni alle infrastrutture italiane effettuate dall’Anas e presentato un’interrogazione sul tema. La vera questione è: quanti sono i ponti in Italia che rischiano di fare la stessa fine? Più di un mese fa con un’interrogazione avevo posto il problema delle ispezioni dell’Anas. Avevamo per questo chiesto un’estensione dell’attività ispettiva e anche un monitoraggio. L’unica soluzione per impedire dei veri e propri disastri (perché se un crollo come quello di oggi si verifica con flussi di traffico normali, si rischia una carneficina) è rinnovare a tappeto le infrastrutture come previsto dal Piano Shock di Italia Viva”.

“Il Piano Shock permetterebbe, per esempio, di realizzare finalmente, e in tempi rapidi, la variante di fatto al ponte crollato già finanziata dal governo Renzi (ponte Ceparana-Santo Stefano), che permetterebbe di bypassare il ponte e anche decongestionare la circolazione delle cittadine interessate. L’episodio odierno fa sorgere anche pesantissime perplessità se sia opportuno, in caso di revoca delle concessione ad Autostrade , di affidare ad Anas la gestione della rete autostradale italiana”.

Matteo Bellegoni, segretario regionale della Liguria del Partito Comunista Italiano: “Il crollo del ponte che collega Albiano Magra e bassa Val di Vara con Santo Stefano di Magra ed Aulla, agli onori delle cronache e delle polemiche degli ultimi mesi a fronte di crepe più volte segnalate dagli automobilisti per cui era intervenuta Anas non più tardi di qualche mese fa rilasciando poi parere positivo circa la sua funzionalità, era purtroppo annunciato”.

“Già da anni la manutenzione al ponte presentava notevoli criticità sempre, purtroppo, sottovalutate e affrontate con la solita evidente superficialità; è solo per la limitazione alla circolazione dovuta al terribile periodo che stiamo affrontando in riferimento all’emergenza legata al Covid-19 che non siamo qui a piangere delle vittime. Vengano accertati al più presto i responsabili di questo scempio nella speranza la giustizia faccia il suo corso”.

“Il ponte, inaugurato nel 1908, rientrava tra le grandi opere che all’epoca erano assolutamente necessarie ed erano rimaste molto importanti, fondamentali per il territorio ma se, negli anni, non vengono poi effettuati, o vengono ridotti al lumicino, gli interventi di manutenzione, il nostro finisce per diventare un Paese nel quale è sempre più pericoloso vivere. Da troppi anni infatti gli investimenti a favore delle opere di messa in sicurezza e custodia dei sistemi stradali, ferroviari, idrici e urbani sono limitati, al punto che i soggetti competenti non hanno più risorse per effettuarle con disastrosi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Invece di pensare a nuove autostrade e ferrovie veloci sarebbe il caso di pensare alla dotazione di un utilizzo in sicurezza dei servizi pubblici già esistenti. Il declino italiano passa e si misura anche e soprattutto in questo”.

“È oggi più che mai necessario un indirizzo di risorse pubbliche a favore delle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture del Paese. Quando è in gioco la vita delle persone non si può pensare a tagli e austerità”, conclude.

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