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Coronavirus, Toti: “Proseguono test nelle Rsa, a oggi 85% degenti e 91% dipendenti negativi al Covid”

Sul bonus tablet: "Il fondo per la scuola pubblica si somma a quello statale, quello per le paritarie è per non escludere nessuno"

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Liguria. “I numeri di oggi confermano un trend che vediamo da alcuni giorni. La situazione si sta alleggerendo: abbiamo sfiorato i 200 ricoverati in terapia intensiva, ora sono praticamente dimezzati. Questo è il frutto delle procedure e delle misure di distanziamento sociale che, pur faticose per l’economia e per le persone, stanno dando i loro frutti. Dobbiamo continuare a rispettarle con grande rigore: farlo è fondamentale per avere un margine consistente perché, quando inizierà la fase 2, non si verifichi un incremento straordinario di malati”. Il presidente di Regione Liguria fa il punto sulla situazione coronavirus.

“Sulle Rsa – aggiunge Toti – sappiamo che si tratta di un fronte caldo e importante, ma proprio per questo Regione Liguria sta dirottando risorse su questo settore, anche se si tratta, per la maggior parte, di realtà private. Siamo già intervenuti sia dal punto di vista delle procedure sia da quello del personale. Infatti, operatori sanitari arrivati tramite la Protezione civile stanno già lavorando nelle strutture della Liguria, e altri se ne aggiungeranno domani, assieme a medici e infermieri della nostra rete sanitaria già al lavoro. Da parte nostra, infatti, avevamo chiaro fin da subito che quello delle Rsa sarebbe stato un ambito delicato e a rischio, e proprio per questo le nostre prime indicazioni in materia risalgono addirittura al 25 febbraio, ben prima di quelle governative”.

“Oltre a questo – prosegue Toti – la Liguria è stata la prima regione a effettuare i test sierologici in modo così estensivo nelle Rsa, sia sugli ospiti sia sul personale. A oggi sono state testati circa 12mila tra pazienti e dipendenti sui 20mila totali. Dai campioni analizzati fino ad ora l’85% dei degenti e il 91% del personale è Covid negativo. Sono invece 10mila i test sierologici sugli operatori sanitari della Liguria: circa il 96% è risultato negativo, a conferma di come non esista alcuna infezione nosocomiale di rilievo, un fatto che, assieme all’enorme sforzo riorganizzativo della nostra sanità, ha permesso – conclude Toti – che nessuno sia mai stato privato delle cure più appropriate di cui avesse bisogno. Questo è il nostro più grande orgoglio”.

“In questa fase – prosegue l’assessore alla Sanità Sonia Viale – stiamo cominciando a lavorare su un ritorno a una rimodulazione diversa dell’offerta ospedaliera, che ha visto una profonda trasformazione per far fronte al Covid. L’espansione dei posti letto per poter accogliere tutti coloro che ne hanno avuto bisogno è stata possibile comprimendo le attività di elezione dei diversi ospedali: ora è il momento di agire per un progressivo ripristino delle attività di elezione, sempre però ragionando in termini di sistema come è stato fatto per il Covid, come se la Liguria avesse un unico, grande ospedale. Entro la fine del mese vedremo i primi segnali tangibili e concreti di questo percorso”.

“Sulle Rsa – aggiunge Viale – è necessaria una precisazione: a metà marzo avevamo caldeggiato le dimissioni protette dagli ospedali, ma a casa, non nelle case di riposo, creando proprio un percorso mirato a proteggere gli anziani nel modo migliore, anche mediante rigorose verifiche delle condizioni di salute degli ospiti prima dell’accoglienza”.
“Anche in questa fase – conclude Viale – non abbiamo mai perso di vista le persone affette da criticità diverse dal Covid, soprattutto per quanto riguarda le malattie rare: per questo è stato istituito un modello di accesso per le emergenze sanitarie che tiene conto delle criticità di chi è affetto da queste patologie, che comprende una scheda riassuntiva che includa lo stato di evoluzione della malattia e agevoli così il lavoro dei medici”.

“Sul fronte delle mascherine – aggiunge l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone – non ci siamo mai tirati indietro anche quando è stato il momento di fornirle anche alle strutture dello Stato: nelle ultime 24 ore abbiamo consegnato infatti 27.900 mascherine chirurgiche alle prefetture, 20.100 alle Province e oggi è stato firmato il via libera per una ulteriore distribuzione di 190mila ai Comuni per chi si occupa dei servizi essenziali”.

“Per quanto riguarda la distribuzione alla popolazione – aggiunge Giampedrone – abbiamo raggiunto il 100% delle consegne negli oltre 130 comuni sotto i 2mila abitanti dove l’operazione è stata curata dai sindaci e dai volontari della protezione civile, con oltre 170mila mascherine consegnate. Per quanto riguarda invece il piano messo in campo con Poste italiane, stiamo procedendo al ritmo di circa 100mila mascherina al giorno, siamo a circa il 38 % del totale e termineremo il 27 aprile”.

“Quando verrà completata tutta la distribuzione –precisa Giampedrone – avremo messo in campo oltre 3 milioni di mascherine chirurgiche ai cittadini, più di 4 milioni se si considera quelle destinate alle attività produttive. L’ultimo milione di mascherine gratuite dedicate alla cittadinanza, che verrà distribuito non prima del 28 aprile, servirà anche per ripianare eventuali disparità che possono accadere in questa prima fase di distribuzione capillare su tutto il territorio della Liguria”.

“L’avviso di Regione Liguria, tramite Filse, sui voucher per l’acquisto delle attrezzature informatiche destina 1,5 milioni agli studenti della scuola statale, 1 milione agli studenti della IeFP, (Istruzione e Formazione Professionale), ITS e corsi di Formazione Professionale e 1 milione agli studenti delle scuole paritarie – fa chiarezza l’assessore alla Formazione Ilaria Cavo rispondendo ai comunicati odierni delle opposizioni – La cifra stanziata da Regione Liguria per le famiglie degli studenti delle scuole pubbliche è la stessa stanziata dal ministero dell’istruzione, sulla quale non mi pare che le opposizioni in Regione abbiano avuto nulla da obiettare rispetto al Governo che rappresentano. Regione Liguria ha voluto dare un supporto aggiuntivo, con un’azione complementare di uguale ammontare proprio perché tiene in dovuta e ampia considerazione gli studenti della scuola pubblica. La nostra misura è complementare e non cumulativa rispetto a quella del Miur: chi avrà il tablet dal Ministero dell’Istruzione non potrà averlo da Regione Liguria questo significa che il totale della disponibilità finanziaria sul territorio per la didattica digitale della scuola pubblica è di 3 milioni di euro”.

“La decisione di riconoscere un importo pari a 1 milione a favore delle scuole paritarie, che si aggiunge al milione destinato a IeFP, ITS e formazione professionale è dipeso dal fatto che il Governo non ha destinato alcuna risorsa, a parte una quota sui disinfettanti, a questi ragazzi che sono parte integrante del sistema scolastico e di formazione nazionale. La logica è quella della integrazione delle risorse, ma partendo da una sperequazione di base ovvero l’esclusione, nelle risorse ministeriali, di questi studenti. Il nostro obiettivo è quello di garantire pieno diritto allo studio per tutti i nostri studenti. Non ci sono studenti che contano di più e studenti che contano di meno: per noi valgono tutti un bonus massimo di 500 euro (e di 600 euro per i ragazzi disabili), e il riferimento di base per tutte le famiglie è l’Isee e se, a chiusura del bando, saranno avanzate risorse su una graduatoria verranno riversate su un’altra in un meccanismo di riequilibrio che non disperderà risorse. Per quanto riguarda la rimostranza di non aver destinato fondi per i nidi, ricordo all’opposizione che è stata Regione Liguria a presentare un emendamento, confluito tra quelli della conferenza delle regioni, che prevedeva una “quota bambino” per il sistema dell’infanzia. Ma è stato il loro Governo a bocciarlo”.

Da domani Genova sarà tappezzata da manifesti per dire un semplice, sentitissimo “grazie” a tutto il personale sanitario impegnato in uno sforzo enorme fin dall’inizio di questa emergenza. La campagna di affissioni, lanciata da Regione Liguria e Comune di Genova, che ha offerto i suoi spazi gratuitamente, riporterà una serie di immagini ai nostri sanitari impegnati in prima linea scattate nelle ultime settimane dai fotoreporter Marco Balostro e Astrid Fornetti e pubblicate sul Secolo XIX (anche loro hanno donato il materiale gratuitamente).

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