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Coronavirus, Tosi (M5S): “Troppe scelte scellerate nelle Rsa”

"Non c'è scudo penale che tenga: le responsabilità regionali verranno a galla"

Genova. “La Commissione consiliare chiesta dal M5S farà luce sui protocolli emanati da Regione, Alisa e le singole Asl per gestire l’emergenza negli ospedali della nostra Regione e in particolare nelle Rsa, dalle quali anche oggi purtroppo arrivano notizie tragiche”. Lo dichiara il consigliere regionale Fabio Tosi, primo firmatario dell’atto per l’istituzione della Commissione d’inchiesta consiliare.

“Chiederemo conto dei ritardi della sanità ligure – prosegue l’esponente del MoVimento 5 Stelle -, che ricordiamo essere di competenza regionale, e soprattutto chiederemo le ragioni per le quali, come riportato anche oggi dalla stampa locale, siano state fatte scelte discutibili. Cito ad esempio la testimonianza che giunge da un’operatrice del ponente, secondo cui l’Asl 1 avrebbe dirottato tanti pazienti ‘sospetti’, senza sottoporli a tampone, dagli ospedali alle residenze per anziani, proprio nel momento in cui stava per esplodere il contagio. Il virus così ha cominciato a correre, infettando anche i dipendenti, che pur di non rischiare di portare il virus a casa hanno spesso preferito dormire, tra un turno e l’altro, nella propria auto o rimanere nelle strutture”.

“Questi fatti sono puntualmente riportati dalla stampa ligure – sottolinea -. Così come lo è anche quanto dichiarato da Mario Ghini, segretario regionale della Uil, secondo cui la situazione è stata sottovalutata e che l’ultima nota di Alisa diceva addirittura che gli operatori positivi ma asintomatici potevano continuare a lavorare, a patto di indossare le mascherine. Non avendole, ne va da sé che le Rsa non dovevano accogliere pazienti con ‘patologie complesse’. Tante sono state le scelte sbagliate compiute dalla Sanità ligure. Scelte scellerate che nessuno scudo penale potrà celare, ma di cui la Giunta dovrà rendere conto”.

“È innegabile – conclude Tosi – che una Regione virtuosa avrebbe dovuto attivarsi con procedure di controllo e regole più stringenti: i direttori delle Rsa si saranno accorti che non si poteva lavorare in questo modo… E allora, cosa hanno fatto? Hanno chiesto aiuto alla Regione? Se sì, cosa ha fatto quest’ultima? Avrebbe dovuto aiutare case di riposo oppure chiuderle, mandando gli anziani in strutture più idonee per le cure del caso ed evitando ulteriori, purtroppo letali, contagi”.

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