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Coronavirus, per le scuole il gruppo Pd in Regione propone aiuti alle paritarie e ai nidi

"Senza un sostegno a questi istituti il rischio è che molti di loro, se non tutti, non siano in grado di riaprire a settembre"

Regione. Voucher agli istituti a sostegno del traffico digitale delle famiglie liguri per la scuola a distanza, aiuti alle paritarie e riprogrammazione del Fondo sociale europeo per contrastare l’emergenza Coronavirus. Ruotano attorno a questi temi le proposte avanzate dal Gruppo del PD in Regione Liguria oggi in Commissione III alla presenza dell’assessore Cavo.

Sui voucher per le lezioni via Internet, il Partito Democratico propone di “versare i fondi direttamente alle scuole, invece che alle famiglie, affinché gli istituti – spiegano i consiglieri del PD – facciano da filtro. Condividiamo che Regione Liguria eroghi contributi sia per sostenere connessioni e traffico dati, sia per i dispositivi necessari ai ragazzi maggiormente in difficoltà, in modo da garantire a tutti la didattica a distanza. Riteniamo però sbagliato dare i soldi alle famiglie, senza un riscontro concreto e progettuale della scuola che i ragazzi frequentano”.

Sulle paritarie serve sicuramente una misura nazionale, ma anche la Regione può fare la sua parte. “Le materne e nidi, in particolare – sottolineano i consiglieri del Partito Democratico – integrano in modo determinante l’offerta pubblica e coprono circa il 50% della domanda. Senza un sostegno a questi istituti il rischio è che molti di loro, se non tutti, non siano in grado di riaprire a settembre, con pesanti ricadute sull’occupazione e meno posti a disposizione per le famiglie liguri. Per questo proponiamo che Regione, tramite Filse, attivi immediatamente un fondo rotativo per dare liquidità alle scuole paritarie e ai nidi (accreditati e non) come analogamente è stato fatto per il mondo dello sport e quello culturale-artistico. E anche un contributo a fondo perduto per compensare le perdite dovute alla mancanza del pagamento delle rette”.

Infine il gruppo del PD ha chiesto all’assessore Cavo a quanto ammontino le risorse del fondo sociale europeo che non sono state impegnate e programmate. “Questi finanziamenti – cocludono i consiglieri del Partito Democratico – vanno riprogrammati, come chiede l’Ue, per affrontare l’emergenza Coronavirus. Alla Giunta chiediamo di essere coinvolti in questa riprogrammazione”.

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