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Coronavirus, l’associazione culturale islamica savonese: “Solo insieme possiamo battere il nemico invisibile”

Tante le iniziative poste in essere dalla comunità per far fronte all'emergenza sanitaria

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Provincia. In questo momento tragico del Covid 19, la comunità islamica è parte attiva e propositiva di questa società. Infatti, la comunità si è mobilitata da subito per sensibilizzare i propri membri e ha posto in essere varie iniziative.

“Intanto, i suoi giovani hanno dato la disponibilità ad aiutare in qualità di volontari chi abbia bisogno. La comunità li ha proposti alla Caritas, ben sapendo quanto la Caritas sia attiva sul territorio tra le persone che hanno meno. – Stiamo aspettando che siano chiamati e che diventino operativi. – spiega Zahoor Ahmad Zargar, il Presidente – Perché è forte in loro, come in tutti noi, il desiderio di dare una mano al paese che li ospita e che amano, considerando anche che tanti sono nati proprio qui”.

“Poi – continua il presidente – dal momento che c’è necessità di sangue, la comunità ha invitato ad andare a donarlo e qualcuno l’ha già fatto. Infine, è stata lanciata una raccolta di denaro per l’ospedale San Paolo che necessita di numerosi supporti e presidi ospedalieri. – Ognuno darà quello che può, -dice sempre Zargar- perché siamo consapevoli che molti non lavorano, ma tutti insieme, come Comunità e uniti a tutti gli altri savonesi, possiamo fare tanto. Tutti devono dare una mano perché solo tutti insieme possiamo farcela a vincere questo nemico invisibile”.

“La comunità islamica savonese, fin dalla sua istituzione, a metà degli anni novanta, ha sempre lavorato per essere parte integrante e collaborativa della società tutta. Le iniziative sono state tante, spesso in collaborazione con la chiesa cattolica e con altre realtà religiose, ortodossi, induisti, buddisti, o con enti e Istituzioni pubbliche: convegni, incontri con persone e scuole ecc. Ultimamente, tutti ricorderanno la partecipazione degli alunni musulmani all’allestimento dei presepi nelle scuole, poi in mostra in Duomo, o il grano della fraternità in collegamento con la Palestina e le feste tutti insieme con la popolazione” conclude.

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