Numeri preoccupanti

Coronavirus, i sindacati preoccupati: “A casa 5 mila lavoratori del settore costruzioni”

"Dopo una lenta ma costante ripresa, l'esplosione della pandemia ci ha riportato nel baratro"

Generica

Regione. “Il settore delle costruzioni è in profondo affanno. Dopo un decennio di crisi avevamo imboccato la via di una lenta ma costante ripresa. L’esplosione della pandemia ci ha riportato nel baratro”. A comunicarlo, in una nota congiunta, sono Federico Pezzoli, Gianni Carassale, Maurizio Buffa, Willy Amoretti, rispettivamente segretari generali di Fillea Cgil Genova e Liguria, Spezia, Savona, Imperia.

“Da La Spezia ad Imperia – spiegano i sindacalisti – sono giunte solo nelle sedi Fillea, il sindacato della Cgil che tutela i lavoratori delle costruzioni, oltre 1.000 richieste di cassa integrazione per oltre 5 mila lavoratori coinvolti, in sostanza il settore si è fermato. La Fillea Cgil, oltre all’assistenza ai lavoratori in questa condizione, è impegnata a controllare che le imprese in attività, quelle le cui lavorazioni sono state considerate dal Governo come ‘indispensabili’ e autorizzate ad operare, applichino l’avanzato protocollo siglato dalle organizzazioni sindacali nazionali e dalle parti datoriali lo scorso 24 marzo sui temi della sicurezza e che indica le misure da applicare per evitare i contagi”.

“La salute viene prima di ogni altra considerazione, ma è evidente che quando questo drammatico momento passerà, il settore delle costruzioni non potrà fare a meno di una massiccia campagna di investimenti pubblici. Le costruzioni sviluppano nell’economia un effetto moltiplicatore che storicamente ha rappresentato il volano per far ripartire l’economia, generare prodotto interno lordo e produrre nuova e sana occupazione” continuano.

“Tante sono le strade da percorrere, anche con scrupolosa attenzione al tema della nuova frontiera dell’efficientamento energetico, dalla cosiddetta rigenerazione urbana delle città, alle periferie, dall’edilizia scolastica a quella sanitaria. Tanti sono gli esempi dai quali poter ripartire: a La Spezia,  il terzo lotto della variante Aurelia e l’Ospedale Felettino – affermano – a Genova la gronda, il nodo ferroviario, il nodo di San Benigno e i lavori per la tutela idrogeologica; a Savona il completamento dell’Aurelia Bis e il raddoppio ferroviario tra Albenga e Finale Ligure; a Imperia la ciclabile, il porto di Ventimiglia, la tratta Armo-Cantarana, il consolidamento e l’allargamento della statale 28, il completamento dell’Aurelia Bis. Andranno quindi rilanciati gli investimenti pubblici per lo sblocco delle grandi opere incompiute così centrali per la viabilità interna e per il sostegno della portualità ligure”.

“Ma attenzione però, il sindacato non è disponibile, come invocato in più occasione da molti, a snaturare il codice degli appalti e rigetta ogni velleità di ritorno a politiche di malsano massimo ribasso. Lavorare sì, ma in sicurezza e con il rispetto dei diritti” concludono.

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