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Coronavirus, i savonesi temono l’invasione in sordina dei turisti: il “mugugno” corre sui social

Le restrizioni permangono, così come i timori di nuovi arrivi in riviera nel weekend

Provincia. Grandi parcheggi e seconde case. Sono questi, in particolare, i luoghi osservati speciali da molti savonesi che, in queste settimane, sono rinchiusi in casa in ottemperanza delle disposizioni governative volte a far fronte all’emergenza sanitaria.

Complice il bel tempo e i timidi segnali positivi sul calo dei contagi, sui social, oggi più che mai spazio di condivisione di opinioni/sfoghi, i residenti temono l’arrivo in sordina di turisti (proprietari di seconde case) provenienti dal nord Italia.

E così per qualcuno che sul gruppo facebook sei di Finale Ligure se… scrive “C’è gente di Milano che ha chiesto alle colf locali di pulire la casa al mare perché nel fine settimana verranno in Liguria… Una delle tante risposte denunciare chi verrà e chi si è offerto di pulire” c’è qualcun altro pronto a meravigliarsi “dell’inospitalità” rispondendo “prima o poi si dovrà smettere di essere così inospitali”.

Peccato che, stando alle parole del presidente del Consiglio dei Ministri Giusppe Conte, la possibilità che la riviera ligure torni ad ospitare dei turisti si collochi più “poi” che “prima”. Sino al 13 aprile, infatti, permangono le misure restrittive, con buona pace di tutti gli amanti delle gite fuori porta e delle escursioni sui campi per i merendini di Pasquetta.

I proprietari lombardi di seconde case in riviera sono numerosi, ma non tutti si lamentano di quello che, per una volta, può essere definito solo come un “obbligato atteggiamento inospitale”. In risposta al post sulle colf locali, infatti, Roberta scrive: “Sono di Milano, mio papà è nato a Finale, lì c’è un pezzo del mio cuore, sono inorridita al leggere questo post!! Denunciate, potete farlo in modo anonimo, ma fatelo !Fatelo per il bene di tutti! E per far sì che tutto questo finisca”. Katy, invece, commenta: “Anch’io sono di Milano, abito a Pietra Ligure e non vedo mio figlio da due mesi e I miei genitori da ancora di più. Non ci sogniamo neppure di spostarci fino a che non si potrà farlo. Qui non è un discorso di inospitalità, se ragionassimo tutti come quelle persone non ne usciremmo più. È una questione di rispetto per le regole imposte e soprattutto verso gli altri”.

I controlli delle forze dell’ordine, nel frattempo, proseguono (anche nell’entroterra). L’Arma dei Carabinieri, in particolare, è protagonista di un’intesa attività di pattugliamento nei vari comuni. Tuttavia, dati alla mano, il numero di persone che non rispetta i divieti imposti attualmente non accenna a diminuire.

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