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Coronavirus e impresa, Berta (Uisv): “Le aziende hanno necessità di liquidità, basta chiacchiere”

"In un momento così delicato è vitale utilizzare tutti gli strumenti per assicurare al paese le risorse per superare l’emergenza sanitaria e quindi quella economica"

Provincia. “I fondi messi a disposizione a valere sul Mes senza condizionalità (se non quelle della lotta al virus) vanno utilizzati senza se e senza ma. Non è il Mes per le crisi finanziarie strutturali e che può comportare problemi, ma è l’utilizzo di fondi anche nostri in modo tale da utilizzare al massimo per l’economia e per i cittadini tutti gli altri fondi nazionali e comunitari”. Ne è convinto Alessandro Berta, direttore dell’Unione Industriali di Savona, che ritiene che “in un momento così delicato è vitale utilizzare tutti gli strumenti per assicurare al paese le risorse per superare l’emergenza sanitaria e quindi quella economica”.

Aggiunge Berta: “Il nome dell’organismo Mes e il perché è nato non c’entrano nulla con l’utilizzo di questa parte di fondi senza condizionalità. Lo screening di massa (che va fatto) per esempio può vedere l’utilizzo di tali fondi. In questo modo gli altri fondi possono essere mobilitati per imprese e lavoro e anche per i cittadini esclusi dalle misure ordinarie”.

Secondo Berta occorre fare in fretta perchè “il 16 aprile scadono gli F24 e il 90 per cento delle imprese dovrà pagare tasse e contributi perché in realtà a marzo hanno fatturato lo stesso. Ma della liquidità non c’è traccia alcuna. Né dei pagamenti dovuti alle imprese dalla pubblica amministrazione, né della possibile compensazione tra crediti IVA e debiti fiscali”.

Berta sottolinea che “ad oggi le aziende stanno facendo richiesta di liquidità alle banche per la via del credito ordinario, quindi con gli strumenti ‘normali’, che sono più onerosi. Lo stanno facendo perché c’è necessità di avere liquidità per pagare le tasse, gli stipendi ed i costi generali di gestione. Del resto, i contatori stanno continuando a girare, così come sono da pagare gli ammortamenti delle rate. La mancanza di garanzie da parte dello Stato, l’incertezza sui tempi di riapertura, sul futuro del mercato e, più in generale, su cosa succederà nell’immediato futuro rende difficile, per le aziende, elaborare un piano economico-finanziario. E ciò crea non poche difficoltà anche alle banche. Quando il piano economico-finanziario di un’azienda non è certo, le banche devono porre una parte di quel credito a rischio (secondo le regole comunitarie) e ciò finisce per creare rischi anche per le banche, visto che la Bce chiede sempre di rientrare dal credito. Quindi occorre la garanzia dello Stato per non mettere a rischio anche gli istituti bancari”.

Per Berta, un altro problem è dato dal “contatto con le banche. In questa fase, recarsi di persona presso gli istituti è molto difficile. Anche per questo, nei giorni scorsi Bankitalia ha emanato una raccomandazione che specifica le modalità per favorire i contatti tra le imprese e le banche nelle pratiche riguardanti i mutui”.

“La differenza tra l’Italia e la Germania, la Francia, l’Austria e la Svizzera sta nel fatto che in questi paesi il sistema per l’erogazione dei mutui è più immediato. Ma bisogna dire che le nostre aziende stanno ottenendo credito. Le banche stanno facendo il possibile per aiutare le realtà, almeno quelle più solide. La preoccupazione, ovviamente, è per le altre imprese, per quelle che non hanno visibilità per il futuro. Aziende di certe dimensioni non stanno chiedendo prestiti perché le condizioni sono poco favorevoli: paradossalmente, sarebbero in condizioni migliori se andassero per conto proprio”.

“Insomma, occorre migliorare il provvedimento, perché oggi, così com’è, crea troppi intoppi burocratici. Il senso e la linea sono giusti, meno l’applicazione pratica”, conclude Berta.

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