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Coronavirus come Don Rodrigo: metà dei matrimoni “saltano”, no a festeggiamenti e testimoni da fuori

Niente invitati, genitori ad aspettare in strada: molti sposi decidono di rimandare il giorno del "sì"

Savona. Covid-19 novello Don Rodrigo. Sposarsi al tempo del Coronavirus, infatti, sembra complicato quasi come per i Promessi Sposi: ma se per Don Abbondio il matrimonio tra Renzo e Lucia “non s’aveva da fare” per le prepotenze del signorotto di turno, nel 2020 non ci si sposa per l’impossibilità di farlo “come Dio comanda”. Ossia con gli invitati, i testimoni che si desiderano, l’aiuto delle damigelle, l’abbraccio con i genitori.

Il decreto del Presidente del Consiglio non ha infatti vietato i matrimoni, ma le misure di sicurezza imposte hanno di fatto spogliato “il giorno del sì” di quasi tutto ciò che rende quel giorno speciale. E così in tanti, almeno in provincia di Savona, hanno già deciso o stanno decidendo di rimandare le nozze a un momento più felice.

Nel Comune di Savona, ad esempio, a marzo sono stati celebrati 12 matrimoni: quasi lo stesso numero di un anno fa (a marzo 2019 furono 13), ma avrebbero dovuto essere 16. Quattro sono stati rinviati, a quando per ora non si sa. E il trend è destinato a peggiorare vistosamente nei prossimi mesi: dei sei in programma finora ad aprile, ad esempio, solo due sono stati confermati mentre per gli altri 4 è arrivato il rinvio. E in totale sono già 8 i matrimoni programmati da qui a giugno e “messi in standby”: slitteranno, presumibilmente, a dopo l’estate.

Quattro anche i matrimoni previsti per aprile e “saltati” ad Albenga: soltanto una coppia su 5 ha deciso di confermare le nozze. Va anche detto che alcune coppie avevano già deciso nelle scorse settimane, alla luce dell’emergenza, di posticipare il rito.

A Cairo Montenotte, in tutto marzo, è stato celebrato soltanto un matrimonio: presenti solo gli sposi e i due testimoni, con i genitori ad attendere fuori in strada. Tutti gli altri sono stati sospesi, o per scelta degli sposi o, in un caso, del sindaco: i testimoni infatti sarebbero dovuti arrivare dalle Albissole. Una ragione di spostamento che non rientra in quelle consentite (urgenza, lavoro o salute) e quindi dal Comune è arrivato il diktat: o testimoni “autoctoni” o rinvio.

Le cifre, insomma, ci dicono che a spanne il numero di matrimoni rimandati finora è approssimativamente la metà (con differenze da Comune a Comune), ma è destinato ad aumentare drasticamente nei prossimi mesi. Va sottolineato infatti che in generale i numeri sono stati finora “clementi” perché, spiegano dai vari Comuni, i primi mesi dell’anno vedono sempre meno nozze rispetto al periodo aprile-giugno in cui stiamo entrando. Molto probabile, quindi, che la vera natura di “Don Rodrigo Coronavirus” emergerà appieno nelle prossime settimane, quando i pochi che decideranno ugualmente di dirsi “sì” dovranno farlo da soli, senza amici e parenti a gioire con loro.

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